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La belle epoque

Creato il 08 maggio 2020 da Kelvin

titolo originale: LA BELLE EPOQUE (FRANCIA, 2019)
regia: NICOLAS BEDOS
sceneggiatura: NICOLAS BEDOS
cast: DANIEL AUTEUIL, FANNY ARDANT, GUILLAUME CANET, DORIA TILLIER, PIERRE ARDITI
durata: 112 minuti
giudizio:
Victor, vignettista fallito in crisi con la moglie, decide di spendere tutti i suoi (pochi) soldi per affidarsi a una speciale agenzia che mette in scena ricostruzioni storiche personalizzate: il suo desiderio è di rivivere un giorno preciso della sua vita, esattamente il 16 maggio 1974, il giorno in cui incontrò Marianne, la sua futura moglie, in un bistrot di Lione.


LA BELLE EPOQUEE' facile di questi tempi abbandonarsi alla nostalgia, al dolce sapore dei ricordi. Ricordi di un mondo fatto di "normalità" e certezze, di vita sociale, di condivisione. Il passato rimane sempre un porto sicuro dove rifugiarsi in tempi di crisi, vuoi per un virus malvagio che ci obbliga alla clausura vuoi per un presente infelice, specie per chi non è proprio portato ai cambiamenti.
Lo sa bene Antoine (Guillaume Canet), spregiudicato venditore di sogni che offre ai suoi clienti la possibilità di rivivere momenti felici, ovviamente su richiesta. Non è fantascienza e non ci sono macchine del tempo: Antoine è una specie di regista di reality-show che dietro lauto compenso assolda attori e maestranze per ricostruire maniacalmente scenografie personalizzate per persone desiderose di fare un tuffo nel passato: c'è chi sogna di bere un bicchiere con Hemingway, chi di sabotare una riunione di nazisti e cambiare il corso della storia, chi di rincontrare e riabbracciare un padre morto troppo presto, anche solo per finta...
E c'è chi come Victor (un Daniel Auteuil al solito strepitoso), vignettista sessantenne disoccupato, depresso, in rotta con una moglie ancora avvenente e mondana (Fanny Ardant), poco incline alla malinconia e ben attaccata invece ai piaceri terreni, desidera ardentemente fuggire dal presente amaro a cui si è ormai rassegnato per tornare indietro di quasi cinquant'anni, esattamente al 16 maggio 1974, il giorno in cui lui, all'epoca scafato playboy bohemienne, incontrò proprio la sua Marianne, ragazzina disinibita e desiderosa, ai tempi, solo di amore e passione. Erano anni felici e pure loro erano felici, oltre che giovani, scavezzacolli, un po' incoscienti e follemente innamorati. Così, Victor rompe il salvadanaio con gli ultimi spiccioli rimasti per immergersi di nuovo nella sua Belle Epoque, disconnettendosi dal mondo. Marianne ovviamente non apprezza e lo caccia di casa, oltretutto tradendolo con il suo ex datore di lavoro, cioè colui che lo ha licenziato (sic!).
LA BELLE EPOQUEMa a Victor poco importa. In fondo la donna con cui sta adesso, quella che va a letto con un visore 3D agli occhi per non degnarlo di uno sguardo, che lo trascina a noiosissime serate glamour piene di insopportabili fighetti snob, che lo maltratta per la sua scarsa attitudine alla tecnologia, da tempo non è più sua moglie. La "sua" Marianne, quella vera, la incontra ogni sera a caro prezzo presso gli studi cinematografici di Antoine, interpretata da una attrice bellissima e identica a lei da ragazza (Dora Tillier) nonchè compagna di vita poco felice dello stesso Antoine e anche lei parecchio incasinata. Inutile dire che Victor se ne innamorerà perdutamente, arrivando ben presto a confondere realtà e fantasia, sopraffatto dai dolci ricordi passati.
LA BELLE EPOQUE
E' un film meraviglioso, La Belle Epoque. Nel senso letterale del termine: un film in cui la Meraviglia è soprattutto la nostra, quella che riesce a farci stupire e trepidare per un film che non racconta assolutamente niente di nuovo, ma lo racconta benissimo. E' la tecnica del metacinema, il cinema dentro il cinema, vecchia quanto il cinema stesso, che ci travolge con la sua magia. Il cinema è sogno, immaginazione, trasfigurazione: quello che il regista Nicolas Bedos pare volerci dire è che la vita può essere più bella se la affrontiamo come fosse un film... l'importante è rimanere "vergini", non farsi sopraffare dalle brutture del mondo e non recitare mai una parte per adeguarsi ai cambiamenti di facciata. Solo restando noi stessi e predisposti all'entusiasmo si trova la forza per andare avanti, per non darla vinta al (quasi) inevitabile cinismo dell'età matura.
LA BELLE EPOQUEDel resto, come diceva il guascone Gassmann al timido Trintignant ne Il Sorpasso, "l'età più bella è quella che uno c'ha..." Il problema è che nella vita non è sempre facile ricondurre tutto a un film, e il rischio di rassegnarsi al presente è davvero tanto. Forse sarò io quello fissato, eppure non posso fare a meno di pensare che la "bolla" in cui si rifugia Victor, l'universo parallelo che gli offre protezione e lo fa rifiorire, non è poi tanto diverso da quello di Kris Kelvin in Solaris: proprio come nel capolavoro di Tarkovskij, infatti, il protagonista ritrova i suoi affetti in una finta dimensione. Victor sa che la "sua" Marianne non è quella vera, esattamente come Kelvin si innamorava dell'ologramma di sua moglie, e sa bene che lei può vivere solo lì, dentro una scenografia di cartongesso. Ma vale la pena spendere una vita intera per rifugiarsi in un'illusione?
La Belle Epoque è una commedia adorabile e raffinata sui paradossi dell'amore, francesissima e ruffiana. Un film incantevole, delicato, che vi segnerà nel profondo più di quanto pensate. E le risposte ve le darete da soli, in base alla vostra indole.

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