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L'ufficiale e la spia (2019)

Creato il 10 dicembre 2019 da Babol81
Abbiamo sfidato il multisala per tre settimane e abbiamo vinto: L'ufficiale e la spia (J'accuse), diretto e co-sceneggiato da Roman Polanski, è durato fino a domenica e siamo riusciti ad andarlo a vedere col Bolluomo.
L'ufficiale e la spia (2019)
Trama: il Colonello Picquart, una volta messo a capo dei servizi segreti francesi, si ritrova tra le mani le prove dell'innocenza di Alfred Dreyfus, soldato condannato per alto tradimento.
L'ufficiale e la spia (2019)
Considerato il titolo internazionale dell'ultimo film di Polanski, stavolta non sono stati solo i malvagi titolisti italiani a prendere sottogamba lo spettatore, preferendo il didascalico L'ufficiale e la spia, giusto per dare un piglio più "moderno" alla storia, al J'accuse coniato dallo scrittore Emile Zola, entrato a far parte comunque del linguaggio comune e citato all'interno della pellicola. Non stiamo a spaccare il capello; in effetti, all'interno del film si sottolinea spesso il legame "a distanza" tra l'Ufficiale, ovvero il Colonnello Picquart, antisemita ma dotato di una profonda coscienza, e la presunta spia, ovvero Alfred Dreyfus, soldato di origini ebraiche accusato di aver venduto delle informazioni all'esercito tedesco e condannato ai lavori forzati sull'Isola del Diavolo. I due si parlano direttamente solo un paio di volte ma le loro vicende si intrecciano e influenzano le reciproche esistenze, oltre alla società francese della Terza Repubblica, tra crescenti sentimenti antisemiti e la nascita dell'impegno intellettuale moderno, quello in grado di influenzare l'opinione pubblica e portare le masse ignoranti a pensare (o a rimanere ancora più ignorante). A tal proposito, mi rifiuto di mettere bocca sull'affaire Polanski. Se il regista ha deciso di girare il film eleggendo Dreyfus a suo innocente alter ego sono affari suoi e mi ritengo una spettatrice abbastanza intelligente da essermi goduta L'ufficiale e la spia come un'ottima riproposizione storica di una vicenda tristemente attuale, vergognosamente intrisa non solo di razzismo ma anche di incompetenza, menefreghismo e desiderio di parare il culo a chi lo tiene al caldo nei piani alti, trincerandosi dietro la scusa di voler "salvaguardare il nome della Repubblica e della Francia" senza ammettere di aver sbagliato, rovinando non solo la vita a un uomo innocente ma anche facendo prosperare i reali colpevoli.
L'ufficiale e la spia (2019)
E' una vicenda conosciuta e che avrebbe potuto, con un altro piglio, risultare pedante o noiosa mentre Polanski decide di giocare la carta della spy story, tra complotti e attentati, e dei legal drama che vanno tanto per la maggiore oggi, riuscendo a spettacolarizzare gli svariati processi di cui si compone il film grazie a un mix vincente di dialoghi e attori bravissimi. Tutto è filtrato attraverso l'occhio di un perfetto Jean Dujardin, che interpreta il Colonnello Picquart, ufficiale dell'esercito per il quale la condanna di Dreyfus è come "aver purgato un organismo da un male terribile"; uomo nel pieno della sua carriera, nonostante l'antisemitismo e l'odio palese per Dreyfus, Picquart non si sottrae al suo senso del dovere e della morale nemmeno quando salvare Dreyfus significherebbe non solo venire degradato ed imprigionato, ma persino rischiare di essere messo a tacere in modi peggiori, mettendo in pericolo la propria vita e quella di amici, amanti e conoscenti. Il senso di angoscia che si respira dalla scoperta di documenti compromettenti è palese, par quasi che Picquart abbia tutti gli occhi addosso, sia quando effettivamente viene spiato dai suoi attuali o ex colleghi, sia quando il Colonnello è solo nel suo appartamento o nel suo studio. Assai forte è anche il senso di frustrazione che si prova guardando L'ufficiale e la spia, perché se è vero che la storia di Dreyfus è risaputa, pare comunque di essere stati inghiottiti da un incubo kafkiano, all'interno del quale la verità viene bloccata e negata tante di quelle volte da rasentare il surreale. Accanto a una storia interessante già di per sé, raccontata in modo moderno e spigliato, c'è ovviamente la messa in scena raffinata di Polanski, che non indulge nel sovraccarico visivo tipico dei film in costume ma preferisce concentrarsi sui protagonisti, sui loro sguardi e gesti, lasciando che la cinepresa indugi su piccoli dettagli fondamentali per capirne la psicologia e le motivazioni. Che siate o meno appassionati di questo genere di pellicole, che amiate oppure odiate l'"uomo" Polanski, è innegabile che L'ufficiale e la spia sia un film molto bello e lo consiglio a tutti.
L'ufficiale e la spia (2019)
Del regista e co-sceneggiatore Roman Polanski, che compare tra il pubblico del concerto, ho già parlato QUI. Jean Dujardin (Colonnello Jacques Picquart), Emmanuelle Seigner (Pauline Monnier), Mathieu Almaric (Bertillon) e Vincent Perez (Leblois) li trovate invece ai rispettivi link.
Louis Garrel interpreta Alfred Dreyfus. Francese, ha partecipato a film come The Dreamers - I sognatori, Van Gogh - Alla soglia dell'eternità e l'imminente Piccole donne. Anche regista e sceneggiatore, ha 36 anni e tre film in uscita.
L'ufficiale e la spia (2019)
Nei panni di Philippe Monnier compare l'attore e produttore Luca Barbareschi. Se vi fosse piaciuto L'ufficiale e le spia e vi interessasse il tema, recuperate L'affare Dreyfus. ENJOY!

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