L'ultimo stadio

Creato il 30 agosto 2011 da Rickycarini
Dopo un mese di silenzio ritorno a scrivere, ma stavolta non di politica e società, ma dello sport nazionale. Il calcio. Una passione che mi accompagna fin da quando ero bambino. La stessa passione che anima decine di migliaia di persone in questo paese. Lo sciopero di domenica scorsa a mio avviso è semplicemente inconcepibile, una cosa dell'altro mondo, una presa per il culo. La notizia fresca di oggi è che probabilmente il 10 e 11 settembre si ritornerà in campo, così si è pronunciato Damiano Tommasi dichiarandosi ottimista e spiegando che la questione che ancora non è stata chiarita è solo quella riguardante l'articolo 7. E qui sorge un dubbio. Ieri nell'elenco di punti della manovra di governo non si leggeva più il contributo di solidarietà, nota dolente per i calciatori italiani. Quindi tolto quello si può giocare, e addio alle proteste. E' solo questione di soldi, altro che i fuori rosa, si finisce sempre col parlare di soldi, e chi di soldi ne ha troppi non vuole sentire ragione di tagli e riduzioni. E' sempre così, in qualsiasi campo.
Qui non si parla di operai e operatori di call center, si parla di gente che gioca ogni domenica e guadagna decine di migliaia di euro al mese! Ma scherziamo? E' un insulto alla povertà, un insulto agli italiani che ogni settimana dedicano tempo e denaro (non poco) per seguire i propri beniamini in giro per l'Italia.
Tra due domeniche scioperiamo noi, la gente comune che regge le casse del pianeta calcio; la gente comune che con il proprio calore trasmette entusiasmo ai calciatori; la gente comune che fa si che il calcio esista; la gente comune, il 12 uomo in campo. Mettetevelo bene in testa, i tifosi sono il cuore di questo mondo, senza di loro il calcio non avrebbe senso.

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