L’Italia dei delitti politici

Creato il 08 aprile 2013 da Stampalternativa

Delitti politici. Quanti se ne contano nell’Italia degli ultimi 60 anni? Talmente tanti che non basterebbe un’enciclopedia. Per questo nel mio libro pubblicato da Stampa Alternativa ho deciso di sceglierne solo 15, alcuni molto noti (come il caso Calvi), che hanno fatto e fanno discutere, altri dimenticati, rimasti solo nel ricordo di chi ne fu toccato più da vicino (come la scomparsa dei giornalisti Toni e De Palo). L’ho definito un memorandum, perché proprio la memoria è importante per capire l’Italia, la sua deriva attuale, il permanente peso del crimine nelle vicende politiche. Abbiamo conosciuto corruzioni di ogni tipo, anni di lotta armata e terrorismo, sovrapporsi di crimine e politica. Tante persone “scomode” sono state uccise o fatte sparire. E quasi sempre, anche qui con tradizione tutta italiana, non è stato possibile conoscere i responsabili o i mandanti dei delitti. La memoria non andrebbe rimossa soprattutto perché ancora non si sa la verità e non c’è prescrizione o archiviazione “eticamente plausibile” per quella scia di sangue che ha attraversato la storia della Repubblica. Il mio libro Delitti politici vuole solo avere questo obiettivo: spingere a non dimenticare e interrogarsi sulle ragioni di un intreccio così inquietante di delitto e politica. Non tutte le parti politiche sono state uguali, di fronte a un fenomeno simile. C’è chi ha operato per coprire e insabbiare, c’è viceversa chi ha chiesto di indagare e chiarire. Ma anche questi ultimi (oggettivamente collocati quasi esclusivamente tra chi si è schierato a sinistra) non hanno alzato abbastanza la voce, non sono riusciti a ribaltare un costume italiano e a ottenere risultati sostanziali. E così il fallimento è stato comune e complessivo, di tutti, a destra e a sinistra, se si escludono minoranze rumorose e irriducibili che hanno continuato a battersi per la verità. Ma un risanamento e una rivoluzione morale, oggi più che mai necessari, non saranno possibili senza la forza di fare chiarezza sul passato: non tanto sul piano giudiziario, ma con una decisa inversione di rotta, per una politica che finalmente si distingua e allontani da qualsiasi intento criminale. Perché delitto e politica non siano più parole accostabili.

Fabio Giovannini


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