L'urban fantasy di Jacqueline Carey

Da Weirde

Jacqueline Carey, l’autrice del Dardo e la rosa, ci ha incantato con i suoi libri ambientati nell’universo D’Angeline, una serie fantasy epica e sensuale, formata da tre trilogie, di cui due sono già uscite anche in Italia, mentre la terza per ora ancora no.

Se volete però una piccola anteprima su di essa potete leggere la mia recensione qui:

http://weirdesplinder.tumblr.com/post/13453425464/jacqueline-carey-terza-trilogia-moirin

Questa fantastica autrice ha però al momento deciso di cambiare strada e genere e si è data all’urban fantasy, ecco il primo libro di una sua nuova serie, la Serie Agent of Hel:

1. DARK CURRENTS

Dark Currents è ambientato in una piccolo cittadina del Midwest famosa per il suo turismo paranormale. Daisy Johanssen, è la figlia di un incubus allevata da una materna mamma single, ed essendo mezzosangue funziona come intermediaria tra la comunità paranormale e le autorità. Di solito il suo ruolo non è difficile, riportare il portafoglio e che un folletto ha rubato o cose del genere, ma quando un ragazzo annega  i suoi problemi aumentano di molto. Indagando infatti il mistero si infittirà e minaccerà di far precipitare la popolarità dei soprannaturali..fino a tornare ala caccia alle streghe o quasi…

La mia opinione

Ci sarebbe molto da dire su questo libro, ma cercherò di essere concisa. Prima di tutto, come molte autrici straniere, anche Jacqueline Carey quando cambia genere cambia completamente stile. Perciò non aspettatevi somiglianze con la sua famosissima serie di Terre d’Ange. Se non fosse stato scritto sulla copertina del libro non avrei mai e poi mai capito che era stato scritto da lei.

Detto questo il romanzo è un urban fantasy e segue quasi alla lettera i canoni di questo genere, quindi non aspettatevi mondi totalmente fantastici o innovazioni mai viste, segue il canone più o meno, perciò il punto di vista è dell’eroina che canonicamente ahimè sa ben poco di ciò che le accade intorno, è diversa, ha poteri diversi che le hanno sempre procurato guai e dovrà indagare su un delitto. Il punto di vista del lettore coincide col suo.

Posso leggere sforzandomi parecchio un poco di qualcosa di tipico della Carey nella visione piuttosto religiosa di parte di questo universo che ha creato. E’ il nostro mondo odierno, ma con piccole differenze. Sotto alcune città esiste un mondo sotterraneo dedicato agli esseri soprannaturali, e quando dico sotterraneo intendo letteralmente, sostenuto da una divinità. Ora non chiedetemi di spiegarvi in dettaglio poiché non è chiaro neppure a me, vi basti sapere che divinità….senza casa…o meglio vaganti a volte scelgono di stabilirsi sotto delle città. Nel caso della cittadina dove vive la protagonista di questo romanzo si tratta della dea dei morti della cosmologia nordica norvegese che si chiama Hel e vive nella parte bassa di un albero gigantesco….

Insomma direi un’idea piuttosto fuori dal comune non trovate. E dove ci sono queste divinità tendono a radunarsi gli esseri soprannaturali: fate, naiadi, Lamia, Vampiri, Ghouls e molto altro tra cui un clan di licantropi. Una parola in più va spesa per i Ghouls che in questo libro sono visti parecchio diversamente da altri libri: primo non sono senza cervello, secondo non si cibano di carne umana, sono più simili ai vampiri pensano e fatto tutto quello che devono fare, sono morti ma che respirano ancora, palliducci ma non temono il sole, solo per rimanere in questa non vita devono cibarsi delle emozioni dei vivi, quindi sono praticamente più dei succubi o incubi che altro. E sono diventati così perché sono morti al culmine della passione (qualsiasi tipo di passione, da rabbia a disperazione ad altro) e né il paradiso, né l’inferno li hanno voluti. E qui l’autrice si pone brevemente una piccola riflessione teologica e fa l’esempio di una donna che in preda ad un raptus credendo di salvarlo annega il figlio e poi si suicida. Il paradiso non la vuole poiché suicida ed infanticida ma nemmeno l’inferno poiché lei ha agito per fede e credendo di fare del bene, perciò la poverina finisce per diventare un ghoul.

Fatta questa premessa il libro è carino, niente di fantasmagorico, è in linea con molti libri di questo genere ma è scritto bene e la storia funziona, inoltre, cosa non da poco, la protagonista è simpatica.

Sua madre ha avuto un racconto ravvicinato con un demone dopo aver giocato con una tavoletta ouja ed è rimasta incinta di lei Daisy, ma ha deciso di tenerla. Tutti sanno delle sue origini in parte demoniache in città, d’altronde è una città piena di soprannaturali che tra un po’ avrà anche bus turistico per far vedere questi esseri….e molti le vogliono bene, insomma è trattata quasi normalmente. Ha un aspetto quasi scandinavo come sua madre, solo con occhi nerissimi e ha il piccolo problema di avere una coda….da demone, di cui si lamenta parecchio perché sistemarla e nasconderla sotto gli abiti non è molto semplice, per questo preferisce spesso le gonne ai pantaloni e gira senza biancheria….in un punto del libro dice che ormai è diventata brava come una drag queen a sistemarla fra le gambe in modo che non si veda. E poi è difficile trovare ragazzi che non si inquietino quando la scoprono.

Poi è simpatica viste le sue origini cerca di controllare il suo temperamento focoso e fare la cosa giusta, perché se si arrabbia comincia a liberarsi energia demoniaca che puzza di ozono e fa esplodere le cose. Ma è anche molto umana e prova ancora qualcosa per la sua cotta delle scuole medie…..

E’ un unione di umano e demoniaco e simbolegia come dentro ognuno di noi ci possa essere sia il bene che il male, in lei questo poi è letterale. Ma nonostante la sua capacità per il male e la tentazione lei sceglie il bene perchè è stata cresciuta così e amata così. E’ molto dolce vedere il suo rapporto con la madre e scoprire da brevi ricordi episodi importanti della sua infanzia….verso il finale del libro c’è un suo ricordo molto importante quando alle elementari la predevano in giro chiamandola Rosmary’s baby e alcuni genitori volevano persino fosse scacciata da scuola per la sua natura. Sua madre si sedette sul divano con lei e guardarono il film a cui si riferiva il suo nomignolo. E vedendo quel piccolo essere demoniaco dagli occhi di capra cullato da Mia Farrow Daisy si era resa conto che quel bambino era come lei era scoppiata a piangere. Non voleva esserlo, voleva essere come gli altri e trovava orribile come la Farrow accettasse così il suo terribile destino di madre del figlio di Satana. Ma la madre di Daisy le aveva detto che il finale lsciato aperto poteva invece significare non disperazione, ma bensì speranza, speranza che il vero amore di una madre può utto persino redimere il figio di Satana, perciò può di certo redimere il figlio di un demone minore….

Insomma questo libro è il primo di una serie e si sente, ma è scritto bene, è piuttosto innovativo in alcuni punti, addorittura tratta alcuni temi piuttosto profondi come vi ho fatto vedere, ma non aspettatevi nulla più di un buon urban fantasy. Con la sua bella indagine gialla che si conclude alla fine del libro, e ben tre interessi sentimentali per l’eroina. Credo sia uno di quei libri che piace di più ogni volta che si legge.

Io legerò certamente il suo seguito.


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