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L'evoluzione in settenari in Omeopatia Hahnemanniana (Recensione)

Creato il 18 marzo 2020 da Informasalus @informasalus
CATEGORIE: Omeopatia
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L’Omeopatia ha anche una profonda base esoterica ed alchemica considerando le fonti di ispirazione dichiarate e soprattutto quelle non dichiarate da Hahnemann. Egli stesso apparteneva alla massoneria, che a quell’epoca, come sosteneva Max Tetau nella biografia del maestro, aveva carattere altamente speculativo e ciò gli permise, tra l’altro, di avere contatti con Goethe e con altre menti illuminate. Hahnemann, dunque, era a conoscenza di antichissime leggi che riguardano l’energia e che indubbiamente possono essere state illuminanti per le sue scoperte.

Per questo costituisce un motivo di interesse il recente testo di Claudio Colombo, che, partendo dalla scuola del professor Negro, si è progressivamente interessato agli studi sul rapporto tra l’Omeopatia e la tradizione Ermetica ed Alchemica, fornendo degli strumenti di interpretazione e di ulteriore approfondimento della materia con possibili ed interessanti ricadute sulla pratica clinica. La scientificità della Omeopatia non viene per nulla ad essere messa in discussione in questi contesti, come del resto conferma la Fisica quantistica con le più recenti acquisizioni, ma la visione più profonda e spirituale della Omeopatia viene ad essere ulteriormente indagata, aprendo ulteriori chiarimenti nel velo della difficoltà che coglie l’Omeopata che ha come obiettivo la Guarigione dei pazienti che a lui si rivolgono.

Ricollegandosi agli insegnamenti di Gurdjieef, Claudio Colombo fornisce con la Legge dell’Ottava e la successiva classificazione della evoluzione dei pazienti in periodi di vita di sette anni una chiave di volta con numerose ed interessanti ricadute cliniche. Tutto ciò che esiste è collegato, sebbene su livelli differenti, tramite la Legge dell’Ottava, che permette di scoprire anche tutte le possibili corrispondenze frequenziali seguendo tali proporzioni che interessano qualunque cosa. Sulla base della Tavola di Ermete Trimegisto, citata dall’autore, ciò che è in piccolo è in grande e viceversa e questo permette di comprendere le risonanze che abbiamo con i rimedi omeopatici che sono già presenti in noi stessi, che siamo manifestazione in piccolo dell’Universo intero.

Un interessante spunto di riflessione, che meriterebbe di essere seguito ed approfondito sulla base delle corrispondenze della Legge dell’Ottava, è il fatto che ogni rimedio minerale ha la sua corrispondenza con un rimedio vegetale e con un rimedio animale, variando solo la Ottava di frequenza vibratoria. Molte di queste corrispondenze sono già conosciute anche in base alla pratica clinica, ma sarebbe senz’altro utile avere un ulteriore ricerca in questo senso. Se tutto si muove in modo circolare, inoltre, e si ripete ad ottave frequenziali diverse in base al tempo, anche i pazienti evolvono in periodi di vita precisi della durata di sette anni in cui cambiando la vibrazione può cambiare, secondo l’Autore, anche il rimedio.

Claudio Colombo ha il grande merito di avere introdotto degli elementi di giudizio clinico e prognostico collegati alla Legge dell’Ottava che aiutano a comprendere meglio l’evoluzione dei pazienti con l’obiettivo di avere ulteriori e migliori risultati clinici. In quale momento della vita si trova il paziente e soprattutto in quale livello di equilibrio tra Forza Vitale e Forza ammalante può essere un informazione utile da tenere presente nella prescrizione per garantire migliori risposte. Tale equilibrio varia, infatti, anche all’interno dei periodi di sette anni in modo preciso. Ad esempio ogni Periodo di sette anni presenta al suo interno due diverse Fasi in cui è diverso il bilanciamento energetico del paziente ed è importante sapere se è in vantaggio energetico la Forza Vitale o al contrario la Forza ammalante e come adeguare la terapia omeopatica a tale aspetto.

Dopo una introduzione che inserisce l’Omeopatia Hahnemanniana come figlia della tradizione alchemica, nella prima parte l’Autore si dedica a dare informazioni generali sull’Esoterismo molto ampia e dettagliata con numerose citazioni ed elementi utili per la Seconda Parte dedicata alla Omeopatia. Nella parte espressamente dedicata alla Omeopatia un capitolo è dedicato interamente alle diluizioni cinquantamillesimali che, introdotte da Hahnemann sulla base di conoscenze alchemiche, sono le uniche a toccare, come afferma l’Autore, il piano causale di patologia, in quanto uniche a contenere la Forza Vitale completamente depurata. Solo le LM (note anche come potenze Q) non sono malate e permettono di riaccordare il Principio Vitale “scordato”.

