L’Italia con gli occhi di un Uomo Sandwich

Creato il 20 settembre 2010 da Dbellucci

Carissimi,

dopo diversi che mi hanno scritto, condividerò via via, terminato il viaggio in Sud America, l’esperienza da Uomo Sandwich con gli itinerari che ho percorso e le città che ho visitato. Mi permetterò anche di lasciarvi l’indirizzo dei bar dove ho bevuto e delle bettole dove ho mangiato. Per iniziare, copio il Comunicato Stampa del progetto Uomo Sandwich per quelli di voi che non lo conoscono.

Un salutone!

Per dare voce al mio romanzo “L’inverno dell’alveare” (A&B Editrice) ho girato l’Italia come uomo sandwich. Davanti mi porto la copertina e dietro la quarta, prezzo incluso. Mi è sembrata da subito una bella metafora: il romanzo cammina e dentro c’è l’autore. Volevo poi ricavare, da quest’esperienza, un percorso fotografico, attraversando gli orizzonti del mio paese con una storia sulle spalle. Questo rispecchia l’essenza del libro: il viaggio e la scoperta al di là del sentire comune, che nel romanzo è il pensiero dell’alveare. Ho attraversato come Uomo Sandwich i luoghi deserti, secondo un percorso scelto ad hoc: le stradine di campagna, le valli, le spiagge, dalla Francia alla Slovenia sino al Sud.

Non mi interessa che la gente mi veda e non mi interessa che sul momento mi noti. Mi interessano solo le fotografie, un po’ come il nano di un noto film che adoro. Nelle piazze delle città, dove cammina la gente, mi svesto del cartone e appoggio il sandwich a terra. Sistemo sul cartone una candela accesa mentre la gente passa, con lo sfondo di Roma, Firenze, Torino, Siena, Napoli… Qui, tra la gente che scorre e non ti guarda, la voce dello scrittore è leggera, sottile e inutile come una candela accesa di giorno.

Ho fatto tutto questo perché amo come un matto la storia che ho scritto. Chi, come me, non pubblica per un grande editore si vede escluso, messo da parte, indipendentemente dal valore del proprio lavoro. Diceva il saggio: non basta volere, bisogna desiderare ardentemente. Io desidero ardentemente che la mia storia faccia un lungo cammino e non muoia, anche se un anno dei miei sforzi vale cinque secondi della promozione fatta da un grande editore. E poi volevo immortalare la mia bella Italia, da Nord a Sud, in maniera simpatica e originale. Sono convinto che la determinazione, bene o male, possa fare scricchiolare il sistema. In caso contrario, si conoscono viaggiando delle persone splendide.

L’esperienza si sta concludendo in questi giorni e adesso sto contattando la stampa per raccontarla. Purtroppo devo chiudere, anche perché arriva la brutta stagione e non si può andare in giro per città con tutta l’attrezzatura: rovinerei tanto il sandwich, che è di cartone, quanto le macchine fotografiche. Mi mancano alcune tappe, se riesco. Vorrei andare a Capri e costiera amalfitana – perché i paesaggi sono unici - e in Salento con un bel treno notturno, fermandomi due o tre giorni a vagabondare là.

Ho messo insieme più di 700 fotografie. Spero che l’insieme risulti comico. Mi piacerebbe che la gente dicesse: “Ma guarda ‘sto pazzo che cosa si è messo in testa”. Una selezione di queste foto è visibile su Facebook cercando “Uomo Sandwich” o sul mio sito www.devisbellucci.it. Sto già scrivendo “Memorie di un Uomo Sandwich”, che è più di un diario di bordo. È un itinerario quasi turistico in un’Italia appartata e silenziosa.



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