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La certezza di impunità è la cultura dei no vax

Creato il 18 marzo 2019 da Speradisole

I diritti contagiosi

LA CERTEZZA DI IMPUNITÀ  È LA CULTURA DEI NO VAXIl diritto – osserva un grade giurista – impone sempre scelte tragiche: chi buttar giù dalla torre e chi salvare.

La materia delle vaccinazioni infantili obbligatorie dovrebbe esserne esente, nonostante gli strepiti no vax.

Ma un conto è il problema astratto, un conto sono le vicende concrete.

È tragico “discriminare” a metà dell’anno scolastico un bambino non vaccinato, negandogli l’ingresso in aula. Ed è ancor peggio riproporre, per i bimbi non vaccinati, il conflitto tra diritto alla salute e alla scuola.

Eppure, oggi, grazie alla ultima italica proroga, nelle nostre aule vi sono bimbi per i quali l’obbligo di documentare le vaccinazioni è vento a scadenza il 10 marzo.

Non si doveva.

Ma quella proroga contro la legge Lorenzin fu fatta con altra legge (Milleproroghe, appunto!).

Irragionevole ma non illegale.

Nel caso si volesse prorogare ancora, non basterebbe un decreto ministeriale, servirebbe un altro provvedimento avente forza di legge.

I genitori trasgressori oggi rischiano al massimo una sanzione amministrativa di cinquecento euro.

Future sanzioni penali adeguate sarebbero seriamente dissuasive. E seriamente auspicabili. Senza contare che nei casi più pervicaci ed estremi potrebbe essere giudizialmente valutata la stessa capacità genitoriale.

I piccoli non vanno turbati. Ma neppure contagiati.

Una legge non permissiva è la via migliore per indurre i genitori neghittosi ad adempiere.

Perché la vera causa del permanere di bimbi non vaccinati è la certezza di impunità che la cultura No vax incrementa.

Ogni intervento legislativo per scongiurare esclusioni discriminanti, e conseguenti traumi ai bimbi esclusi ed involontariamente colpevolizzati, dovrebbe parallelamente inasprire le future sanzioni per i genitori inadempienti.


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