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L’uomo: uh uh uh, AH AH AH? *picchiarsi il petto con i pugni*

Da Robertodragone

Nella infinita guerra che vede ai due schieramenti l’uomo e la propria vita, ho voglia di aggiungere la mia opinione, che forse prenderà la forma di un alleato allo schieramento della vita, e sarà in grado di poter sbloccare la situazione e decretare il vincitore. Nell’angolo blu troviamo l’uomo che di per se è un perché, una sorta di grande mistero, non ponderando sul significato della sua esistenza, ma sulla giustificazione della stessa. L’uomo non discende dalle scimmie ma bensì ne è parente – tanto che alcuni esemplari di ambedue le specie giurano di possedere parenti somiglianti alla specie, per usare termini papali, «opposta». L’essere umano all’estero è famoso per la sua cupidigia e l’inesauribile voglia di non fare niente (a tal proposito, è nato il sindacato dei nullafacenti che, tra le sue richieste presentate alla Bathroom (traduzione: camera di Bathman) c’è il voler diminuire ancora di più le ore di lavoro, dopo l’accordo dell’anno scorso che le portò a 0). Se voleste vedere un essere umano da vicino basta che andiate in uno dei tanti zoo aperti in giro per il mondo che, catturati gli esseri umani per farli vivere in cattività, hanno il solo scopo di rendere pubbliche e visibili a tutti varie sottospecie di razze umane. Tra queste: l’homo non-sapiens, la sottospecie più diffusa tra le comunità umane, caratterizzata dal suo verso, timido quanto spaventoso, che somiglia pressappoco a un “Eh?”; poi c’è l’homo scopa-scopa, la sottospecie che come alcune razze di un altro diffuso animale, il Canis lupus familiaris (volgarmente chiamato Fuffi, o Fido) (da non confondere con la cannabis), abbaia ma non morde, in parole povere scopa-scopa solo nel nome; e ancora, l’homo mais-eretzious, l’hombit, l’homo?, l’homo home, e infine l’homo bowling (famoso per il suo continuo verso che talvolta annoia i visitatori del museo – il nome deriva dal fatto che molti, all’ascoltare parlare questa razza e al vedersi gonfiare i propri coglioni, tentano invano di sgonfiarli praticando tre buchi su di esse). Queste sottospecie formano quelle varie, miliardi, di tribù che unite formano la razza umana. Gli zoo dove potete osservare queste specie sono tantissimi. Potete trovare lo zoo più vicino casa vostra cercando ‘città‘ in un qualsiasi motore (a scoppio, o elettrico) di ricerca (ATTENZIONE: è severamente vietato mangiare gli uomini).

Nell’angolo opposto, quello rosso, troviamo la vita, che è una fammina pericolosa quanto ammaliatrice, bellissima, e porca. Tra le sue doti troviamo varie ed eventuali talenti che l’uomo le attribuisce e tenta di combattere (e vincerli). Parlo di quelle battaglie che da sempre l’uomo combatte contro la vita, battaglie per le quali si sono consumati rapporti, sono morti uomini valorosi, e si sono persi telecomandi. Ha torto chi dice che la vita deve essere 60, perché la vita è 90, e si fa inculare da tutti quanti. Quando la vita è tua, tua se ne frega, e continua a mangiare, finché la vita non gli scoppia. La vita può essere anche bella, come dicono gli homini più benigni. La vita è meravigliosa, una storia infinita, un regno del teschio di cristallo. Basta solo avere abbastanza pazienza per capirla, ascoltarla, coccolarla, volerle bene, baciarla, non tradirla nella fiducia. Ognuno della propria vita dovrebbe amare la confusione, l’irrequietezza, l’incoerenza, la mamma. Un comunicato stampa dalla vita universale dice: “La vita non è perfetta, ma la speranza nel volerla perfetta – e quindi la stupidità – è l’ultima a morire. Voi (uomini, ndr) non dovreste aspirare alla mia perfezione quanto alle previsioni serene del tempo – quel tempo che voi non avete capito, di cui voi avete paura”. Il comunicato poi si interrompe con una morte improvvisa, ma il succo è chiaro: uomo smettila di fare lo stupido.

(A tal proposito, ricordo di un aneddoto che mi raccontò una mia parente scimmia: la sua compagna di banco volle portare, sotto consiglio della sua insegnante, gli ordini architettonici all’esame di stato. Quando arrivò il suo turno di parlare alla commissione iniziò con alzare la maglietta, poi disse: “Vorrei iniziare a parlare delle mie”.)

Quando è nata la guerra tra umani e vita? Quando l’uomo è divenuto un selvaggio ignorante di materie profonde come la filosofia, la scienza, il ricamo?

Non lo sappiamo. Tra le nostre conoscenze ci sono molte lacune poiché molte informazioni, anzi molti rospi sono stati ingoiati nelle guerre pudiche – quando gli uomini di religione e di evacuazione fisica bruciarono tutte le prove. Quel che possiamo presupporre è che sia stato l’uomo a iniziare una guerra con la propria vita (subito seguito dalle donne, con le famose guerre Diete a zone). La vita in risposta attaccò l’uomo, ma solo per non vedersi sconfitta. La ragione di questa enorme guerra non è altro che un enorme torto basato su fraintendimenti, noia, ignoranza. A tal proposito voglio chiudere con una citazione di un famoso re orangutan, della stirpe dei cugini per caso, l’ultima dinastia di uomi-scimmie che era in pace con la vita; il re disse: “Uah uha, uh ah uh uh UH!”. E chi non ha ancora capito, capisca.


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