La breve primavera di Akhenaton

Creato il 10 marzo 2013 da Kimayra @Chimayra

Ritratto di Akhenaton

Il faraone Amen-hotep IV, più noto come Akhenaton, è stato ritenuto da molti studiosi il fondatore del monoteismo, del culto della luce, al quale tutti i monoteismi successivi si sarebbero riferiti e collegati.
In un documento datato al regno di Ramses II, invece, Akhenaton viene apertamente definito "il caduto di Amarna", giungendo addirittura a non farne mai il nome. Il pensiero del faraone eretico, infatti, era molto lontano dal pensiero dell'egiziano medio dell'epoca. Archeologi e studiosi posseggono diversi documenti relativi al regno di questo affascinante monarca, ma sono tutti piuttosto frammentari e risulta, pertanto, difficile ricomporre un'immagine rispondente il più possibile al vero di questo regnante. Questa difficoltà è essenzialmente riconducibile ad una sorta di damnatio memoriae che colpì inesorabilmente la figura ed il periodo storico in cui visse Akhenaton. Talmente fu radicale questa volontaria "dimenticanza", che per gli antichi Egizi era come se il periodo di Akhetaton, la città costruita per volere di Akhenaton, non fosse mai esistito. L'ultimo sovrano egizio realmente riconosciuto della XIX Dinastia, dunque, per gli Egizi fu Amen-hotep III (1387-1348 a.C.), padre di Akhenaton. A lui sarebbe succeduto direttamente l'ex generale Horemheb.
Ma cos'è che rende Akhenaton così pericoloso? Innanzitutto il fatto che la "rivoluzione religiosa" proviene, in questo frangente, proprio dai vertici del potere dell'antico Egitto. Questa rivoluzione coinvolge e muta aspetti fondamentali della vita dell'Egitto, un Paese non in crisi ma, al contrario, al culmine del suo splendore, della sua grandezza e della sua potenza.

Amen-hotep III

Akhenaton è figlio di Amen-hotep III e della regina Teye. Sale al trono dopo che suo fratello maggiore, Tuthmosis, muore prematuramente. Il suo nome di nascita è Amen-hotep IV. Nel secondo anno di regno prende in moglie una principessa del Medio Egitto, Nefertiti dalla quale ha sei figlie.
Durante i primi anni di regno, Amen-hotep IV risiede a Tebe e non vi è nulla di importante da rilevare. L'improvviso cambiamento avviene tra il quinto ed il sesto anno. Amen-hotep IV abbandona il suo nome di nascita per adottare quello di Akhenaton ("Colui che giova all'Aton"). E già questo è un atto rivoluzionario perché, secondo le credenze magiche e religiose dell'antico Egitto, il nome è strettamente collegato alla persona che lo porta. Akhenaton, cambiando nome, dichiarava esplicitamente di voler rinunciare al suo passato e di porre l'Aton al centro della sua esistenza e del suo credo religiosa. Non solo: Akhenaton, il faraone, si pone al centro della rivoluzione religiosa.
Proprio in questi frangenti, il faraone sceglie una località del Medio Egitto, sulla riva destra del Nilo, per edificarvi la sua città. Delimita l'area con stele confinarie e battezza la città Akhetaton, "L'Orizzonte di Aton" (l'attuale Tell el-Amarna). Qui Akhenaton costruidvr nuovi templi per il suo dio ed una nuova necropoli reale.

Rovine di Akhetaton (Tell el-Amarna)

Ad Akhetaton si elabora una nuova forma di arte, si raffina la teologia e si pongono le basi per una nuova teologia, il tutto tra il sesto ed il dodicesimo anno di regno di Akhenaton. Ad Amarna gli archeologi hanno ritrovato una parte dell'archivio del ministero degli esteri egiziano. Esso conteneva la corrispondenza in babilonese, che era la lingua ufficiale della diplomazia internazionale, con sovrani grandi e piccoli del Vicino Oriente. L'archivio restituisce, inoltre, un'immagine un pò meno pacifica di quanto pensiamo del regno di Akhenaton: contiene l'attestazione di una spedizione militare in Nubia.
L'arte, aspetto significativo della rivoluzione amarniana, presenta un'innovazione davvero interessante: per la prima volta gli artisti escono dall'anonimato e firmano le loro opere. Così Bek, lo scultore che aveva ascoltato, a suo dire, la dottrina del sovrano, scolpendo le statue relative ai primi anni del suo regno, caratterizzate da crani allungati, volti con accentuato prognatismo, arti sottili che hanno fatto pensare, ai medici nostri contemporanei, che la famiglia di Akhetaton soffrisse di qualche raro e terribile morbo che ne rendeva deforme l'aspetto. Ad Akhetaton è stato trovato anche l'atelier di un altro scultore, Thutmosi, che conteneva alcune opere di grande valore, tra cui il busto della regina Nefertiti, che oggi si trova al Museo di Berlino. Thutmosi non rinnega la sperimentazione avviata da Bek, ma la "corregge" con una visione più moderata del nuovo stile amarniano.

