L’elezione diretta del Presidente della Repubblica sarebbe l’apoteosi della P2, la botta finale. Per farsi eleggere spenderebbe più di quello che ha speso in corruzione ed orgettine. La megalomania non ha limite di prezzo, per chi può.

Creato il 26 maggio 2012 da Slasch16

Per il segretario del Pdl Angelino Alfano quella proposta oggi “è la più grande modernizzazione del sistema istituzionale italiano. Dobbiamo fondare la Terza Repubblica, che non può fondarsi sulle alchimie della Seconda.
I tempi per la riforma, sostiene Berlusconi, sono maturi. “Bisogna profittare della prossimità della fine legislatura; della scadenza di un eccellente presidente Repubblica; e terzo della riforma della costituzione dalla prossima settimana in Senato. Ci sono i tempi, noi presenteremo l’articolato all’aula del Senato come emendamento”.
Per rendersi conto che è solo uno degli obiettivi che si proponeva la P2, raggiunti nella maggior parte grazie al popolo italiano che lo ha votato per vent’anni, basto osservare che anche in questa proposta, indecente, c’è la bugia in bella evidenza, il voltafaccia che prova la malafede.
Ha sempre detto delle bugie, le dice talmente convinto che ci crede anche lui e Montanelli , che lo ha avuto come editore per 15 anni lo ha descritto così:

“Silvio Berlusconi è un mentitore professionale: mente a tutti, sempre anche a se stesso, al punto da credere alle sue stesse menzogne”.
Una pulsione incontenibile e irrefrenabile, quella del presidente del Consiglio italiano verso la menzogna. Persino in Tribunale. Infatti, il 22 ottobre 1990, la Corte d’Appello di Venezia l’ha riconosciuto colpevole di aver mentito ai giudici sotto giuramento: “Il Berlusconi – si legge nella sentenza – deponendo avanti il Tribunale di Verona, ha dichiarato il falso, realizzando gli estremi obiettivi e soggettivi del contestato delitto”: cioè la falsa testimonianza, a proposito della sua iscrizione alla loggia massonica P2. Il reato, accertato, fu dichiarato estinto grazie a una provvidenziale amnistia approvata nel 1989.
Ricevuta alla mano della sua iscrizione alla P2 con la tessera 1816 ha negato l’evidenza.
La prova che anche questa volta mente spudoratamente, scusate la cacofonia, è in queste parole: della scadenza di un eccellente Presidente della Repubblica.
Ognuno di noi ha la sua opinione su Napolitano, massacrato da destra e da sinistra come piace all’italiano medio ed al suo populismo intrinseco che passa dall’adulazione all’impiccagione nello spazio di un mattino, ma tutti noi ricordiamo gli attacchi, vigliacchi e ripetuti che Berlusconi e la sua banda hanno messo in atto contro Napolitano, è perlomeno singolare che oggi diventi eccellente, all’improvviso e, forse, nel suo momento peggiore per la responsabilità che si è preso nell’affrontare la crisi economica affidandosi ad un uomo della finanza legato alla Goldman Sasch.
Sappiamo tutti che il presidenzialismo è un pallino della destra, Casini si è smarcato per sopravvivenza e Bersani come al solito, invece di invocare il rispetto per la Costituzione e la sua applicazione completa, mai avvenuta, pur di mostrarsi moderno risponde che non è un tabù ma non ci sono i tempi.
Non riusciamo ad eleggere i deputati che vorremmo, grazie al porcellum, ma vorrebbero darci la possibilità di votare l’uomo forte, quello solo al comando, con più poteri in nome della governabilità ed il centrosinistra si lascia cadere, in pieno, nelle sabbie mobili del regime.
Va tutto male, siamo rovinati, ma potremo votare direttamente il nostro duce guidati da una propaganda totale sgorgante come acqua di fonte da televisioni, giornali, radio e manifesti.
Già il grillismo non mi piace, per via dell’uomo (solo?) che fa e disfa o che fa e vorrebbe disfare, figuriamoci se posso essere d’accordo con l’ennesima furbata del piduista.
Per arrivare allo scopo e soddisfare la sua megalomania sarebbe disposto a spendere più di quello che ha speso per corrompere magistrati, testimoni, acquistare deputati e pagarsi concubine, puttane per i leghisti ed i semplici d’animo come me. Escort non rende l’idea per la mia generazione.
In questo gioco al massacro dove tutti fanno schifo, tutti sono ladri, tutti sono uguali, tutto è da demolire possibilmente con un nuovo capo unico e carismatico, voglio spendere due parole per la Magistratura.
Viene attaccata da tutte le parti, da destra e da sinistra, le si imputano tutte le colpe.
Persino la versione maschile della Santanchè, l’ ex vice direttore dell’Unità Piero Sansonetti, che interrompe e parla sopra gli altri, ha voluto dire la sua sulla magistratura.
Che la magistratura non sia intonsa l’abbiamo visto in episodi legati alla mafia, l’abbiamo visto con la sentenza che ha regalato la Mondadori a Berlusconi, l’abbiamo visto con Corrado Carnevale ed in tante altre occasioni ma, la Mogistratura, è l’unica che quando ha scoperto reati ha perseguito e condannato gli stessi magistrati.
Non mi risulta che la politica abbia fatto altrettanto.
Sul fatto, prettamente italiano, che i processi durino molto, troppo, più del necessario la maggior parte degli italiani ignora, o non ricorda, che al destra di governo ha promulgato centinaia di leggi per intralciarne, rallentarne, rendere impossibile il lavoro, come ci ha ricordato Travaglio, arrivando addirittura alla depenalizzazione dei reati che riguardavano il piduista, come il falso in bilancio.
Vogliamo dire qualcosa sulle scadenze in prescrizione? Ne cito solo uno, Andreotti, colluso con la mafia siciliana sottoposto a giudizio per associazione a delinquere, “reato concretamente ravvisabile fino alla primavera del 1980″  ed estinto per prescrizione.
I tempi sono talmente grami che la tentazione dell’uomo forte, l’uomo guida, il faro della giustizia e della democrazia prende sempre più piede, sia che esso sia un comico che si è dato alla politica, dello sfascio, o un ex cantante da crociera iscritto alla P2 che è arrivato a fare il Presidente del Consiglio per 15 anni su venti.
Se l’uscita dalla situazione disperata nella quale ci troviamo è questa se non sarà fascismo sarà un’evoluzione dello stesso.
Altro che potere trasferito al popolo, populismo puro, peronismo puro all’italiana. Quindi ancora peggio dell’originale.
Il piduista, Berlusconi tessera P2 N° 1816, non aspira più alla presidenza del consiglio, si accontenterebbe di fare il Presidente della Repubblica sempre che il suo partito gli chieda di candidarsi. Scilipoti, a nome del Movimento di responsabilità Nazionale, sarà tra i primi a proporlo come candidato.
Come se avesse chiesto ai dipendenti Mediaset chi è il padrone.
Cari italiani, cari compatrioti, come diceva Pertini. Restiamo uniti e vigili contro il terrorismo, gli anarchici, la mafia perdente, mentre loro portano a conclusione il progetto, tutti uniti corriamo a votare l’uomo solo al comando, il leader, il salvatore della patria.
Questo Pertini non l’avrebbe detto, ce lo dicono loro.



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