L’insopportabile lamento dell’inetto.

Creato il 17 febbraio 2011 da Elenatorresani

Sarò anche sociopatica, non dico di no, ma tra le tante persone che non sopporto ci sono sicuramente i culi di piombo. Non parlo necessariamente dei pigri (dato che io sono una degna e titolata rappresentante della specie, nonché regina indiscussa della pennica d’alto livello), ma di quelli che hanno il coraggio di lamentarsi continuamente di ciò che non tentano poi nemmeno di cambiare.
A dire il vero trovo mortalmente fastidiosa anche l’inedia mentale alla Jeffrey Lebowski, ma la cosa che mi manda in bestia sono le lamentele degli inetti che rompono le palle al prossimo: perché fanno sempre la solita vita, perché vedono sempre la solita gente, perché si annoiano e tutto intorno fa schifo, governo ladro! E poi, non appena gli proponi un cambiamento, un impercettibile cambio di rotta, una serata diversa, un leggerissimo movimento mentale o un più deciso movimento di culo, ti trovi sommersa dalle sventure più fantasiose. Perché sono pochi gli onesti che ti dicono: “Non ho voglia”, e nessuno che promette: “Guarda, giuro che non mi lamenterò più perché la mia merda di vita in fondo mi va bene così”.
La maggior parte della gente inscena decessi di congiunti, gastro-enteriti fulminanti, impegni improvvisi e improrogabili, catastrofi metereologi che inenarrabili ed epidemie colossali: le sette piaghe d’Egitto non sono niente al confronto.
Le strade sono due: o decidete che le vostre vite in realtà vi vanno bene come sono, oppure ammettete di essere talmente mediocri da non provare nemmeno a cambiare ciò che non vi piace.
L’importante (l’unica cosa DAVVERO importante) è che la piantate di sfrucugliare le palle al prossimo.