La Biochimica Dell'Amore

Da Dimasi


Le neuroscienze e la biochimica hanno da tempo scoperto che l'innamoramento deriva dal rilascio continuo di sostanze particolari chiamate neurotrasmettitori. In questo caso specifico quelli coinvolti sono la dopamina e l'ossitocina (per le donne) e la vasopressina (per gli uomini). Quando invece l'innamoramento sfiorisce per lasciare spazio al sentimento che comunemente chiamiamo amore il nostro cervello produce una certa quantità di serotonina ogni volta che vediamo o parliamo o pensiamo all'amato/a. Il sistema dopaminergico coinvolto in modo massiccio nell'attrazione sessuale e nelle prime fasi di attrazione ed innamoramento è paradossalmente lo stesso su cui agiscono gli stupefacenti in genere, ovvero in un sistema noto come "sistema di ricompensa". E' lo stesso sistema che entra in azione quando abbiamo fame, soprattutto se dobbiamo aspettare molto per mangiare, quando finalmente iniziamo a farlo proviamo quel senso di soddisfazione che pervade il nostro intero organismo, sentendoci improvvisamente "sazi", ma sazi non solo di cibo ma pure dal punto di vista emotivo. Questa è anche una delle ragioni per cui molte persone, quando hanno delusioni d'amore, sfogano sul cibo il loro dispiacere: per stimolare il "sistema di ricompensa", per tentare di "riempire" uno spazio lasciato vuoto. Quindi l'amore e l'attrazione non sono altro che reazioni biochimiche cerebrali dovute ad informazioni provenienti da olfatto, vista, tatto e da tutte le informazioni ricevute dal mondo esterno.  Ora, per uscire da una tossicodipendenza, oltre a tutta una serie di modifiche comportamentali, serve del tempo (che può variare tra uno e due anni) per permettere al cervello di ripristinare il funzionamento del "sistema di ricompensa", poiché non ricevendo più regolarmente l'apporto di sostanze che stimolano il rilascio si dopamina, esso deve letteralmente reimparare a produrle da solo e soprattuto reimparare in quali momenti esse vanno prodotte. Non per nulla uno dei problemi più grandi riscontrati nelle comunità riguarda proprio la questione dell'amore. I ragazzi e le ragazze che fanno un percorso comunitario si innamorano di continuo, e spesso senza neppure rivolgere la parola alla persona di cui si dicono innamorati. La ragione deriva dallo stesso sistema che, privato delle sostanze, tenta di recuperare la sua attività e si autostimola per riempire un senso di vuoto. e siccome l'attrazione utilizza lo stesso sistema, la persona prova spesso attrazioni anche molto forti che però raramente durano molto. Anche la perdita di una persona amata crea un "blocco" nel sistema di ricompensa e del rilascio sia di dopamina sia di serotonina, e questo provoca quella nota sensazione di avere perso qualcosa, di avere in sé una voragine, un buco incolmabile. Tra le reazioni più tipiche ricordo il già citato ricorrere al cibo, soprattutto cioccolato poiché in esso vi è una sostanza che stimola il rilascio di serotonina, l'alcol, che interferisce con lo stesso sistema deprimendo il sistema nervoso centrale e quindi placando il senso di vuoto, oppure il sesso sfrenato che segue il detto "chiodo schiaccia chiodo", detto per nulla stupido in quanto l'atto sessuale rimette in circolo esattamente le sostanze che sono venute a mancare. Eccoci qui. L'amore denaturato, filtrato, ricomposto e rivestito in un contesto biochimico. Stimolo, risposta, reazione.  Eppure, anche se la sensazione dell'amore deriva solo dal rilascio di neurotrasmettitori, in esso non si può negare che esiste qualcosa di più profondo.  L'eroina viene spesso descritta come la droga che provoca un orgasmo emotivo. E lo posso confermare. E' per questo che frega molte persone, perché in una frazione di secondo riempie tutti i vuoti, tutte le mancanze, e se si è giovani diventa un metodo supremo per riempire tutte le mancanze tipiche dell'età e delle problematiche adolescenziali. Ma avendo anche provato l'amore, provato l'orgasmo perfetto, posso dire che in confronto l'eroina è un farmaco da banco. Quindi, da qualche parte, esiste un anello mancante. E spero che questo anello non venga mai scoperto, che resti un mistero perché non riusciamo a controllare l'amore, perché anche quando vorremmo disfarcene non riusciamo a farlo, perché quando siamo innamorati facciamo le cose più stupide del mondo. Scoprilo rovinerebbe la nostra intera esistenza come esseri umani, perché so già che in pochissimo tempo inventerebbero una specie di vaccino. Ed io non voglio essere vaccinata. Mai, nemmeno ora, nemmeno con tutto il dolore che provo vorrei che qualcuno m'iniettasse un antidoto. Perché anche nella sofferenza, anche nel senso di vuoto totale che la mancanza della persona amata suscita, l'amore resta il sentimento più bello e nobile che io conosca. Neurotrasmettitori o meno.