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La assurda sperimentazione dei tornelli sui bus smontata pezzo per pezzo

Creato il 24 giugno 2018 da Romafaschifo
La assurda sperimentazione dei tornelli sui bus smontata pezzo per pezzoInventarsi soluzioni nuove e inutilmente creative per problemi "vecchi" e che altrove si sono risolti da decenni è il modo più infallibile per non risolvere mai quei problemi. A Roma lo sanno bene, è una pratica in atto in città da sempre. 
Esempi? Si muore come mosche sulle strade Uh, cosa vogliamo fare? Come possiamo risolvere? Forse gli autovelox? Forse i dossi? O bisogna "fare cultura"? Peccato che l'incidentalità sia stata risolta dovunque con le ricette che tutti sanno. Ci sono i cartelloni abusivi. Come vogliamo fare? Li rimuoviamo? Facciamo un regolamento? Scriviamo un codice? Peccato che lo stesso problema l'abbiano risolto 20 anni fa dovunque, da Parigi a Napoli. E così via per tutti i problemi che uccidono Roma: non solo non vogliono risolverli, ma per non farlo inventano un teatrino di prese per i fondelli clamoroso fatto di dibattiti, discussioni, polemiche a mezzo stampa e immancabili sperimentazioni. A Roma si "sperimenta" tutto, qualche anno fa sperimentarono perfino il count down per il giallo pedonale ai semafori, una misura che esiste da sempre in tutto l'occidente evoluto. Qui si sperimenta. 

L'ultima folle sperimentazione sono i tornelli dentro ai bus. Avete capito bene: i tornelli. Una tecnologia che non ha cittadinanza in nessuna metropoli paragonabile a Roma (Londra, Parigi, New York) e che tutt'al più è sperimentata in qualche città italiana di provincia a puro scopo demagogico.

A Roma pur di non dire la verità a se stessi (ovvero che l'unico modo per eliminare la terrificante evasione sui mezzi pubblici è far bippare il titolo di viaggio all'ingresso controllati dall'autista), pur di continuare a scambiarsi clientele coi sindacati, pur di seguitare a utilizzare l'Atac come un bacino per raccogliere voti e denari e non come un'azienda che deve erogare servizi (solo a chi paga il corrispettivo), sono stati capaci di montare alcuni tornelli su alcuni autobus. Una sperimentazione probabilmente in realtà utilissima, non certo utile però ad abbattere l'evasione tariffaria (c'è chi parla di 120 milioni l'anno) bensì utile a poter dire "signori, abbiamo provato, ma avete visto che non si può!?". Come la "sperimentazione" dei controllori a bordo; come la "sperimentazione" dei funzionari che si trasformavano in pubblici ufficiali lanciati a controllare i biglietti e così via. Tutta fuffa, tutte prese in giro per chi ci casca.

Ma perché il tornello sui bus è una cretinata? Abbiamo provato a mettere giù qualche punto dispostissimi ad aggiungerne altri su vostro suggerimento, anche se davvero ci pare una perdita di tempo discutere ancora sul sesso degli angeli a questo livello. 

1. occupa spazio. Semplicemente occupa spazio. Il sistema occupa spazio. Spazio prezioso specie su alcune linee affollate. Tra l'altro chi entra può trovare il bus pieno e dunque stazionare sulla pedana pre-tornello così da non bippare e non entrare ma comunque usufruire del servizio. Ma in ogni caso quel tipo di apparecchio sottrae almeno tre o quattro posti-passeggero.

2. non permette una corretta evacuazione. Come si scappa in caso di bisogno (e ultimamente i bisogni sono stati notevoli sui veicoli Atac!)? Il sistema rende più facile o più difficile l'immediata evacuazione delle vetture? Secondo noi un po' più difficile

3. richiede più tempo per l'incarrozzamento. Anche solo i temi di apertura e chiusura tornello sono frazioni di secondo preziosissime nell'ottica di un aumento della velocità commerciale. Un conto è beggiare in ultra rapidità di fronte al conducente, un conto è aspettare che si apra e si chiuda il tornello, riprovare se ci sono dei malfunzionamenti ecc. Si aumentano il tempo di attesa alle fermate.

La assurda sperimentazione dei tornelli sui bus smontata pezzo per pezzo

4. costa molto per l'installazione. Un sensore per fare bip ha un costo, un catafalco con due braccetti ha un altro costo. Perché spendere di più quando in tutto il mondo si utilizza un altro modello? E' spiegabile questa scelta?

5. costa molto per la manutenzione. Tutti i tornelli Atac hanno dei problemi enormi di manutenzione, basta vedere la situazione delle metro. Spesso restano chiusi, spesso restano aperti, spesso sono fuori servizio, l'azienda non ha i soldi neppure per chiamare l'assistenza. E quale è la proposta? Implementare sulla flotta altre migliaia e migliaia di tornelli da manutenere? Che è una follia lo capisce anche un bambino.

