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La Bussola d’Oro di Philip Pullman

Creato il 02 ottobre 2019 da Anncleire @anncleire
La Bussola d’Oro di Philip Pullman "Tutti siamo soggetti al fato. Però tutti dobbiamo agire come se non lo fossimo" rispose la strega, "o morire di disperazione. C'è una strana profezia riguardo a questa bambina: il suo destino è di provocare la fine del destino. Solo che deve farlo senza sapere quel che fa, come se il farlo procedesse dalla sua natura, e non dal suo destino. Se le viene detto quel che deve fare, tutto fallirà: la morte spazzerà tutti i mondi; sarà il trionfo della disperazione, per sempre. Tutti gli universi, tutti quanti, diverranno nient'altro che dei meccanismi interconnessi, ciechi, vuoti di pensiero, di sentimento, di vita..."

"La Bussola d'oro" è il primo capitolo della trilogia " Queste Oscure Materie" di Philip Pullman ed è pubblicata in italiano da Salani. Sono anni che mi dico che dovrei leggerlo, che mi ripetono che è una delle pietre miliari del fantasy, un tassello imprescindibile nella libreria di ogni lettore. Sono anni che la gente mi ripete che questo è uno dei suoi libri preferiti. E ora complice la prossima uscita della serie tv per HBO e BBC, ho organizzato un Read Along, il #PABLyraRA, per recuperare e potevo farlo prima, forse.

Lyra ha undici anni, vive al Jordan College di Oxford, non lontano da Londra, Inghilterra; ma il mondo di Lyra è ben diverso dal nostro: oltre l'Oceano c'è l'America, dove lo stato più importante si chiama Nuova Francia, giganteschi orsi corazzati regnano sull'Artico e lo studio della natura viene chiamato "teologia sperimentale". Soprattutto, dove ogni essere umano ha il suo daimon: un compagno, una parte di sé di sesso opposto al proprio, grazie al quale nessuno teme la solitudine. Il mondo di Lyra attraversa un periodo critico: nella luce misteriosa dell'Aurora Boreale cade una Polvere di provenienza ignota, dalle proprietà oscure. Uomini di scienza, autorità civili e religiose se ne interessano e ne hanno allo stesso tempo paura, ma Lyra l'intrepida si trova al centro di questi intrighi, intuisce segreti pericolosi e inquietanti, perciò decide di andare alla ricerca della verità grazie all'aiuto di uno stranissimo strumento "scientifico", una sorta di bussola d'oro, un aletiometro che serve appunto a misurarla. In questo libro-mondo Philip Pullman traccia un'allegoria della condizione umana, densa di forza e bellezza, che riesce a proporre in un'avventura mozzafiato e in una lussureggiante molteplicità di toni i grandi temi della riflessione filosofica, riuscendo a far vibrare le nostre corde più profonde e a rinnovare in noi i grandi interrogativi fondamentali.

