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L'iconografia di Halloween nei videogiochi: da MediEvil a Kingdom Hearts

Creato il 31 ottobre 2017 da Lightman

Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

La fatidica notte che ci separa dal giorno di Ognissanti si sta avvicinando a grandi falcate. Un tempo, ciò significava solamente un piccolo e graditissimo momento di stacco dalla scuola (o dal lavoro) e nulla più. Un relax che, in questi ultimi anni è andato a farsi benedire, sostituito dalla frenesia indotta da aperitivi, feste e altre simpatiche amenità legate a una festa che non ci appartiene del tutto. Insomma così come molti altri paesi, anche noi abbiamo importato Halloween tra party a tema e l'usanza di passar casa per casa suonando i campanelli per il classico " trick or treat". In tutto ciò, ovviamente, siamo stati contagiati soprattutto dal lato consumistico della festa (tradizioni simili esistevano già in molte zone rurali italiane) che, ironia della sorte, avviene proprio nella Giornata mondiale del risparmio (sì, proprio il 31 ottobre). Le origini di Halloween, però, vanno ben al di là di zucche intagliate, dolcetti ad alto contenuto di zuccheri (i tradizionali candy corn) e costumi carnevaleschi in plastica dedicati a defunti, spiriti e creature macabre d'ogni sorta.
Nei videogiochi l'affascinante iconografia del " giorno dei morti" è stata, ovviamente, ripresa e rimaneggiata in tutti i modi, portandola anche a slegarsi dalla ricorrenza in sé per sublimarsi in qualcosa di diverso. Nel calderone non potevano non finirci gli zombie (anima e cuore di ogni titolo macabro che si rispetti), vampiri, non morti d'ogni sorta e grado di putrefazione, così come scheletri e, soprattutto, streghe. Queste fattucchiere possono essere considerate un altro elemento imprescindibile dell'iconografia macabra (non per niente Halloween è anche conosciuto come la Notte delle Streghe), a causa dei loro poteri soprannaturali e della loro - scontata - familiarità con il potere malvagio e antico del Demonio.

L'iconografia macabra

Decennio dopo decennio, l'iniziale gruppo di figure grottesche associate al mondo soprannaturale, ai morti e all'al di là è andato ingrossandosi, abbracciando nuove leggende, spauracchi, una pletora di luoghi maledetti come case infestate e gli immancabili cimiteri. La nascita della letteratura moderna e del genere fantastico o "spaventoso" ha accelerato il processo. Persino le zucche, importate sempre dal Nuovo Mondo, si sono guadagnate una certa fama grazie all'usanza di intagliarle e alla leggenda popolare che ha dato vita a Jack o' Lantern. Merito soprattutto degli Stati Uniti che, grazie al cinema e alla televisione, hanno esportato in tutto il mondo il poliedrico immaginario legato a Halloween.

Cambiano i nomi, ma gli elementi che sostengono e animano le rappresentazioni videoludiche rimangono sostanzialmente ancorati a un immaginario comune e stratificato che mescola tradizione popolare, finzione letteraria e cinematografica. La mente, ovviamente, corre veloce agli horror di stampo classico in cui, un folto esercito di spiriti maligni e cadaveri ambulanti d'ogni fattezza e origine (in molti casi guidati anche da un potente e malvagio evocatore), torna a infestare la terra dei vivi. I riferimenti a Resident Evil, House of the Dead, Alone in the Dark non possono che essere solo i primi di una lista interminabile che arriva ad abbracciare oltre trent'anni di storia videoludica e che, nell'ultimo torno d'anni, sta vivendo l'ennesimo "revival" del genere. Ovviamente non mancano anche divagazioni umoristiche sul tema, come l'interessante Zombies ate my neighbors, sviluppato dalla compianta LucasArts.

Ghosts 'n Goblins

Parlando di non morti che risorgono dal proprio giaciglio assetati di carne viva, viene quasi naturale citare l'immortale Ghosts 'n Goblins, croce e delizia della nostra infanzia. In questo storico titolo a scorrimento orizzontale Arthur, il dinoccolato cavaliere senza macchia e senza paura se la deve vedere con un esercito di non morti e altre amene mostruosità, vomitate dai più reconditi recessi dell'Inferno, armato solo di lance e della fiamma amica di qualche torcia. Il livello iniziale è forse quello che, sin dal primo istante, ci è rimasto più impresso nei ricordi.

Pochi ma essenziali pixel andavano a comporre un lugubre cimitero, pieno di tombe da cui emergeva una quantità incredibile di zombie animati solo dalla volontà di darci la caccia e strapparci l'armatura lucente. A dare loro man forte ci pensavano anche altre malefiche creature come i corvi e i pipistrelli, esseri da sempre considerati servi del maligno e portatori di sventura.

