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L’Italia del pallone è subito razzista. Vesuvio in campo!

Creato il 31 agosto 2014 da Vesuviolive
Foto di Tylde Schiavone pubblicata da Pianeta Azzurro

Foto di Tylde Schiavone pubblicata da Pianeta Azzurro

Durante un totale e repentino crollo dei valori, dello stato sociale e delle identità politiche in Europa, dove i giovani non sanno dove riconoscersi, se negli eserciti musulmani o negli eserciti di lavoratori migranti, se nelle svolte autoritarie dell’Est o oltre oceano, qui in Italia, mentre il paese esige un cambiamento radicale, continuano a farsi reclutare nelle schiere delle tifoserie ultras per qualche minuto di gloria.

Altri striscioni e cori razzisti hanno colorito gli scenari italiani. A Roma al Ponte della Musica, lungo il Tevere, affiora una scritta che celebra il De Santis: “De Santis santo subito!“. Non è lo storico letterato italiano, ma il criminale che ha partecipato il 3 maggio 2014, durante la finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina, all’assassinio di Ciro Esposito.

Foto pubblicata dalla Gazzetta.it

Foto pubblicata dalla Gazzetta.it

Ieri, durante l’anteprima di campionato al Bentegodi di Verona, agli inizi dell’agone tra Chievo e Juventus, tifoserie bianconere, forse non da sole, hanno inneggiato al solito becero coro “Vesuvio lavali col fuoco“; ancora una volta “parole di amore” contro le tifoserie napoletane e meridionali che si riconoscono in queste ultime.

Cosa farà la FIGC? Applicherà altre pene pecuniarie o ripenserà a come il gioco calcio potrebbe essere ripensato per il recupero e l’integrazione sociale delle giovani generazioni e degli sbandati?

In totale controtendenza dalle terre di Sicilia la Caritas di Palermo ha integrato 23 migranti africani, fondando la San Curato d’Ars in onore dell’omonima parrocchia a Falsomiele, dove questi sono ospiti. Tutti i giorni i ragazzi si allenano sul prato del  Foro italico. Alcuni di loro sono ex-calciatori di club africani ma qui hanno trovato la possibilità di fare calcio sociale.

La nomina Tavecchio non è però sintomo di controtendenza, il calcio ormai si è deteriorato a catalizzatore per giovani leve criminali e ora ve ne è uno pluricondannato alla presidenza della FIGC. Ci sono ancora speranze per il calcio italiano?


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