Era diverso tempo che non prendevo in mano un fantasy, in cui non immergevo in un mondo nuovo, con regole a sé stanti, elementi paranormali e personaggi che devono compiere un percorso di formazione. Il libro di Pullman infatti è un viaggio fisico e spirituale in cui Lyra, la protagonista, in primis, ma i personaggi tutti devono cercare una verità, universale o personale, che cambierà le loro vite per sempre. Questo primo volume descrive l'universo in cui ci si muove, disegna gli elementi che compongono la ricerca, ma di certo "La Bussola d'Oro" non ha un inizio scoppiettante, anzi è un procedere lento tra le tortuose strade di Oxford fino al profondo Nord. Al centro della scena compare Lyra, una ragazzina di 11 anni che vive in un college antico e prestigioso, in uno stato di semi abbandono, mentre raggranella conoscenze disconnesse e segreti incustoditi. Nel giro di poco passa dal giocare con un gruppo di ragazzini per le strade della sua città natale a tenere per le mani misteri di inestimabile valore. Lyra è una ragazzina sveglia, che naturalmente ha ancora tantissimo da imparare, ma allo stesso tempo ha intuito e passione. La sua grandissima voglia di esplorare, di andare a Nord a scoprire i misteri che circondano i tartari la rendono intraprendente e a volte troppo avventata. Ma d'altronde è un libro di avventure e le avventure iniziano con l'avventatezza. Lyra ha un animo generoso, un istinto che prevarica su tutto e un'irruenza particolare che la portano ad accettare tutto, ad agire prima e a porsi qualche domanda dopo. Quando iniziano a scomparire i bambini per mano di quelli che vengono chiamati Ingoiatori, in circostanze misteriose, Lyra inizia a fare le sue ricerche, cerca di venire a capo delle notizie che riceve dallo zio Lord Asriel e non esita ad accettare di venire affidata alle cure di una donna apparentemente ricca, potente, colta, affascinante, la signora Coulter che naturalmente nasconde più di quel che. Lyra ha un compito più grande di lei da cui dipendono i destini di tutti gli uomini, ma non deve essere guidata e nessuno deve dirle cosa fare, perché deve capire qual è la cosa giusta da fare da sola. Deve essere libera di sbagliare, deve quindi esercitare il suo libero arbitrio. E quindi passa dall'avere un'ingenuità disarmante dettata dalla sua giovane età, all'avere dei guizzi geniali che svoltano anche le situazioni più disperate. Segui le sue vicende con il cuore in gola perché sai che sono disperate eppure lei ne esce fuori, un po' spezzata, un po' ammaccata, un po' più consapevole. Lyra deve fare affidamento solo sul suo istinto e il suo fedele compagno, Pantalaimon il suo daimon. Ed è questo l'elemento più affascinante introdotto nelle prime pagine dalla fantasia di Pullman: i daimon queste creature che assumono la forma di animali e/o insetti, e che rappresentano in qualche modo la vera essenza degli umani che accompagnano. I daimon soffrono con le loro controparti umane, vivono e respirano la stessa aria e non possono allontanarsi più di un tot. Quelli dei bambini sono dei multiforma, quelli degli adulti assumono un solo aspetto per tutto il resto della vita del loro umano. Ma non sono così facili da descrivere, i daimon sono qualcosa di più e nascondono segreti che non sono stati ancora sviscerati appieno. Ma è questo che mi ha affascinato de "La Bussola d'Oro" gli indizi che Pullman getta al suo lettore e come ogni tassello serva per rispondere a domande più grandi, a interrogarsi sul bene e sul male, sulla religione e la scienza, sul confine sottilissimo del cosa è più giusto fare, di cosa si può sacrificare per il bene comune. E poi in definitiva che cosa è il bene comune? Quello che rimprovero al libro è di essere a tratti troppo lento, ci sono capitoli in cui non succede niente, per lasciare lo spazio alle domande e alle descrizioni.

Un particolare che mi ha colpito molto è quella di chiamare la maggior parte dei personaggi con nome e cognome, quando non lo fanno mettono in risalto il ruolo. Sono moltissimi i personaggi citati e che hanno un ruolo essenziale nel procedere del viaggio di Lyra. Impareggiabile il saggio Farder Coram, uno dei gyziani, una delle tribù che prendono Lyra sotto la loro ala protettrice e la aiutano nella sua missione. Serafina Pekkala e le streghe, che nonostante la loro indifferenza sono molto appassionate e hanno un ruolo molto importante nella guerra, a dispetto di tutto. E insomma vogliamo parlare di Iorek Byrnison la sua storia mi ha abbastanza straziato. Lord Asriel mi ha disarmato per la sua freddezza, per la sua intelligenza, ma anche la sua spietatezza. Raggiungere lo scopo è più importante di qualsiasi altra cosa. E non credo che il fine giustifichi i mezzi, non quando ci rimettono degli innocenti. Lee Scoresby un esploratore che già solo per il fatto che possiede un aerostato acquista dei punti importanti, ma è un personaggio affascinante. Ma il mio personaggio preferito in assoluto è Iorek Byrnison. Iorek Byrnison è un orso corazzato, un reietto della sua razza, un combattente, sconfitto dalla vita e dagli umani che lo hanno imbrogliato. Ma Lyra riesce a cambiare le sue sorti e lui lotta furiosamente, sa perfettamente cosa significa essere un orso, ma allo stesso tempo sa essere di una fedeltà impressionante. Iorek Byrnison ha il mio cuore, nonostante sia un orso corazzato.

Mi ha molto affascinato l'uso della tecnologia che fa Pullman che sembra sempre un incrocio tra magia e scienza. Non è mai chiaro il confine tra i due, neanche quando le correnti ambariche sembrano correnti elettriche. Da un lato strumenti avanzatissimi dall'altra le laterne per illuminare i posti bui. E il freddo raga, la neve, il gelo, queste temperature artiche che tolgono il respiro. Ma del worldbuilding fa parte anche l'accenno agli universi paralleli e della possibilità di poterli attraversare. Chi mi segue da molto sa che una delle mie fisse storiche è proprio quella sugli universi paralleli (la mia tesina per la maturità parlava di Universi Paralleli) e questa cosa mi riempie di entusiasmo.

Il particolare da non dimenticare? Un pesce affumicato...

Questo è l'inizio del viaggio di Lyra, in un mondo unico, in cui magia e scienza, tradizioni e scoperte si uniscono per dare vita a un mondo popolato di daimon e scelte, incongruenze e fede, in un disperato tentativo di conquistare il potere o salvarci tutti.

Buona lettura guys!

La Bussola d’Oro di Philip Pullman

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