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L'italiano legge poco e male: indagine istat impietosa

Creato il 28 dicembre 2017 da Michelebarbera
L'ITALIANO LEGGE POCO E MALE: INDAGINE ISTAT IMPIETOSA
Non c'è niente da fare: saremo forse un popolo di eroi, poeti, scrittori, cantanti e sportivi, ma di lettura non ne vogliamo sapere. L'ISTAT ha disegnato per il 2016 uno scenario sconfortante: solo il 40,5% degli intervistati italiani ha dichiarato di aver letto almeno un libro durante tutto l'anno, perdendo sul totale due punti percentuali rispetto all'anno precedente. Dunque, il 60% degli italiani non legge neanche un libro l'anno. Il paradosso è che dal punto di vista editoriale le pubblicazioni aumentano: c'è una costante progressione nella pubblicazione di libri e/o di testi, anche in piccole tirature. Come dire che preferiamo pubblicare piuttosto che leggere. Il che è un assoluto controsenso.Secondo gli editori, il fattore principale che svia la popolazione dal leggere è il basso livello culturale della gente e l'assenza di una adeguata educazione alla lettura da parte della scuola. Se poi pensiamo che questi editori sono i medesimi che pubblicano, il quadro è fatto: non ci si deve lamentare se si pubblicano opere di basso livello culturale, magari redatte da gente che legge pochissimo o con uno scarso retroterra culturale ( e forse con troppa presunzione). Il tutto innesca un evidente circolo vizioso che allontana la gente dagli scaffali delle librerie.Il dato di fatto è che gli editori, specie medio piccoli, sono portati, a fronte di un contributo in danaro degli autori, a pubblicare di tutto pur di mantenersi economicamente a galla. Anche se poi, in ipotesi, i volumi non si vendono o finiscono al macero. Eppure il gusto della lettura nella patria di Manzoni, Pirandello, Svevo, etc... dovrebbe essere se non innato, almeno congeniale. Ed invece, c'è proprio un rifiuto, che poi si traduce in una scarsa intraprendenza ed un interesse "asinino" per la lettura di svago, di piacere o di impegno extra-scolastica. L'augurio di fine anno è che recuperiamo il piacere di leggere, se non noi, almeno i nostri figli. Magari approfittando degli sconti o delle edizioni economiche, ma cercando di leggere qualcosa di qualità, anche i "classici", o, perché no?, qualche autore contemporaneo.Anzi più che un augurio, dovrebbe essere una promessa da fare a noi stessi, prima ancora che agli altri. By Michele Barbera 

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