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“L’uomo del labirinto” raccontato da Donato Carrisi

Creato il 28 dicembre 2017 da Fedetronconi

Una ragazza scomparsa e ritrovata. 
Un uomo senza più nulla da perdere. 
La caccia al mostro è iniziata. 
Dentro la tua mente.

“L’uomo del labirinto” raccontato da Donato Carrisi

L’ondata di caldo anomala travolge ogni cosa, costringendo tutti a invertire i ritmi di vita: soltanto durante le ore di buio è possibile lavorare, muoversi, sopravvivere. Ed è proprio nel cuore della notte che Samantha riemerge dalle tenebre che l’avevano inghiottita.
Tredicenne rapita e a lungo tenuta prigioniera, Sam ora è improvvisamente libera e, traumatizzata e ferita, è ricoverata in una stanza d’ospedale. Accanto a lei, il dottor Green, un profiler fuori dal comune. Green infatti non va a caccia di mostri nel mondo esterno, bensì nella mente delle vittime. Perché è dentro i ricordi di Sam che si celano gli indizi in grado di condurre alla cattura del suo carceriere: l’Uomo del Labirinto.
Ma il dottor Green non è l’unico a inseguire il mostro. Là fuori c’è anche Bruno Genko, un investigatore privato con un insospettabile talento. Quello di Samantha potrebbe essere l’ultimo caso di cui Bruno si occupa, perché non gli resta molto da vivere. Anzi: il suo tempo è già scaduto, e ogni giorno che passa Bruno si domanda quale sia il senso di quella sua vita regalata, o forse soltanto presa a prestito. Ma uno scopo c’è: risolvere un ultimo mistero. La scomparsa di Samantha Andretti è un suo vecchio caso, un incarico che ­Bruno non ha mai portato a termine… E questa è l’occasione di rimediare. No­no­stante sia trascorso tanto tempo.
Perché quello che Samantha non sa è che il suo rapimento non è avvenuto pochi mesi prima, come lei crede.
L’Uomo del Labirinto l’ha tenuta prigioniera per quindici lunghi anni.
E ora è scomparso.

Abbiamo incontrato Donato Carrisi a Milano, durante una cena, in un clima molto amicale. “Se non c’è un bel finale, per quanto mi riguarda un libro ( o un film) non mi è piaciuto, questo è ormai il mio criterio di misura” inizia Carrisi parlando del suo ultimo romanzo, L’uomo del Labirinto (Longanesi). Chiacchierando dei suoi libri non possiamo non parlare dei dettagli e degli indizi, punto cruciale della sua narrazione: “Il lettore va condotto per fare un percorso ben preciso durante la lettura. Non lo si deve ingannare ma si tratta di fornire a poco a poco gli strumenti per poter arrivare da solo al finale. Quando dissemino gli indizi poi faccio una prova con il mio editor, dalle sue reazioni capisco se ho fatto bene il lavoro.”  In questo libro si parla di deep web: “Mi interessava la “rete nella rete” perché è un discorso inquietante, dove non ci sono limiti. I miei romanzi sono costruiti in una terra di nessuno, la zona grigia tra il bene e il male, di cui parlava già “Il Suggeritore”: in quella zona si svolge tutto e dove scrivo io. Non prende parti, inteso del bene o del male, non è mio obiettivo schierarmi. Quando il lettore inizia a leggere il mio romanzo non sa mai se il protagonista è buono o cattivo“. Parlando di “non -  luoghi” il labirinto è un elemento, come dire, sospeso: “Il labirinto in realtà stavolta è dichiarato, ma anche i romanzi precedenti avevano una struttura labirintica. Tu entri ma non sei sicuro di trovare l’uscita, e se esci può esserci qualcosa che ti segue al di fuori di esso“. Carrisi continua parlando del gioco di specchi, una delle caratteristiche di uno dei personaggi del suo nuovo thriller: “Fate una prova e togliete o coprite tutti gli specchi di casa vostra per un po’ e poi ditemi che sensazioni provate. Noi non riusciamo a fare a meno dello specchio, e al tempo stesso lo specchio può risultare inquietante“.

“L’uomo del labirinto” raccontato da Donato Carrisi

Parliamo delle paure e a cosa siano connesse: “La paura nasce dalle cose che riteniamo innocue perché quelle spaventose lo sono già di per sè. Se io metto in un romanzo un cadavere che cammina e che commette omicidi, a cosa serve? Se invece riconduco a una persona normale, a un mostro invisibile che si nasconde tra le pagine, tutto diventa molto più inquietante. Nei miei romanzi bambini e adolescenti sono spesso vittime perché siamo stati tutti così. Indipendentemente dal sesso so si poter raggiungere tutti. Le nostre paure di quegli anni sono spesso fatte di niente e possono essere risolte dall’intervento di un adulto.” Parla ora del suo rapporto con la scrittura: “Il maestro delle ombre l’ho scritto mentre stavamo ristrutturando casa, su un tavolino Ikea col computer che si è rotto, col tubo del piano di sopra che ci ha allagato la casa e un bambino piccolo per casa. Invidio i colleghi che parlano di qualche “buon rifugio”, magari con una bella vista. Ho sempre scritto in condizioni estreme, magari in giro per il mondo mentre presento i libri precedenti, ma mi è sempre andata così. Capita che alcune volte la storia si blocchi e io faccia fatica a farla uscire, però si riesce sempre a trovare un modo per sciogliere i nodi e andare avanti“. Parlando dei personaggi fa una parentisi sulle donne: “Non si può raccontare una storia senza una donna. I  personaggi femminili sono sempre la chiave di tutto.  Le donne hanno una maggiore sensibilità, sono il tramite per la trasmissione della vita. Molto più praticamente, la cultura di un paese dipende dalle sue donne. Se sono poco istruite o non hanno accesso ai mezzi culturali  quel paese si impoverisce. Sono convinto che se nei paesi arabi le donne avessero avuto più accesso alla cultura non ci sarebbe stata l’Isis.” Esiste il personaggio perfetto? “Credo esista la trama perfetta. Un personaggio imperfetto può anche dare sviluppi interessanti, e sta  in questo la differenza tra scrittore di gialli e di thriller: l’autore di gialli cerca il personaggio perfetto, quello di thriller punta tutto sulla trama. Io non sono mai alla ricerca del personaggio perfetto: se funziona va bene, ma è prima di tutto al servizio della trama. Non contano i personaggi e non conta lo scrittore, importa solo la storia.

                                                                                                                                             
Il Booktrailer del romanzo “L’uomo del labirinto” di Carrisi       

Un ringraziamento particolare per la realizzazione del post a Elisa Impiduglia e Noemi Oneto.         

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