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L’emergere dell’auto-organizzazione nelle organizzazioni complesse: verso la sostenibilità integrale nel lavoro che cambia

Creato il 24 gennaio 2019 da Propostalavoro @propostalavoro

L’emergere dell’auto-organizzazione nelle organizzazioni complesse: verso la sostenibilità integrale nel lavoro che cambia L’emergere dell’auto-organizzazione nelle organizzazioni complesse: verso la sostenibilità integrale nel lavoro che cambia

Auto-organizzazione, self management, collaborazione tra pari, lavoro in team, fluidità dei processi decisionali sono solo alcune delle parole che ricorrono quando si parla di innovazione nelle organizzazioni cercando di cogliere con positività quei modelli organizzativi nei quali gli scopi condivisi fanno parte di un unico progetto integrale nel quali i livelli di partecipazione, ma anche motivazione e consapevolezza delle persone coinvolte in tutti i diversi livelli di responsabilità e decisionali sono elevati.

Perché parlare di questi modelli su Proposta Lavoro? I cambiamenti nel lavoro a cui siamo di fronte negli ultimi anni, tra i quali la crescita della globalizzazione, l’aumento dell’automazione e della digitalizzazione nei processi, gli scenari esterni all’organizzazione in continua e veloce evoluzione che richiedono capacità di adattamenti pronti ed agili, e anche la maturazione di una sensibilità e consapevolezza diffusa sull’importanza del benessere sui luoghi di lavoro e di come questo incida sulla produttività delle organizzazioni, ci spingono ad approfondire per i lettori l’importanza strategica di sviluppare organizzazioni nelle quali gli aspetti motivazionali, di valorizzazione delle competenze e delle persone diventano sempre più fondamentali.

La Sociocrazia, chiamata anche Governance Dinamica (SGD da qui in poi), è un modello organizzativo, un metodo decisionale e un sistema di feedback e verifica, che insieme portano auto-organizzazione, agilità, responsabilità ed efficacia creando organizzazioni sostenibili, armoniose e resilienti nel conseguire gli scopi che perseguono.

Il modello prende forma a partire dagli anni 70 in Olanda con Gerard Endenburg che la sviluppa nell’azienda di sua proprietà, sintetizzando e chiarificando i principi mentre la mette pratica. “Endenburg sviluppa questi principi e li adotta nella sua impresa per provare che un’azienda può funzionare quando i lavoratori si assumono la responsabilità per le linee guida che regolano il proprio lavoro e, soprattutto, che agire in questo modo la rende anche più redditizia.”.

Al giorno d’oggi diverse aziende, scuole, istituzioni, organizzazioni, anche sotto forma di rete e un numero crescente di gruppi intenzionali utilizzano la SGD: con la re-distribuzione delle decisioni per aree di competenza (chiamati cerchi) che hanno uno scopo chiaro e definito, il metodo decisionale basato sull’assenso e l’uso del feedback/verifica. Tutte le persone interessate alle decisioni da prendere a tutti i livelli dell’organizzazione sono coinvolte; le decisioni prese usando i principi dell’assenso, sono maggiormente supportate e quindi possono essere applicate più velocemente e con maggior efficacia dalle persone che hanno le caratteristiche di competenza, sensibilità e vicinanza con i bisogni emergenti che permettono di realizzare la mission aziendale.

Chi utilizza la Sociocrazia – Governance Dinamica? L’impresa come comunità intenzionale.

Le sperimentazioni e le applicazioni pratiche si possono incontrare anche a livello piccolo e locale in organizzazioni caratterizzate da forte intenzionalità e caratterizzate da forte innovazione in senso organico nei modelli organizzativi: Arvaia a Bologna è un gruppo di circa 350 soci composta da cittadini e agricoltori auto-organizzati che ha deciso di coltivare dei terreni all’insegna del biologico e della sostenibilità, mescolando lavoro volontario e retribuito, produzione e consumo di prodotti e servizi, e mettendo la responsabilità, la capacità di scegliere, ma anche di decidere e valutare collettivamente il progetto di impresa al centro della mission aziendale.

