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L’elettore del Pd che sarebbe Mantellini

Creato il 01 febbraio 2017 da Malvino

Ci sono "ostacoli insormontabili" alla costruzione di quel "partito riformista di sinistra" che il buon Mantellini potrebbe votare senza essere costretto a "turarsi il naso in nome del meno peggio", indovinate quali.

Un attimo, però. Chiariamo. Mantellini parla da "elettore del Pd" ("L'elettore del Pd che sarei io"), quindi è evidente che per "partito riformista di sinistra" intenda qualcosa che sta oltre il Pd: un partito ancora da venire, insomma. E dunque: quali sono questi "ostacoli insormontabili" che Mantellini vede frapposti tra il Pd così com'è, quello cui comunque ci risulta abbia dato il voto, non sappiamo se turandosi il naso o meno, e il "partito riformista di sinistra" che voterebbe, certo di non doversi veder costretto a turarselo?

Aspettate, non vi precipitate subito a dare una risposta, ché poi a sapere quella esatta ci rimanete male e ve la prendete con me perché non ho saputo esporvi a dovere i termini della questione, che sembra semplice, ma in realtà non lo è affatto.

Procediamo senza fretta, cominciando col chiarire cosa debba intendersi con "riformista" e "di sinistra", ovviamente per Mantellini. E chiariamolo facendo degli esempi, perché si tratta di concetti diventati così vaghi che ultimamente dentro ci si trova di tutto, perfino l'idea che la crescita del paese tragga formidabile impulso dall'abolizione dell'art. 18 e che tocchi ai contribuenti pagare i debiti che De Benedetti non ha pagato al Monte dei Paschi di Siena.

; ultimo esempio di cosa significhi "Riformista", per Mantellini, significa per esempio prendere atto della necessità di riformare la scuola pensando agli studenti prima che agli insegnanti prendere atto dello strapotere politico di alcuni grossi apparati sindacali che hanno infiltrato ogni angolo della macchina decisionale del paese e provare a metterci rimedio, per esempio iniziando faticosamente a premiare il merito più che l'appartenenza ; ancora, significa "riformista",

"banalissimi", dice Mantellini, ma solo perché lui è la modestia fatta persona. Di fatto, si tratta di riforme sulle quali faccio fatica a immaginare possano esserci obiezioni, tant è che sono nel programma di ogni partito, compreso il Pd, che le promette a ogni tornata elettorale. In quanto ad attuarle quando sta al governo, beh, quello è un altro paio di maniche.

Si prenda a esempio - esempio banalissimo, qui provo ad essere modesto anch'io - il governo Renzi. Tanto per dire, la cosiddetta Buona Scuola: scontenta gli insegnanti, ma per caso avete visto fiumane di studenti in festa? E il cosiddetto Jobs Act: avete registrato tutto 'sto travolgente entusiasmo fra i giovani? Non parliamo, poi, della priorità che le autostrade informatiche hanno avuto rispetto al ponte sullo Stretto di Messina, d'altronde una cosa è fare il romantico coi polli della Leopolda e un'altra è farlo venir duro a quelli della Impregilo. Cali un velo pietoso, infine, sugli scoronconcoli e le ciamporgne che il braggadocio ha da subito provveduto a sistemare nei punti chiave di partito, parlamento, governo, sottogoverno, stato e parastato: peggio delle cavallette, peggio della peronospora.

A stretto rigor di logica c'è da supporre che Mantellini non debba aver trovato molto "riformista" il governo Renzi, ma più in là del supporlo non ci è consentito andare, perché negli ultimi tre anni non è che lo si sia sentito lamentarsi troppo. Dev'essere stato il governo Gentiloni ad avergli fatto scattare la molla, va' a capire.

a" che vi suona strano? Sarà perché tanta attenzione all individuo non è mai stata fra le peculiarità della sinistra, sempre più attenta ai bisogni della collettività. Però direi che "solidarietà verso gli altri" dissolve ogni perplessità.

Come dite? Trovate che sia locuzione troppo vaga, tant 'è a si trova pure nel programma di Casapound e nel Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa? Consentitemi di dirvi che s iete in errore: è che ultimamente la sinistra non gode di ottima reputazione, e a mostrare troppa confidenza col suo tradizionale idioletto si corre il rischio di essere additati in società come pericolosissimi socialdemocratici, il che a dei flagiziosi della risma d un Gilioli o un Civati, che si sparano in vena un Piketty a colazione e uno a cena, questo potrà non far né caldo né freddo, e infatti eccoli lì, un giorno sì e l altro pure, a esibirsi come viziosi del welfare più spinto, mentre Mantellini non è della stessa pasta, questo è tutto: con parole troppo forti come - chessò - redistribuzione . Mera questione di galateo. "di sinistra" pure lui, ma meno incline a strepitarlo ai quattro venti

Ecco, vi ho dato l'aiutino, ora potete rispondere: quali sono gli "ostacoli insormontabili" che impediscono al Pd diventare il "partito riformista di sinistra" che piacerebbe tanto a Mantellini?

C'è rimanere a bocca aperta: a minoranza del Pd, altrimenti detta "sinistra interna", e 'esterno. Sinistre che probabilmente Mantellini ritiene abusive, perciò naturalmente antagoniste della sinistra vera. Ma poi ci sono pure Alfano, Berlusconi e tutto il berlusconismo di ritorno da Verdini a certi residui millimetrici di Scelta Civica "da Fassina a Vendola" stanno a sinistra del Pd, dall , che onestamente si fa fatica a capire come possano essere di ostacolo alla costruzione di un partito 'ostacolo non sono loro, ma chi se li è caricati e ancora non li scarica. Così per (4) : chi la mantiene in sella? a": basterebbe scaricarli, dunque

Sembrerebbe che Mantellini abbia una tremenda difficoltà nel realizzare che l'ostacolo più grosso posto alla costruzione è Renzi. O sarà che "partito riformista di sinistra" che da elettore del Pd vorrebbe votare l'ha capito, ma l'ostacolo sta nel riuscire a dirlo. E questi, al momento, paiono i veri "ostacoli insormontabili".


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