6. non permette l'accesso a chi non deve avere titolo. E se salgono forze dell'ordine? E se sale qualcuno ha ha comprato il titolo di viaggio dal telefonino? E se salgono delle persone non dotate di titolo di viaggio ma comunque titolate a viaggiare? Cosa succede? Chi aziona l'apertura del tornello? Quanto tempo si perde? 

La assurda sperimentazione dei tornelli sui bus smontata pezzo per pezzo

Ma non dovrebbe essere normale!?

7. il sistema funziona solo perché i tornelli sono presidiati da due controllori e la porta di uscita da un vigilantes. Sembra una barzelletta ma è proprio così. E' semplicemente ovvio che una volta eliminati questi soggetti si tornerà ad una situazione per cui (come in molte stazioni della metro) la presenza del tornello diventa assolutamente pleonastica. Si passa sotto, si passa sopra, si entra dall'uscita, ci si accoda a chi paga facendo il trenino e così via. Tanto il conducente non è incaricato di fare nulla per cui possono pure spaccare un tornello ogni fermata e lui è autorizzato a fregarsene così come è autorizzato a fregarsene se qualcuno entra dall'uscita, se qualcuno fa trenino, se qualcuno gli intima "aprime er tornello sinnò te gonfio". Dunque delle due l'una, o metti migliaia di persone su ogni bus a controllare i tornelli facendo esplodere un costo del personale già esploso oppure implementi un sistema che non funziona. 

8. la proposta non coinvolge minimamente l'autista. Il conducente Atac continua a fregarsene, in questo modo, delle sorti del suo autobus. Non è coinvolto. La cosa non riguarda lui. Se la gente che sta dentro ha pagato o meno non lo tange, non gli importa. Questo a differenza tra i sistemi più evoluti in questo senso come quello di Londra o quello di New York dove il guidatore è dominus della situazione, autoritario e soprattutto autorevole. E pensare che Il Fatto Quotidiano ha titolato "finalmente a Roma il Modello Londra" e giù tremila e passa condivisioni. Ma quale modello Londra e modello Londra? Nulla di più distante. 

9. il sistema non prevede videosorveglianza. Il funzionamento impeccabile del sistema londinese si basa proprio su questo. Quando entri sul bus hai un riconoscimento facciale che levete! Hai una telecamera cctv puntata in faccia che ti fa molto passare la voglia di  fare lo spaccone, idem su tutto il resto del bus. Ogni angolo è videosorvegliato e ogni eventualmente sinistro o malversazione ha i suoi colpevoli facilissimamente individuabili. Questo è l'investimento tecnologico da fare, non i braccetti del tornello stile anni Sessanta. Ma la nostra sperimentazione di videosorveglianza non parla...


E tutta questa presa in giro viene dopo fior di conferenze stampa dedicate alle digitalizzazione dell'azienda e alle "nuove tecnologie". E poi debuttano col tornello, una tecnologia del 1958, mentre a Londra o a Milano hanno implementato ormai la carta di credito contact less: praticamente non esiste neppure più il concetto stesso di biglietto, entri nei mezzi sfiori il sensore col portafoglio, ti riconosce la carta di credito in modalità sfioro e hai pagato. Fine. 

L'unico metodo conosciuto al mondo per far pagare l'utilizzo degli autobus urbani è il seguente:
-il bus ha due porte
-il bus si ferma in fermata
-il bus incarrozza solo dalla porta davanti (quella dietro non può essere utilizzata per salire in alcun modo)
chi entra bippa il proprio abbonamento o carta di credito sul sensore e va avanti
-in caso di anomalie (passeggeri che entrano dalla porta di dietro o passeggeri che non bippano) l'autista è obbligato a spengere il motore del mezzo e a non ripartire finché tutti non hanno ottemperato
Fine. 
Questo si fa a Londra, si fa a New York, ora si fa perfino a Roma grazie alle scelte di Cotral. Ma Atac non può, Atac non si tocca, i conducenti Atac si rifiutano categoricamente di fare quel che fanno tutti i loro colleghi nel mondo. Se li obblighi nun te votano più. E per salvare la faccia bisogna inventarsi le sperimentazioni. 
Intendiamoci bene: la linea politica data dal Comune è stata ottimale eh. Cioè il Comun e ha detto all'Agenzia per la Mobilità qualcosa tipo: "la gente che sale sul bus deve avere il biglietto, chi non ce l'ha non deve entrare". Poi però si è passati all'implementazione e l'Agenzia per la Mobilità, con una scelta imperdonabile e che l'amministrazione non dovrebbe perdonare, ha inventato un catafalco mai visto e ridicolo contribuendo solo a far nuova confusione e a perdere nuovo tempo. 

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