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L'ultimo tentativo di Barack Obama di porre un freno alle armi facili

Creato il 10 gennaio 2016 da Pfg1971

L'ultimo tentativo di Barack Obama di porre un freno alle armi facili

È iniziato da poco il 2016, l’ultimo anno di presidenza di Barack Obama.

Nei loro ultimi dodici mesi alla Casa Bianca, i predecessori del primo presidente nero raramente sono riusciti a realizzare qualcosa di memorabile o almeno importante.

Con tutta probabilità anche l’ex senatore dell’Illinois seguirà la stessa sorte degli altri 43 inquilini della Casa Bianca.

Tuttavia, proprio in questi primi giorni del nuovo anno, Obama ha ripreso le fila di una campagna che ha attraversato tutta la sua esperienza presidenziale in gran parte con esiti poco significativi: il tentativo di sottoporre ad un più stretto controllo l’uso troppo facile della armi all’interno della società americana.

Martedì scorso, durante una conferenza stampa in memoria delle vittime delle varie sparatorie che quasi ogni giorno punteggiano la geografia degli Usa, il presidente, mentre ricordava i luoghi dove vi erano state più vittime negli ultimi anni, non è riuscito a trattenere le lacrime.

Non era mia successo che Obama mostrasse in modo così esplicito i suoi sentimenti.

Nei quasi otto anni passati alla Casa Bianca, egli era stato accusato dai suoi avversari, ma anche dall’opinione pubblica in generale, di essere un robot, privo di interiorità, un intellettuale cerebrale concentrato nel raggiungere i suoi obiettivi politici senza cedere ai sentimentalismi o alle debolezze del cuore.

In realtà, con quelle lacrime il presidente ha dimostrato  non solo di non corrispondere agli stereotipi che sono stati costruiti dall’esterno per etichettarlo, ma ha evidenziato quanto gli stia a cuore il problema delle morti per armi da fuoco nel suo paese.

Negli Usa, ogni anno, muoiono circa 30.000 persone vittime di sparatorie dovute ad una detenzione senza alcun controllo di pistole, fucili e armi d’assalto, il tutto in nome del secondo emendamento alla Costituzione americana, figlio di una epoca del tutto diversa da quella attuale e che la lobby delle armi vuole assolutamente mantenere in vita senza alcuna limitazione.

Obama ha tentato di opporsi a questo stato di cose sin dal 2011, ma non è riuscito a fare molto. Neanche con l’ultimo tentativo avviato in questi giorni riuscirà a concludere qualcosa di rilievo, ma non avendo più nulla da perdere, ci proverà lo stesso.

Riuscire almeno a ridurre la “gun violence”, come ha scritto anche in un articolo uscito sul New York Times di giovedì scorso, sarebbe un altro traguardo importante nell’ambito della politica interna, dopo l’innegabile successo della riforma sanitaria del 2010.

Del resto, nel tentare di porre un freno alla diffusione senza limiti delle armi da fuoco, Obama non è isolato.

Ben il 90% dei cittadini americani riconosce il problema e vorrebbe riuscire a risolverlo. Per il presidente si tratta di una sfida di lunga durata.

Il cambiamento, come ha sostenuto spesso non si verifica immediatamente.

La liberazione dei neri non è avvenuta in una notte, i diritti civili per gay e lesbiche sono stati conseguiti dopo decenni di lotte e così dovrà avvenire, per Obama, a proposito della limitazione della armi da fuoco.

Per cercare di velocizzare questo processo, lo stesso Obama ha aggiunto che, nel corso delle prossime primarie ed elezioni presidenziali starà ben attento a non sostenere la candidatura di quei politici che non perseguiranno l’obiettivo di porre un limite alle troppe armi in circolazione nel paese.

Questa sua presa di posizione ha avuto una eco immediata nell’ambito della campagna per le primarie democratiche. Infatti il senatore del Vermont Bernie Sanders, l’unico membro del partito del presidente in grado di contendere ad Hillary Clinton la nomination democratica, si è sentito chiamato in causa dalle parole del presidente.

Egli infatti, quale esponente di uno stato in cui vi sono molti cacciatori ha sempre avuto un atteggiamento un po’ ambiguo riguardo la detenzione delle armi da fuoco.

È nata così una infuocata polemica tra Sanders e la Clinton riguardo il grado di effettiva rispondenza delle rispettive posizioni politiche riguardo la scelta del presidente, segno che le parole di Barack Obama potrebbero lasciare un segno duraturo non solo nella incipiente campagna per le primarie, ma anche nella stessa politica americana in generale.  

L'ultimo tentativo di Barack Obama di porre un freno alle armi facili

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