Nefertiti

Nel dodicesimo anno di regno Akhenaton festeggia la sua ascesa al trono con una festa alla quale convengono diverse delegazioni straniere. Alcuni studiosi ritengono che questa festa sia giustificata dalla fine della coreggenza con il padre, Amen-hotep III.
Tra il tredicesimo ed il diciassettesimo anno di regno la famiglia di Akhenaton è funestata da una serie di lutti: due delle principesse reali morirono improvvisamente e Nefertiti, la Grande Sposa Reale, sembra sparire dai documenti ufficiali.
Il periodo che segue la morte di Akhenaton è estremamente complesso, dal punto di vista storico. Alcuni studiosi ritengono che a succedere al faraone eretico sia stata una delle figlie superstiti, Meritaton. Ma è solo con Tutankhaton, che in seguito assumerà il nome di Tutankhamon con il quale è comunemente conosciuto, che le sorti del trono dei faraoni escono dalle nebbie.

La mummia di Tutankhamon

Il faraone fanciullo, che si ritiene figlio di Akhenaton e di Nefertiti, cambiò il suo nome forse in seguito all'intervento del sacerdote Ay, destinato a salire al trono dopo la morte del ragazzo. Del periodo che va dalla morte di Akhenaton al regno di Tutankhamon, si sa ben poco. Sicuramente il faraone eretico è sepolto nella necropoli di Akhetaton, scavata nella catena di colline che circondano, ad est, l'area della città. In seguito il suo corpo viene trasferito a Tebe e custodito in un sarcofago femminile per essere inumato in una tomba non costruita per alloggiarlo: la KV55, sulla quale sono stati versati fiumi di inchiostro da parte di egittologi ed archeologi.
Nel sarcofago è stato rinvenuto uno scheletro che, è stato appurato, appartenne ad un uomo di 25-27 anni di età, era forse Akhenaton? Se ciò fosse vero, si spiegherebbe come mai la cerimonia di "presa del potere" si realizzò piuttosto tardi, rispetto all'affiancamento al trono da parte del giovane faraone. Dunque i primi anni di regno di Akhenaton sono anche degli anni di transizione, in cui il faraone perviene alla rivoluzione amarniana grazie ai funzionari di suo padre. Non vi sono fratture tra il regno di Akhenaton e quello di suo padre, ma continuità.
Akhenaton, all'inizio del suo regno, rompe, però, definitivamente con il centro di potere che, all'epoca, era rappresentato dai sacerdoti di Amon. La religione dell'Aton è, a buon diritto, considerata da tutti gli studiosi una religione del Sole colto nel suo massimo splendore, una religione della luce.

Il tempio di Amon a Karnak

Per meglio comprendere come il faraone fosse pervenuto alla formulazione di questa dottrina rivoluzionaria, bisogna ricordare il regno di Thutmosis III (1479-1424 a.C.), arrivato al potere dopo un lungo periodo di regno della sua matrigna Hatshepsut. Thutmosis III compie diverse spedizioni per rendere sicuri i confini dell'Egitto. Le sue vittorie consentono all'Egitto di incamerare notevoli bottini che, però, il faraone deve dividere con il clero di Amon che aveva contribuito alla sua salita al trono. Questo, nel tempo, permette ai sacerdoti del culto della principale divinità egizia di accumulare, oltre ai notevoli tesori, anche un grande potere. Alcuni sacerdoti, tra l'altro, diventano addirittura visir, carica che, normalmente, è detenuta da un privato e che corrisponde a quella di "primo ministro" nelle moderne costituzioni.
Il dio Aton compare durante la parte finale del regno di Amen-hotep III, padre di Akhenaton. Si tratta di un'alternativa al dio Amon e, soprattutto, al suo clero. Proprio al regno di Amen-hotep III risalgono le statue che raffigurano in faraone in proporzioni gigantesche (i colossi di Memnone, per esempio), che voleva essere una riaffermazione del predominio del faraone rispetto all'onnipotente clero tebano che ne stava offuscando il potere e la figura.

La famiglia di Akhenaton

In questa luce il trasferimento della capitale imperiale da Tebe ad Akhetaton è un vero e proprio smacco per il clero di Amon, al quale segue la decisione di cancellare nome ed immagini di questo dio in tutto l'Egitto. Lo scontro tra i due poteri dello stato si trasforma in vera e propria lotta religiosa: Akhenaton diffonde il suo credo in ogni aspetto della vita del Paese. Purtroppo, però, il piano elaborato dal giovane faraone è privo di qualsiasi base politica e destinato ad un repentino fallimento, un fallimento molto opportuno per il clero tebano.
Akhenaton, comunque, compie la sua riforma religiosa e dopo di lui le cose, inevitabilmente, non potranno essere nel segno di una continuità con il passato, ma dovranno tener conto di quella parentesi che molti - compreso lo stesso faraone Ramses II - riterranno delirante ed illusoria. La contrapposizione dell'Aton ad Amon è più politica che religiosa ed è utile sottolineare che, durante l'effimero regno di Tell el-Amarna, la vecchia religione non si è mai spenta. Sono state ritrovate tracce di culti diversi da quello dell'Aton in molte case di Tell el-Amarna.
La fine del monoteismo religioso e della rivoluzione di Amarna si completa con la restaurazione seguita alla sua morte: suo figlio Tutankhaton muta il proprio nome in Tutankhamon e, alla sua morte, salgono sul trono faraonico, personaggi legati all'ambito militare e completamente estranei alla dinastia fino ad allora regnante.

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