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L’ultimo mistero della Grande Piramide: “C’è una cavità”

Da Extremamente @extremamentex

C’è un enorme spazio vuoto all’interno della Grande Piramide, l’unica delle Sette Meraviglie del mondo antico che ancora oggi incanta con la sua perfetta e maestosa imponenza. Una cavità, lunga più di 30 metri, è stata individuate da ScanPyrmids Mission, il progetto promosso da un’organizzazione no profit per scoprire tutti i segreti del grandioso monumento di Giza. E il fatto che il “ras” dell’egittologia, l’archeologo Zahi Hawass, ostenti noncuranza e la ritenga una notizia di scarsissimo interesse dimostra quasi sicuramente l’esatto contrario: potremmo essere di fronte ad una scoperta straordinaria.

IL VASTO SPAZIO VUOTO INDIVIDUATO NELLA GRANDE PIRAMIDE DI GIZA

IL VASTO SPAZIO VUOTO INDIVIDUATO NELLA GRANDE PIRAMIDE DI GIZA

Scoperta resa possibile grazie a una modernissima tecnologia non invasiva basata sui raggi cosmici. Con un articolo pubblicato sulla rivista “Nature”, il gruppo internazionale guidato dall’istituto  Heritage Innovation Preservation ha annunciato che i movimenti delle particelle dette muoni hanno rivelato la presenza di uno spazio vuoto proprio al di sopra della Grande Galleria, nel cuore della piramide attribuita al faraone Cheope. “Si trova proprio lì”, ha confermato il presidente dell’organizzazione, Mehdi Tayoubi, che nell’affrontare questo studio innovativo ha deliberatamente scelto di non avvalersi dell’aiuto degli egittologi, per poter osservare la piramide “con occhi magari ingenui, ma senza preconcetti”, ha detto ai giornalisti. Ha preferito che a parlare fossero i freddi dati della fisica.

E così evidentemente è stato. Il team ha scoperto  quella cavità- di cui per ora si ignorano funzioni e struttura– sfruttando le caratteristiche dei muoni, particelle che si formano quando i raggi cosmici colpiscono l’atmosfera terrestre. Queste particelle subatomiche penetrano anche nella roccia procedendo a zig-zag ad una velocità elevatissima, ma quando attraversano una materia molto densa perdono energia e un po’ per volta decadono. Quindi, si può stabilire la densità di un oggetto calcolando la loro traiettoria e la loro velocità.

LE INDAGINI DEL PROGETTO SCANPYRAMIDS VANNO AVANTI

IL LOGO DELLA MISSIONE SCANPYRAMIDS

Infatti, se i muoni incontrano degli spazi vuoti,  ne penetrano più del previsto. Per essere sicuri di non commettere errori, però, i ricercatori di ScanPyramids hanno utilizzato tre diversi metodi, con tre diverse strumentazioni sofisticate realizzate rispettivamente dall’Università di Nagoya, in Giappone,  dal KEK (un gruppo di ricerca scientifico giapponese) e dai francesi della CEA- la Commissione per l’energia atomica e le energie alternative.  Tutti e tre i sistemi hanno dato lo stesso risultato: c’è uno spazio vuoto di cui nessuno supponeva l’esistenza.


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