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L’INIEZIONE “THE KOLORS” RINVIGORISCE IL “GRANDE FRATELLO” (finale): VITTORIA NEL “PRIME TIME” E CHIUSURA … “OK” (10/12/2015)

Creato il 14 dicembre 2015 da Musicstarsblog @MusicStarStaff

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by Fede

I toni trionfalistici da parte del sito “www.mediaset.it” si sprecano, si parla di “audience” da “record” per la finale dell’edizione numero 14 del “Grande Fratello”, che con i suoi 4 milioni e 308mila telespettatori (22.01% di share) ha superato la concorrenza nel “prime time”, in particolare la “fiction” di Rai1 “E’ arrivata la felicità”, certo, complessivamente, un buon risultato, ma nulla più, considerando che il “format”, in questi ultimi anni, sta “segnando il passo” e andando incontro a una progressiva disaffezione da parte del pubblico, principalmente giovanile, che in passato era molto più partecipe verso le avventure degli inquilini della “casa” più famosa (e spiata) d’Italia; riguardo ai dati di ascolto della presente edizione, c’è da dire che, nel periodo 24 settembre-03 dicembre, non sono stati spettacolari, sempre sotto i 4 milioni, per cui nell’ultima puntata l’”exploit”, in qualche misura c’è stato e forse non può essere spiegato solo con la regola che vuole che tutte le “finalissime” catalizzino un maggior numero di spettatori. C’è che, non si tratta di un caso, si sapeva che sarebbero arrivati i “The Kolors”, invitatissimi ovunque anche perché in grado di richiamare grandi masse di “followers”, contrariamente a quanto si crede, non esclusivamente costituite da “teen agers”, ma transgenerazionali, è proprio in quest’ottica che, al “Grande Fratello”, si è riservata la loro esibizione al termine, in modo tale da far rimanere sintonizzato il pubblico per tutta la serata, di per sé abbastanza “fiacca”, fino alla loro comparsa sulla scena.

Mentre la gente presente in studio, la conduttrice e i concorrenti erano immobili e “congelati” dal “freeze”, il segnale che “blocca” tutte le attività, si è udito uno scalpiccio di passi, era Stash che è entrato alle spalle della Marcuzzi, ha fatto la sua passerella e si è diretto subito sul palcoscenico, quindi, dopo aver dato lo “Stop freeze!” per far risvegliare gli “incantati”, si è lanciato in un canto e ballo sfrenati, proponendo il suo recentissimo singolo “Ok”, un motivetto carino che ti si pianta subito in testa, ma che forse risente troppo degli influssi di Michael Jackson e Bruno Mars, l’improvvisa “virata” verso la musica “dance” potrebbe anche non essere una mossa delle più indicate, così come il voler trasformare i “The Kolors” negli “One Direction” o  i “Duran Duran” italiani, a ognuno il suo; a chi ha avuto il piacere di ascoltare i tre ragazzi napoletani “live”, è il mio caso (all’ Estathé Market Sound di Milano), sono apparsi in tutt’altra veste, musicisti sicuramente capaci e non alle prime armi e con un “frontman”, oltre che con un’immagine “d’impatto”, eclettico e dalle molte potenzialità, in grado di essere cantante, polistrumentista (pianoforte e chitarra elettrica), uomo di spettacolo e, ciò che più conta, compositore, i brani che ha cantato quella sera, tratti dall’album “Out”, si percepiva nettamente che erano interamente “suoi”, frutto del suo lavoro di ricerca e sperimentazione, che lo ha condotto verso uno stile e delle sonorità piuttosto “funky” e “rock” e a qualcuno dei “nostalgici” ormai “over” come età probabilmente non dispiacerebbe vederlo cimentarsi anche con l’”heavy metal”, ma la facile musichetta commerciale omologata e spersonalizzata non fa per la “band”, non si colgono la loro essenza, la loro verità e la loro poetica.

E’ gradito il ritorno a forme espressive più consone al loro talento.


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