Magazine Politica

L’Ossezia del Sud apre una missione a Roma: caso diplomatico?

Creato il 02 aprile 2016 da Alessandroronga @alexronga

South_Ossetia_in_TiraspolL’Ossezia del Sud inaugura oggi a Roma la sua rappresentanza in Italia: fin qui tutto normale, se non fosse che la notizia ha provocato un piccolo caso diplomatico tra l’Italia e la Georgia, tanto da richiedere anche un intervento del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. La piccola repubblica caucasica, a maggioranza russa ma formalmente sotto sovranità georgiana, non gode infatti di un riconoscimento internazionale, e quindi nemmeno dell’Italia: ha proclamato la propria indipendenza da Tbilisi nell’estate 2008, dopo una breve guerra tra Georgia e Russia, uno dei pochi Paesi con cui ha relazioni diplomatiche, oltre che con Venezuela, Nicaragua, Nauru, Tuvalu, e con Abkhazia e Transnistria (in foto, la rappresentanza a Tiraspol), anche queste ultime non riconosciute a livello internazionale. Ma per Mauro Murgia, rappresentante del governo ossetino per l’Italia, ciò non sembra un problema: in una dichiarazione rilasciata alla TASS, Murgia ha affermato di volersi avvalere per la rappresentanza in Italia della stessa esperienza che ha consentito all’Autorità Nazionale Palestinese di aprire missioni diplomatiche in più nazioni.

Ed è proprio sullo status da attribuire alla rappresentanza ossetina che il governo italiano ha voluto dire la sua, allo scopo di evitare equivoci con la Georgia. In una nota rilasciata ieri pomeriggio, la Farnesina ha ribadito di non riconoscere l’indipendenza dell’Ossezia del Sud, ritenuta territorio georgiano, e di confermare pieno sostegno agli «sforzi negoziali nel quadro dei “Colloqui di Ginevra” per un consolidamento del dialogo fra Georgia e regioni separatiste». Il Ministero degli Esteri ha anche specificato che alla rappresentanza ed allo stesso Murgia non verrà conferito «alcun riconoscimento, né tantomeno status diplomatico».

Il conflitto militare che portò alla proclamazione dell’indipendenza dell’Ossezia del Sud e della vicina Abkhazia fu provocato nell’agosto 2008 da un attacco a sorpresa delle truppe georgiane, allo scopo di sedare i tentativi di rivolta indipendentista nelle due repubbliche autonome, dalla fine dell’Urss sotto la bandiera di Tbilisi. Si trattò di un grave errore strategico dell’allora presidente georgiano, il filostatunitense e antirusso Mikheil Saakashvili (attuale governatore della regione ucraina di Odessa), che pensò di risolvere con la forza la questione delle due repubbliche ribelli, erroneamente convinto di poter beneficiare di un supporto militare americano nel caso in cui Mosca avesse reagito.

Supporto che invece si limitò a semplici richieste di Geroge W. Bush a Putin di fermare l’avanzata in territorio georgiano: del resto, nessun membro dell’Alleanza Atlantica sarebbe mai andato a impantanarsi in una guerra con la Russia per seguire l’avventurismo del giovane e inaffidabile Saakashvili.


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :