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L’esultanza da canguro, la Coppa d’Asia da protagonista e non solo: Inter, ecco chi è Trent Sainsbury

Creato il 01 febbraio 2017 da Agentianonimi

L’esultanza da canguro, la Coppa d’Asia da protagonista e non solo: Inter, ecco chi è Trent Sainsbury

”Non mi aspettavo di tornare così presto in Europa, e soprattutto di poter andare a giocare in un club di altissimo livello com’è l’Inter, anzi, sono rimasto sorpreso. Non voglio andare in Italia solo per accrescere il mio curriculum, voglio lasciare il segno e, se davvero riuscissi a giocare, sarebbe bellissimo‘: sono state queste le prime parole da interista di Trent Sainsbury, l’acquisto a sorpresa dei nerazzurri, colui che ieri ha acceso la curiosità (e l’ironia) di tutti gli appassionati di calcio. Una trattativa inattesa, nata perchè il Jiangsu Suning (”sorellina” dell’Inter) aveva annunciato al difensore australiano con passaporto inglese di non volerlo tesserare in Champions (per lasciare i posti a Ramires, Alex Teixeira e Roger Martinez), e aveva la necessità di liberare un posto-stranieri, pratica che era necessaria per tesserare un nuovo giocatore (si tenterà di prendere Biabiany, esubero Inter) e che vedeva in Sainsbury il sacrificabile, visto il cambio di regolamento che equipara gli stranieri asiatici a quelli eurosudamericani. Ma chi è, di preciso, Trent Sainsbury, il nuovo difensore dell’Inter?

Partiamo dalle origini, e dagli esordi australiani di un giocatore cresciuto nella cittadina di Gosford, un posto caratterizzato dal caldo e… dal caldo: un caldo che Trent, al momento della sua esperienza olandese nelle fila dello Zwolle (che l’ha acquistato nel gennaio 2014 dai Central Coast Mariners, suo club in A-League), ha presto rimpianto, perchè ”a Gosford stavo sempre in pantaloncini, infradito e canottiera, in Olanda invece quando vado a prendere un caffè devo indossare tutti i vestiti che possiedo, fa sempre freddo!”. Un’analisi tra il serio e il faceto di un clima, quello olandese, che aveva dato il benvenuto a Sainsbury con il classico freddo ”europeo” e il tipico vento del paese dei tulipani: un paese che, dopo le 69 presenze nei CC Mariners, ha accolto a braccia aperte Trent, che ha risposto con alcune prestazioni di ottimo livello in un ruolo, quello del difensore centrale (ma può giocare anche a destra, 6 gare da terzino in carriera), che è tutt’altro che facile in un calcio offensivo come quello dell’Eredivisie.

E non fatevi ingannare dalle 33 presenze in due anni che hanno fatto etichettare come flop la sua esperienza olandese, perchè Sainsbury è stato messo ko per mesi da uno degli infortuni più ridicoli nella storia del calcio. E tutto questo è capitato… nella sua prima gara: 6 febbraio 2014, gara contro l’Utrecht e legamenti che saltano dopo lo scontro contro uno dei dispositivi d’irrigazione dello stadio, che sporgeva pericolosamente dal terreno dello Stadion Galgenwaard (casa degli Utreg) senza che nessuno degli addetti ai lavori se ne fosse accorto. Qualche mese di stop e poi via, Trent diventa uno dei titolari del PEC, che lo saluta solo a gennaio 2016 (chiudendo con 33 presenze e un gol) per la classica offerta irrinunciabile: il Jiangsu, appena diventato di Suning (prima si chiamava Jiangsu Sainty ed era un club marginale), gli offre un ottimo stipendio e il ruolo da protagonista nella Super-League cinese, occupando con lui il posto da ”straniero asiatico” garantito dal regolamento. Uno straniero che deve giocare da regolamento, e così in un anno solare le presenze di Sainsbury sono ben 41 e di ottimo livello, confermando quanto aveva fatto vedere nella Coppa d’Asia 2015: Trent era infatti stato uno degli assoluti protagonisti nel trofeo vinto dai Socceroos, che avevano sconfitto ai supplementari (gol di Luongo) la Corea del Sud in una finale che aveva visto il neoacquisto dell’Inter diventare l’MVP della sfida a suon di chiusure difensive e interventi puliti ed efficaci.

E il difensore, che vestirà la maglia numero 20, non è solo uno dei migliori giocatori australiani in circolazione, ma anche un autentico personaggio: fantastica la sua esultanza dopo ognuna delle reti segnate (sono due quelle al Jiangsu), con Sainsbury che imita il salto di un canguro, l’animale più rappresentativo del paese oceanico, ed esplode nel tripudio di gioia del difensore centrale diventato goleador. Ma non fermiamoci qui, perchè ci sono le sentenze e gli aforismi su Twitter, con Trent che dispensa analisi sugli Australian Open, e le chiamate su Facetime con… Zizou: nulla a che fare con l’ex fantasista di Juventus e Real ed attuale tecnico dei blancos, dato che Zizou è nientemeno che il cane di Sainsbury, chiamato (come spesso capita) ”padrone di casa”.

L’esultanza da canguro, la Coppa d’Asia da protagonista e non solo: Inter, ecco chi è Trent Sainsbury
La fantastica chiamata-Facebook tra Sainsbury e il cane Zizou

Insomma, Trent Sainsbury, che vestirà la maglia dell’Inter a 25 anni e diventerà il primo australiano in nerazzurro (e il 10° in Italia), oltre ad essere un personaggio social, è tutt’altro un bidone: parliamo di un giocatore, che nonostante un’età non da ”vecchietto” del calcio, vanta 16 presenze da titolare nell’Australia e un ruolo di spicco nella rosa dei Socceroos, e che ha già dimostrato il suo valore in Europa. Probabilmente, con Miranda, Murillo e Medel in rosa, Sainsbury troverà poco spazio, ma siamo sicuri che s’impegnerà al massimo perchè, come dice il tatuaggio che troneggia sull’avambraccio del giocatore che, per puro caso, aveva fatto una foto col suo idolo Zanetti nei giorni scorsi, ”I am the master of my own fate”.

”Sono il padrone del mio destino” (riprendendo forse ”Invictus” di W. E. Henley), un destino che potrebbe portarlo a fare qualche esperienza nell’Inter, magari sfruttando anche quel pizzico di fortuna che potrebbe aiutarlo a farsi spazio e guadagnare una maglia da titolare: d’altronde si sa, con la fortuna gli australiani hanno un ottimo rapporto, vi ricordate di Steven Bradbury e del suo favoloso oro nello short track a Salt Lake City?

(di Marco Corradi, @corradone91)

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