Ochino, l’illustre docente di macellerie, confonde un lavoro di tipo subordinato con un mandato parlamentare, una differenza chiara ed elementare che anche un bambino sarebbe capace di afferrare. Ma si vede che lui non la conosce o che pur avendone sentore, ha una mente così brillante da rispondere come un perfetto citrullo.
Credo che dopo questa plateale dimostrazione di ottusità e di totale insensibilità sociale, qualunque partito avrebbe il dovere di non ripresentarlo mai più. E aggiungo anche che qualsiasi università del mondo, fosse pure quella di Shangrila, dovrebbe avere la decenza di mettere a frutto una simile intelligenza in qualche compito più degno. E se la segreteria di Ateneo è troppo impegnativa come suppongo, qualche lavoro manuale, naturalmente precario e sottopagato sarebbe l’ideale. Un anno sabbatico passato tra spazzoloni e detersivi sarebbe per lui una preziosa esperienza sul campo: potrebbe anche succedere che cominci a capire qualcosa di come sono i rapporti di lavoro reali in Italia senza fermarsi a quelli irreali di cui parla.
Le vie della scienza sono infinite, persino per l’onorevole Ochino.