MediEvil

Pochi personaggi come Sir Daniel Fortesque sono riusciti a far breccia nel cuore dei videogiocatori. A nostro avviso scomparso assai ingiustamente dalla scena videoludica, l'impacciato scheletro ambulante ha comunque contribuito a fare la storia delle console Sony. L'immaginario e le ambientazioni che ruotano attorno alla figura dell'imbranato cavaliere caduto ancor prima che la battaglia avesse inizio, possono essere considerate un perfetto incrocio tra il comico e il grottesco di matrice burtoniana.

Lo sfortunato cavaliere sembra essere uscito direttamente da un'opera del poliedrico autore statunitense: con un occhio mancante a causa di una freccia, un sorriso sguercio e un'andatura appesantita dall'armatura che stenta a tenerne assieme le ossa, Sir Daniel è il non morto a cui siamo più affezionati. Inoltre, tra le mille peripezie che deve affrontare per arrivare al malvagio Zarok, il buon cavaliere si trova addirittura a dover fare i conti con ostili cucurbitacee giganti nella Valle delle Zucche.

Halloween Town (Kingdom Hearts)

L'estro artistico di Tim Burton, genio del gotico e del macabro cinematografico, si guadagna un'altra citazione. Non potrebbe essere altrimenti, data la sua innata propensione al tema. nel 1993 ci regalò quella pietra miliare dell'animazione in stop motion che prende il nome di Nightmare Before Christmas.
Halloween Town, luogo a metà strada tra l'incantato e il grottesco in cui vivono tutte le creature che animano la festività del 31 ottobre, appare con tutto il suo carico immaginifico anche come mondo esplorabile nella serie targata Square Enix - Disney Kingdom Hearts. Sora e compagni, abilmente camuffati da abitanti del paese di Halloween, in questo caso si trovano a dover fare i conti oltre che con gli con gli Hearthless - anche con il principale antagonista del film: Baubau.

Jack o' Lantern e il Cavaliere Senza Testa

La zucca, come abbiamo visto, è un tema ricorrente anche nei videogiochi. Jack o' Lantern, ovvero lo spirito errante associato a questa festività, siamo infatti abituati a vederlo rappresentato in molti modi diversi ma, comunque, tutti legati a un'iconografia unitaria: proprio una zucca intagliata con espressioni truci e un lumino posto all'interno dell'incavo. Molte sono le opere che, in un modo o nell'altro, lo hanno inserito nei propri eventi sfruttandone iconografia e fama. In diversi titoli, però, questo spirito furbo e malvagio viene associato a un'altra leggenda del folklore popolare europeo tardo medioevale: il Cavaliere Senza Testa.
Prendete la Veglia delle Ombre, ad esempio. Oramai una tradizione consolidata di casa Blizzard che, da molti anni, celebra Halloween in ogni suo titolo. In World of Warcraft, la Veglia delle Ombre è una festività celebrata sia dall'Alleanza che dall'Orda, con l'Headless Horseman che vaga per le terre di Azeroth incendiando villaggi e spargendo terrore lungo il suo passaggio. Un tempo era addirittura il protagonista di un dungeon dedicato, all'interno dello Scarlet Monastery.

Molti altri titoli, poi, sono soliti proporre skin particolari per gli eroi, dedicate proprio a Jack o' Lantern. In occasione degli eventi stagionali di Gears of War, Paragon, Destiny e persino in Overwatch, c'è sempre almeno un riferimento o una skin che sostituisce la testa del personaggio con una zucca fiammeggiante. Nei mondi persistenti dei vari MMORPG (come The Elder Scrolls Online e Guild Wars, ad esempio), città e villaggi si vestono a festa: zucche, candele e addobbi più o meno macabri si possono trovare un po' ovunque assieme a eventi particolari e quest fornite da NPC erranti.

L'Halloween "moderno"

Oltre agli elementi tradizionali legati alla festività dei morti, però, negli eventi a tema Halloween compaiono anche molti riferimenti a mostri e creature letterarie e cinematografiche. Il primo esempio che ci viene in mente è proprio Overwatch. L'evento PvE dal titolo "Halloween Terror" propone una un miscuglio di elementi un po' particolare che riprende gli stilemi horror tipici della letteratura del diciannovesimo secolo e del cinema d'antan. I personaggi di Junkenstein e della mostruosa creatura da lui riportata in vita sono, ovviamente, tratti dal racconto di Mary Shelley. Lo stesso può dirsi anche di McRee-Van Helsing e di Reaper-Mietitore, quest'ultimo un incrocio tra il Cavaliere Senza Testa, Jack o' Lantern e l'inossidabile Dracula.Impossibile, almeno in questo caso, non notare il palese omaggio a quegli " Universal Monster" hollywoodiani che durante il trentennio 1920-1950, seppero terrorizzare migliaia di spettatori dando fama immortale ad attori come Bela Lugosi e Boris Karloff.

Halloween, insomma, nei videogiochi (così come nella realtà) ha perso per strada molti degli elementi della tradizione popolare, sostituendoli invece da un mix piuttosto eclettico di icone e simboli molto distanti tra loro ma tutte legate da un esile filo comune. Tutto sommato, a noi può andar bene anche così.


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