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L'Ultima Tentazione e il Mercato

Creato il 06 novembre 2012 da Davinco

 Vidi il film di Scorsese, dell'88, una volta a vent'anni o giù di lì, poi lo riguardai sei o sette volte intorno ai ventiquattro-venticinque anni, alla fine l'ho rivisto una volta, di recente... qualche mese fa. Ma il libro non l'ho mai letto.Si può dire che sia stata, la mia, una lacuna protratta nel tempo. Non conoscere Kazantzakis, non sapere che è esistito uno scrittore che, in un tran tran narrativo risaputo e consolidato inserisce delle frasi pazzesche, è grave.Ecco il genio di Kazantzakis.
L'Ultima Tentazione e il MercatoIn uno stile scorrevole, mai impertinente, sempre centrato sul tema e solido nella prospettiva sultema, Kazantzakis sbalordisce per quegli uomini che si strappano la pelle, quelle labbra che scoppiano o quelle braccia che si vetrificano all'improvviso.Si è in Galilea, l'aria è secca, la terra è arida, le case sono chiare e tutto è tranquillo. Esce una donna da una casa e lì, sulla porta, le cadono i capelli. E questo avviene in un attimo, in un secondo: il tempo di leggere la frase, poi tutto ritorna secco, arido, chiaro. Questo è Kazantzakis.
Come si spiega tale inclinazione al micro-terremoto, sporadico e estraniante? Non c'è premeditazione, non c'è forzatura: si rifà a quel che per me suggerisce per il carattere dello scrittore.Tali ho considerati i “grandi” scrittori: esempi di un carattere originale o, se si vuole, superlativo. Essi non formano un'opera per venderla, non ricercano l'apparenza che susciti l'interesse del mercato anche se non dispiace che certi di questi abbiano ceduto all'estetica che sconvolge, nonostante la tortura che il mercato fa provare alla persona: tentazione di chi ha genio, ma esprimono il loro grido, per quanto mite e discreto, nella loro attività letteraria: per soddisfare una voce o, se si vuole, una “forma che hanno in testa”; tali sono per me i grandi scrittori. C'è in essi qualcosa di impenetrabile e di inarrivabile - nonostante le maree di epigoni, consapevoli o no, che cercano di ricalcarli.
Ma se il mercato ripaga la fatica dello scrittore è una fortuna, anche se... Anche se si arriva sulla croce senza aver mai affrontato questa tentazione che può “rompere gli occhi e far strappare la milza”.Grazie Kazantzakis per il suggerimento... È perfetto.
L'immagine del post è una mia fotografia. L'edizione del libro usata è della Frassinelli, 1987 – trad. di Marisa Aboaf e Bruno Amato; la stufa è una Lincar; la legna nella stufa è frassino misto a acacia e noce che ho segato con la motosega sulle rive del fiume Gesso: alberi estirpati e rimasti morti aggrovigliati... Se non si fa pulizia le alluvioni si sprecano. E poi chi paga?

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