Rifacendosi alla visione dei miasmi di Ortega viene ripresa dall’Autore in modo molto interessante la classificazione dei miasmi in colori differenti che fondendosi insieme, anche sulla base delle conoscenze e studi sui colori di Goethe, permettono di evidenziare in modo chiaro sia i colori primari che, attraverso la loro sovrapposizione, i colori secondari che indicano i miasmi sovrapposti in modo molto utile ed illuminante. Colombo, inoltre, distingue nettamente la Forza Vitale che contrasta la Forza ammalante dal Principio Vitale che in opposizione all’entropia che tenderebbe a disgregarci ci fornisce una sintropia, per ognuno di noi che ci riallinea nel nostro percorso evolutivo sulla base delle conoscenze che derivano dai campi morfogenetici. Il rammentare il percorso al di là dei travagli quotidiani e ciò che il rimedio omeopatico cinquantamillesimale ricorda al Principio Vitale che si era indugiato o aveva perso di vista la strada.

La scelta della potenza in base alle fasi della vita e alle divisioni in settenari è lo spunto di riflessione con maggiori ricadute sulla pratica clinica. Cercare di armonizzare la potenza LM con l’età del paziente in base anche alla gravità della malattia e alla profondità lesionale è uno dei temi più importanti espressi dal testo. Il paziente viene seguito attraverso un percorso di guarigione in cinque fasi successive che portano progressivamente il paziente in una condizione di risanamento e di riaccordo della Forza Vitale. Attraverso ciò si può arrivare a quella che l’Autore definisce alla fine del testo come la guarigione piùcheperfetta, vale a dire quella circostanza in cui si mette la Forza Vitale in costante vantaggio rispetto alla Forza ammalante. Si possono sfruttare gli intervalli di equilibrio e di neutralità tra le due forze che si confrontano nel corso della vita del paziente come altrettante isole sintropiche di ordine e organizzazione in cui il surplus di energia può essere sfruttato in senso curativo.

Sono presenti nel testo numerose note esplicative con riferimenti precisi all’Organon e ad altri testi di riferimento ed anche la parte più propriamente esoterica è ricca di note e di citazione di altri testi fondamentali. Sono presenti anche due saggi di Paolo Lucarelli di cui uno sull’anima del mondo, in cui si chiarisce ancora meglio lo Spirito Universale che è presente in tutte le cose, che sono molto interessanti e con ampie citazioni oltre a riportare alla fine una traduzione della tavola di smeraldo di Ermete Trimegisto. Alla fine del libro è presente, infine, una appendice in cui sono riportate le personali correzioni dell’Autore alla traduzione dell’Organon da parte del monsignor Fernando Meconi in cui tra l’altro si sottolinea la differenza di significato tra Forza Vitale e Principio Vitale in diversi paragrafi dell’Organon alla luce della interpretazione energetica descritta nel testo. Forse una maggiore ampiezza e sistematicità della parte omeopatica specialmente clinica ed una sua maggiore integrazione con la ampia parte esoterica avrebbe aiutato maggiormente la fruizione da parte degli omeopati meno addentro a tematiche esoteriche ed alchemiche.

Tuttavia si lascia nell’opera ampio spazio ad una fruizione attraverso le immagini e attraverso l’intelligenza del cuore piuttosto che alla mente razionale che vorrebbe essere sempre rassicurata quando ci si dirige in territori non precedentemente esplorati. In ogni caso sarebbe proficuo ed interessante riprendere i concetti e le basi fornite dall’Autore per migliorare ulteriormente la pratica clinica in un campo in cui sono molto scarse le occasioni di confronto. Auspichiamo che ci siano pubblicazioni ulteriori sul metodo dei settenari in quanto la parte dedicata alla pratica clinica pur essendo molto chiara è purtroppo esigua e sarebbe ancor più proficuo avere anche in futuro la presentazione di casi clinici trattati con tale metodo.

Rileggere i classici con intelligenza creativa piuttosto che con la mente razionale è anche l’auspicio dell’Autore per permettere una maggiore comprensione più utile del sapere fine a se stesso. Le conoscenze energetiche consentono di sviluppare anche come omeopati quelle capacità creative ed intuitive che sono di fondamentale ausilio per l’arte omeopatica.




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