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La Biblioteca di El Greco, in mostra al Museo del Prado, per i 400 anni dalla sua morte

Da Rottasudovest
Nell'ambito delle celebrazioni per i 400 anni dalla morte di El Greco, in corso a Toledo e a Madrid,  il Museo del Prado di Madrid ha inaugurato ieri una bella mostra, organizzata con la collaborazione della Biblioteca Nacional e sintetizzata con una frase efficace dal direttore del Museo, Miguel Zugaza: "A Toledo ci sono le mani di El Greco, qui abbiamo il cervello" La mostra madrilena, aperta fino al 29 giugno 2014, si intitola La Biblioteca del Greco ed espone le decine di libri che hanno accompagnato il pittore durante la sua vita, aiutandolo a creare la sua originale poetica. E' un modo curioso e originale, per approfondire la conoscenza del Greco: si conoscono così le sue passioni personali, i suoi interessi privati, la sua idea di arte e di religione. C'è molta cultura classica nella sua biblioteca: non solo libri di arte, ma anche retorica, filosofia, storia, matematica. Ci sono libri in numerose lingue: greco, latino, italiano, spagnolo ("una lingua in cui si esprimeva con qualche difficoltà, come dimostrano le sue annotazioni" dicono i curatori della mostra). L'esposizione è divisa in cinque sezioni. La prima è dedicata ai padri greci, perché El Greco fu sempre orgoglioso di essere figlio di Senofonte, Omero, Plutarco, Aristotele (curiosamente, nella sua biblioteca c'erano tre libri di Aristotele, ma nessuno di Platone, nonostante sia sempre stato considerato esponente del neoplatonismo). Oltre all'ammirazione per i grandi padri della cultura del suo Paese, c'era quella per Alessandro Magno, mecenate, oltre che conquistatore, e per questo apprezzato dal Greco.
La seconda sezione ricorda gli anni italiani, fondamentali per la sua evoluzione di artista: Le vite di Vasari, con le biografie degli artisti da lui tanto ammirati, e vari libri di Arriano, Petrarca e Tasso costituiscono la sua biblioteca di quel periodo (e grazie alla tecnologia, è possibile sfogliare digitalmente il Trattato di Vitruvio, con le annotazioni del Greco). Tra le altre sezioni ci sono quelle dedicate alle collezioni di stampe e immagini religiose del pittore greco. Colpisce il suo interesse per l'architettura: "Per un trattato di pittura, ne aveva quattro di prospettiva" ha commentato Javier Docampo, uno dei curatori della mostra. Nelle sue annotazioni si nota il suo interesse per il dibattito artistico in corso in Italia, dall'antipatia per Michelangelo alla simpatia per Palladio, dalla sua preferenza per i pittori veneziani su quelli fiorentini. A completare la mostra, cinque dei suoi quadri custoditi dal Museo del Prado. Dopo aver visitato le grandi mostre in corso a Toledo per ricordare i 400 anni dalla morte dell'artista, non può mancare questa mostra, che ricostruisce i suoi interessi intellettuali, senza i quali non ci sarebbe stata la sua pittura.


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