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L’elica e la luce, le donne del Futurismo al Man di Nuoro

Creato il 02 maggio 2018 da Art And Cult Blog @artandcultblog
Il Futurismo è passato alla storia come quel movimento letterario e artistico, sviluppatosi in Italia, guidato da Filippo Tommaso Marinetti. La sua data di nascita risale al febbraio 1909 quando, su Le Figaro, ne fu pubblicato il manifesto scritto proprio da Marinetti e nel quale erano contenute, seppur in nuce, tutte le tesi del nuovo movimento: polemica contro l’accademismo, rottura con il passato, celebrazione della civiltà meccanica e del suo dinamismo, ammirazione per ogni sorta di energia e di aggressività.
L’anno successivo, nel 1910, usciva il Manifesto della pittura Futurista - per il quale si distinsero, oltre a Marinetti, Boccioni, Carrà, Russolo, Balla e Severini - nel quale ci si proponeva di elaborare un‘immagine moderna della vita esaltandone il dinamismo ed esprimendo la molteplicità delle cose attraverso il moto continuo.

L’elica e la luce, le donne del Futurismo al Man di Nuoro

Da sinistra a destra: Russolo, Carrà, Marinetti, Boccioni e Severini.


Non a caso nella prefazione presente nel catalogo della mostra che nel febbraio del 1912 i futuristi tennero nella Galleria Bernheim-Jeune, a Parigi, si legge: “La simultaneità degli stati d’animo nell’opera d’arte: ecco la meta inebriante della nostra arte. Per far vivere lo spettatore al centro del quadro, bisogna che il quadro sia la sintesi di quello che si ricorda e di quello che si vede”.
A provare l’importanza del Futurismo nella storia della letteratura e delle arti - in particolare della pittura e dell’architettura - sta l’adesione data al movimento da scrittori e artisti tra i più rappresentativi del XX secolo, oltre al fatto che ebbe vasto seguito anche in tutta Europa, dalla Francia alla Russia, e da esso presero avvio in larga misura i movimenti artistici successivi.

L’elica e la luce, le donne del Futurismo al Man di Nuoro

Umberto Boccioni, La città che sale, colore ad olio, 1910.


Di questa corrente, tuttavia, come spesso succede si ha conoscenza della componente maschile che ne fu a capo. E quella femminile? Il futurismo, va detto, si rivelò almeno inizialmente un movimento misogino: proclamò, fin dai suoi albori, una visione dell’arte che comprendesse valori come la forza, la velocità, la guerra, da cui il genere femminile doveva rimanere escluso (“Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna”, così recita il Manifesto del futurismo del 1909).  
Nonostante ciò, però, vi furono lo stesso donne - a loro modo risolute e ribelli - che hanno offerto il proprio contributo e supportato il movimento futurista firmandone i manifesti teorici, partecipando alle mostre, sperimentando stili e materiali in ambiti trasversali come le arti decorative, la fotografia, il cinema, la scenografia, ma anche il teatro, la danza e la letteratura. Artiste e intellettuali di primo piano nella ricerca estetica d’inizio Novecento.

L’elica e la luce, le donne del Futurismo al Man di Nuoro

Benedetta Cappa, Velocità di motoscafo, olio su tela, 1919-1924.


Una mostra ce le fa scoprire nella sede del MAN di Nuoro (Sardegna): “L’ELICA E LA LUCE. Le Futuriste. 1912-1944” rintraccia – attraverso più di cento opere fra dipinti, sculture, oggetti d’arte applicata, tessuti, carte, il tutto corredato da documenti, fotografie d’epoca, bozzetti, lettere autografe, ecc. – l’operato di queste donne che hanno lavorato dagli anni Dieci fino ai Quaranta del 900.
Valentine de Saint-Point (autrice del Manifeste de la Femme futuriste in risposta a quello pubblicato da Marinetti), Alma Fidora, Benedetta Cappa (che fece capitolare Marinetti al punto da sposarla), Marisa Mori, Adele Gloria, Regina Bracchi, Adriana Bisi Fabbri furono donne che non sentirono la necessità di obbedire a nessuno, riuscendo a competere con la componente maschile del movimento su tutti i fronti e, soprattutto, aprendo la strada alle altre artiste del secolo.

L’elica e la luce, le donne del Futurismo al Man di Nuoro

Adriana Bisi Fabbri, Autoritratto, 1914.


La rassegna racconta così le affascinanti biografie di ciascuna di loro, che s’intrecciano con la vita artistica e culturale del periodo (le mostre nazionali, i salotti,  le riviste, i teatri) con sullo sfondo un paese eccitato dal progresso ma anche ferito dalla guerra.
L’ELICA E LA LUCE. Le Futuriste. 1912-1944, 9 marzo - 10 giugno 2018, MAN_Museo d’Arte Provincia di Nuoro, Via Sebastiano Satta 27, Nuoro, Sardegna. Qui maggiori informazioni su orari e tariffe.

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