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L'incredibile stop agli sgomberi degli edifici occupati lo pagherete voi. Voi!

Creato il 30 agosto 2019 da Romafaschifo
L'incredibile stop agli sgomberi degli edifici occupati lo pagherete voi. Voi!Questo allucinante palazzo, insicuro, pericoloso, inadatto ad accogliere residenzialità di alcun tipo in condizioni igieniche accettabili, strumentalizzato dalla malavita degli occupatori non verrà sgomberato. L'operazione era prevista in questi giorni: non ci sarà. Il nuovo scenario politico assieme all'insistenza della Regione (oltre che sotto sotto del Campidoglio) ha permesso questa cosa: oggi in Prefettura si è deciso incredibilmente così. Dal Comune un freddo comunicato, dalla Regione invece esultanza ma del rapporto inaudito dell'amministrazione Zingaretti con gli occupatori abbiamo già detto in passato. Vincono ancora una volta gli occupanti che hanno minacciato azioni di resistenza violenta e attiva ("vi daremo del filo da torcere") contro ogni tentativo di ripristino della normalità e della legalità.Ora tutta la camorra delle occupazioni romane si ringalluzzisce: basta minacciare, e si ottiene. "Più lotta, più resistenza ma anche più attacco e più conflitto" ha dichiarato a Radio Onda Rossa Luca Fagiano dei Blocchi Precari Metropolitani (su di lui vi basterà googlare).Sappiate una cosa: tutto questo lo pagate voi. Non ve ne accorgerete ma pagherete voi fino all'ultimo centesimo. Duramente e amaramente.

Le carogne che gestiscono a livello cittadino le occupazioni li foraggiate voi, ma pagate soprattutto i costruttori e i grandi proprietari immobiliari. Che gongolano: più i loro palazzi restano occupati più incassano di risarcimenti e si parla di decine e decine di milioni. Una edilizia orripilante, fuori mercato, che invece rende tantissimo grazie alle occupazioni. Confermandoci una tesi che ripetiamo da dieci anni: la immondizia dei boss delle occupazioni e l'immondizia dei palazzinari romani sono due facce della medesima medaglia. Guardacaso sono due tipologie (dis)umane che esistono solo a Roma.

E voi pagate: dieci, venti, quaranta milioni di risarcimenti. Soldi tolti ai servizi sociali, soldi tolti all'assistenza agli anziani, soldi tolti alle scuole materne. Calano i servizi, peggiorano le prestazioni e si dà la colpa in generale a chi amministra. Ma perché non andiamo a vedere dove vengono davvero allocati i soldi. Perché non approfondiamo i motivi per cui manca il denaro. E così chi paga le tasse paga due volte. E così chi ha bisogno di servizi pubblici perché non può permettersi quelli privati ha disagi doppi. E chi se ne approfitta vive a gratis a due passi dal centro.Il tutto in nome di una emergenza abitativa totalmente inventata, costruita per strumentalizzare il disagio a vantaggio di alcuni, pochi individui senza scrupoli che sovraintendono il crimine delle occupazioni. Una autentica 'ndrangheta che esiste solo a Roma e che nessuno sembra davvero intenzionato ad estirpare e che anzi fa comodo, spostando voti ma soprattutto spostando gente, determinando il successo o l'insuccesso di manifestazioni e picchetti e lavorando con l'arma più odiosa: quella del ricatto. Ricatto peraltro contro una parte, quella pubblica, incapace di difendersi e di farsi valere. Dopo l'elemosiniere del papa che riattacca la luce (la pagate sempre voi, TUTTA), ora la Prefettura che si tira indietro il giorno prima di un sacrosanto sgombero. L'unica città del mondo dove c'è una situazione simile, l'unica città del mondo che sulla legalità va indietro invece di andare avanti. L'unica città del mondo che scambia il banditismo per solidarietà. Non c'è nulla di più sbagliato e mistificatorio. Dove c'è banditismo i deboli, quelli veri, hanno solo da perderci. E le condizioni della gente povera a Roma - la gente povera per davvero, non la gente paracula - sono evidenti. E saranno sempre peggiori, perché in una città dove lo stato non ha il coraggio di farsi rispettare nessuno verrà ad investire, nessuno verrà a scommettere, nessuno verrà a portare i propri capitali e le proprie idee per dare una speranza a chi è senza lavoro e senza opportunità.

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