L’emergere dell’auto-organizzazione nelle organizzazioni complesse: verso la sostenibilità integrale nel lavoro che cambia
Anche le progettualità ispirate al modello Food Coop che stanno nascendo tra Bologna, Parma e Cagliari sono all’insegna dell’auto-organizzazione integrale (in questo caso specifico la gestione di un supermercato cooperativo), con una forma organizzativa partecipativa che mescola e ibrida il lavoro retribuito e il volontariato, ed il consumo e la produzione di un servizio: dare ai consumatori/lavoratori maggiore capacità di decidere i prodotti da acquistare con un focus sul biologico e il chilometro zero ed al tempo stesso farli partecipare attivamente alla gestione ed all’organizzazione dell’impresa. Questo è l’obiettivo di questi tre progetti che partono dal basso, ovvero da una comunità intenzionale organizzata di cittadini, che prende ispirazione, mutua ed evolve in diversi aspetti quelle che erano le esperienze dei GAS, i Gruppi di Acquisto Solidale.

In Inghilterra anche Outlandish, un’impresa cooperativa che si occupa di sviluppare tecnologie digitali maggiormente eque e sostenibili per imprese e organizzazioni, ha iniziato ad adottare il modello della SGD: il percorso fin qua sperimentato ha portato l’organizzazione a un chiarimento interno sui ruoli e le relative aspettative, sul momento, le tempistiche e le modalità in cui le decisioni sono prese in ogni area decisionale e/o operativa, migliorando il livello di responsabilità e consapevolezza da parte dei singoli ed organizzando la struttura ed il lavoro per aree di responsabilità ri-pensando la struttura decisionale in “cerchi collegati”tra loro.

Nell’area delle imprese profit che la adottano, troviamo l’esempio di EuroPACE Inc in Germania che è una società controllata da Hypoport Inc e conta circa 140 Dipendenti. EuroPACE è il più grande Marketplace Finanziario della Germania per finanziamento immobiliare, definizione di programmi di risparmio e credito ai privati.

Molte sperimentazioni di questi modelli sembrano essere oggi anche riconducibili al filone del cosiddetto (lavoro) “agile” nelle sue diverse interpretazioni e sono localizzabili in prassi e movimenti teorici provenienti dall’area centro/nord europea ed in particolare sempre riferibili al contesto olandese: il modello organizzativo di impresa in questo filone in grado di evolvere verso strutture maggiormente dinamiche ed in grado di coinvolgere centro e periferia così come governance e aree operative, con un forte accento sui processi decisionali, di team building e team working.

Per informazioni

www.sociocrazia.org

Sito internet in italiano sulla SGD curato da Pierre Houben

SOFA – www.sociocracyforall.org

Organizzazione con sede negli USA che si occupa di formare, sperimentare e diffondere nel mondo la cultura e le pratiche di SGD

Sociocracy 3.0 – sociocracy30.org

Network Europeo per la formazione e la facilitazione di modelli di SGD

The Sociocracy Group – thesociocracygroup.com

Network nato dal Sociocratish Centrum di Rotterdam

Articolo scritto da:

Samuele Bozzoni – Risorse Umane e Partecipazione a 360°, [email protected]

Pierre Houben – Facilitatore, Formatore e Consulente italiano, esperto di SGD, membro di SoFA e di Transition Network, [email protected]

Note:

– Il contributo di Gerald Endenburg si trova in J.A.Buck, G Endenburg “The creative forces of self-organizing”, SociocraticCenter, Rotterdam, Netherland 2003,  tradotto in Italiano da Pierre Houben, scaricabile gratuitamente qui: “Le forze creative dell’auto-organizzazione”

– Il progetto Food Coop Di Cagliari, in particolare sta sperimentando proprio il modello della Governance Dinamica in fase di progettazione

– Per un approfondimento sintetico si veda “Outlandish: living and sharing a transformative approach to tech business” sul sito di Cecop- Cicopa Europe – the European confederation of industrial and service cooperatives ed è disponibile a questo link 

– Il caso studio EuroPace si trova sul sito www.sociocracyforall.org ed è dispnibile a questo link 


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