La Bruschetta Corsa e...gli infiniti spazi siderali!!!!!

Da Damt

Di Daniela

da qui

Questa estate, sul finire, ci ha regalato una notizia, passata quasi sotto silenzio, che invece ho trovato molto emozionante. Nel 1977 la NASA lanciò nello spazio una sonda spaziale chiamata, non a caso, Vojager I, con lo specifico scopo di passare vicino ai due giganti del sistema, Giove e Saturno e poi abbandonare il sistema solare, portando in se un messaggio inciso su un disco dorato, che dovrebbe presentare, ad un eventuale popolo alieno, la vita sulla terra, seppure la vita del 1977 :-)

 

Nel corso di questi 36 anni la navicella ha girovagato, per così dire, per il sistema solare, avvicinando i pianeti ed inviandoci, come la gemella vojager II (ma con orbita diversa), immagini incredibili e bellissime, riprese da distanze molto ravvicinate e quindi più dettagliate rispetto a quelle ottenute in precedenza....

Questa per esempio è Io, la luna di Giove, che si è scoperto essere vulcanica,

questa, invece, la grande macchia rossa di Giove, oggetto di studi approfonditi

 e questo il suo anello, di cui si ignorava l'esistenza, 

mentre questi

sono quelli di Saturno (vojager 2) e questo

è Nettuno, con le sue incredibili enormi tempeste con venti che raggiungono 1.500 miglia all'ora, i più intensi venti nel sistema solare (macchie scure) e le sue macchie bianche, nubi nella sua atmosfera.

Ebbene quest'anno e precisamente poche settimane fa, il 25 agosto, si è saputo che la Vojager I è riuscita a varcare gli "angusti" confini del nostro sistema solare per vagare tra gli altri sistemi planetari della nostra galassia.

foto da qui e qui

E' emoziozionante... lo spazio inesplorato, senza confini...impensabile! Fra le stelle! Sappiamo già che, data la scarsissima potenza delle sue batterie al plutonio, quando sarà a 25 miliardi di km dalla terra, approssimativamente nel 2025, perderemo il suo segnale. La speranza di chi l'ha concepita, con una tecnologia che oggi farebbe sbellicare dalle risa uno smartphone qualunque, è quella che una qualche nave aliena si trovi prima o poi davanti questo piccolo oggetto e riesca a ricavarne informazioni che spingano i suoi abitanti a cercar di comunicare con noi.

Certo, se decidessero di risponderci, probabilmente considerandoci trogloditi ci parlerebbero in un modo così elementare, che non comprenderemmo neppure... Ma tanto, come fa osservare in un suo articolo V. Sabadin, "la sonda impiegherà 40.000 anni per arrivare in un altro sistema planetario e in quell'epoca gli esseri umani non ricorderanno nemmeno più che una volta esistevano nastri a 8 piste e grammofoni a 16 giri". Certo, questo se ci saremo ancora e se ricorderemo di aver spedito, nell'immenso universo, una piccola scatola di latta con dentro vecchie notizie di noi.....

foto da qui

Da amante della fantascienza non posso non ricordare, a questo proposito, la trama di Star Trek: The Motion Picture... una sonda Vojager (V'ger) ne era protagonista... e si ritrovava sulla strada dell'Ammiraglio Kirk e... Vabbè, ma questa è un'altra storia :-)

 

Un utimo pensiero legato a questa foto: nel 1990 Voyager 1 è voltato verso la Terra e le sue telecamere hanno ripreso questa immagine del nostro pianeta, da 3,7 miliardi miglia di distanza. Le bande di colore sono il risultato della dispersione della luce solare attraverso l'obiettivo. La Terra appare come un puntino blu all'interno della banda di luce rossa a destra nell'immagine. Quella che segue è la riflessione di Carl Sagan astronomo, divulgatore scientifico, autore di fantascienza statunitense e uno degli ideatori del golden record, nel guardarla.

“Our posturings, our imagined self-importance, the delusion that we have some privileged position in the Universe, are challenged by this point of pale light. Our planet is a lonely speck in the great enveloping cosmic dark. (I nostri atteggiamenti, la nostra immaginata auto-importanza, l'illusione che abbiamo di avere una qualche posizione privilegiata nell'Universo, sono sfidate da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta non è che un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico).” 

Null'altro da aggiungere.

Bruschette Corse 

Da Emilia Valli, 100 ricette con la frutta. Newton&Compton ed.

Ingredienti

300 gr di fichi freschi (del mio albero)

4 acciughe salate

2 cucchiai di parmigiano grattugiato

2 porri (cipolline fresche dell'orto per me)

un filone di pane raffermo (o pane azzimo in alternativa)

1 cucchiaio di olio

sale e pepe

 

Affettate il pane, tagliandolo a fette un po' diagonali; sistemate queste fette su di una griglia e fatele tostare in forno scaldato a calore medio (r riscaldate dei rettangoli di pane azzimo). Sbucciate intanto i fichi, fateli a pezzi e raccoglieteli in una grande ciotola. Pestateli con un mestolo di legno o con una forchetta e riduceteli in crema; quindi incorporatevi il formaggio e l'olio, un pizzico di sale e uno di pepe. Pulite le acciughe: raschiatele per dissalarle, diliscatele e salatele; poi spezzettatele.

 

Quando le fette di pane saranno dorate, levatele dal forno e spalmatele con la crema di fichi. Sistematele su un vassoio e cospargetele di pezzetti di acciughe e di anelli sottili di porro (o, nel mio caso di sipolline fresche), spolveratevi del pepe macinato al momento e servite subito.

Non avrei mai pensato potessero essere così...intriganti! Eccellenti, fresche e originali.

Buona giornata

Dani 


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