Durante la civiltà contadina le difficoltà c’erano sempre, ma nelle annate di carestia o quando i tempi erano più difficili per lo scarso raccolto, la congiuntura aveva un andamento stagionale. Di solito, passato l’inverno, se ne era fuori e tutto un mondo consolidato di detti e proverbi ne sanciva il vittorioso superamento. Era anche la vittoria sulla notte dei tempi invernali lunghi, l’affermazione della primavera con i suoi riti inconsapevoli: il carnevale e il testamento del “nannu”, le luminarie di San Giuseppe, la fine della quaresima e la pasqua di resurrezione che introducevano il risveglio di aprile. Anche astronomicamente giorno e notte si equilibravano e mondo ed universo umano sembravano avere riconquistato la loro organicità cosmica.