Magazine Diario personale

L’Italia è un repubblica parlamentare (piaccia o no)

Creato il 15 agosto 2019 da Cristiana

Post lungo, noioso e politico.

Prima facciamo campo libero.

Se siete zingarettiani penserete che Renzi non voglia andare a votare per paura di perdere il potere sul gruppo parlamentare scelto da lui quando era segretario.

Se siete renziani penserete che Zingaretti voglia andare a votare per avere i suoi gruppi parlamentari a prescindere dall'esito del voto.

Se siete calendiani non so come aiutarvi perché ancora sto indagando.

Bene, ora deponete le armi, tutti, e sedetevi sotto l'albero.

Appena dichiarata la crisi da Salvini ho subito pensato: andiamo al voto.

Se il Paese vuole questo è giusto che lo abbia. Il mio spirito maggioritario ha sempre il sopravvento perché sono geneticamente maggioritaria.

Ma il Paese non ha voluto questo. Non ha voluto una democrazia maggioritaria. Il Paese ha votato contro le riforme istituzionali per conservare l'attuale ordinamento: siamo una repubblica parlamentare. Gli italiani ogni 5 anni eleggono dei deputati che poi nel rispetto del loro mandato INDIVIDUALE sono chiamati a trovare maggioranze variabili per creare governi. Lasciamo stare che per come funzioniamo il mandato dei deputati non sia legato fortemente al proprio collegio. NON lo abbiamo voluto questo. Lasciamo stare che ognuno debba la "vita" al suo capocorrente: anche questo è frutto di una legge elettorale che consente troppi catapultati in collegi più o meno sicuri.

E' così che funziona il Paese, perché la maggioranza degli italiani ha voluto così, quindi inutile berciare. Se Mattarella domani nomina Pinco Pallo presidente del consiglio e Pinco Pallo trova i numeri questo è giusto. Questo è il funzionamento che abbiamo voluto e questo va (socraticamente) rispettato.

E il Paese NON può tornare a votare appena un partito che ha preso il 17% un anno fa, sembra avere il 40%.

E' follia pura. E' un costo. E se prende il 40% domani e poi esce dall'Euro e non siamo più d'accordo torniamo a votare di nuovo il giorno dopo? E chi lo decide? Non può funzionare così. Quando il presidenre degli Stati Uniti perde le elezioni di MidTerm si dimette? Ma quando mai! Nemmeno Renzi, il pericolo autoritario n°1 di tutti i costituzionalisti riuniti, è andato a votare dopo le europee al 40% e nel giro di pochi mesi è crollato intorno al 20%. Chi ci dice che Salvini tra 6 mesi non sarà di nuovo al 4% o al 20%? Nessuno. Per questo esistono delle regole che non possiamo disfare con l'istinto, ma al massimo definendo altre regole comuni e condivise.

Lo dico soffrendo perché io amo i governi che governano senza contratti di compromesso, mi piace il fatto che Obama abbia dato la sua impronta per 8 anni e ora ci sia Trump e so che dopo Trump ci potrà essere di nuovo un dem. Non mi piace Trump. Non mi piace Salvini. Ma mi piace la chiarezza, mi piace un governo che abbia l'opportunità di governare a lungo e poi di andare davanti agli elettori con una serie di cose fatte e non fatte. In Italia non si capisce mai perché le cose non funzionano, è sempre colpa di qualcun altro perché il sistema che ci siamo scelti non consente l'individuazione delle responsabilità o dei meriti. Non diamo tempo a nessun governo di farci vedere cosa sa fare e in questo modo nessuna forza politica si prende mai vere responsabilità e veri meriti. Tutti possono stare all'opposizione e contemporaneamente governare.

Ora ci vorrebbe maturità da parte di tutti che NON significa invocare un governo PD-M5S (che Dio ce ne scampi e liberi), ma capire se esiste un arco parlamentare che trovi una convergenza sui temi più urgenti: aumento Iva, legge di Bilancio, recessione in vista (ah quando dicevamo che le politiche automotive avrebbero messo in ginocchio l'Europa, ma stiamo a tutti a discutere di 500 migranti a largo di Lampedusa) e riforme istituzionali senza alcuna personalizzazione per regalare al Paese un nuovo corso. Mettiamo sul tavolo anche le riforme per dare governabilità al Paese, magari anche la Lega accetta e questa crisi si potrebbe trasformare in un'opportunità.

L’Italia è un repubblica parlamentare (piaccia o no)

Classe 1976, ingegnere meccanico, da settembre 2017 sono tornata a vivere a Roma dopo un'esperienza in FCA Netherlands (e una ventina di traslochi in giro per l'Italia) come Managing Director, per assumere la carica di Sales Director per Mazda Motor Italia, un marchio automobilistico fuori dagli schemi che crede in cose in cui nessuno crede dal motore rotativo ai motori benzina che funzionano come i diesel e inquineranno meno dei motori elettrici. Da maggio 2015 siedo nel Consiglio di Amministrazione (CDA) di ANAS, cercando di servire il Paese e di dare un piccolo contributo per colmare il gap infrastrutturale italiano. Di notte scrivo libri: Quattro ed.Il Dito e La Luna 2006, Verrai a Trovarmi d'inverno ed. Hacca, 2011, "Ho dormito con te tutta la notte", ed. Hacca 2014. Vedi tutti gli articoli di calicata

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