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L’irreparabile

Da Loredana V. @lorysmart

L’irreparabilePossiamo soffocare l’estenuante Rimorso

che pulsa e s’agita e poi si contorce

e si nutre di noi, come il verme del morto,

come il bruco del cuore della quercia?

Possiamo soffocare l’estenuante Rimorso?

In quale filtro o vino, o in quale tisana

affogheremo l’antico nemico,

distruttivo e vorace come una cortigiana,

e paziente come una formica?

In quale filtro o vino, o in quale tisana?

Dillo, se sai, dillo, tu, strega seducente,

al mio spirito che l’angoscia serra,

e somiglia a chi gli altri feriti addosso sente

e uno zoccolo di cavallo atterra,

dillo, se sai, dillo, tu, strega avvenente,

al morente che il lupo fiuta già, a distanza,

e che dall’alto il corvo ormai già spia,

dillo al fante in brandelli, se può avere speranza

che una croce o una tomba gli si dia;

o morente che il lupo fiuta già, a distanza!

Ma come illuminare un cielo cupo e nero?

Come poter dissipare le tenebre

più dense della pece,senza mattino e sera,

senza neppure stelle o lampi funebri?

Ma come illuminare un cielo cupo e nero?

La Speranza che brilla ai vetri del Rifugio

è spenta ormai, non ha soffio di vita.

Senza raggio di luna dove trovan rifugio

i martiri di così aspra salita?

il Diavolo il lume ha spento ai vetri del Rifugio.

Adorabile strega,conosci tu i dannati,

conosci l’irredimibile errore?

Conosci tu il Rimorso,dai dardi avvelenati

che hanno come bersaglio il nostro cuore?

Adorabile strega, conosci tu i dannati?

Rode l’Irreparabile col dente maledetto

la nostra anima, triste monumento,

e spesso attacca, come le termiti, di netto

l’edificio fin dalle fondamenta.

Rode l’Irreparabile col dente maledetto.

Ho visto a volte in fondo a un teatrino banale,

che vibrava per l’orchestra sonora,

una fata di colpo in un cielo infernale

accendere una strepitosa aurora.

Ho visto a volte in fondo a un teatrino banale,

un Essere intessuto di luce e oro e velo

atterrar Satana lo strapossente.

Ma il mio cuore-mai l’estasi può sciogliere il suo gelo-

è quel teatro dove sempre s’attende,

e sempre invano, l’Essere che ha le ali di velo.

Charles Baudelaire


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