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La chiesa e lo stato, varie ed eventuali: i Patti Lateranensi, gli Accordi di Villa Madama, i motivi per cui la chiesa non appoggia i matrimoni omosessuali, l’inseminazione artificiale, l’aborto e il sacerdozio femminile

Creato il 17 marzo 2013 da Wally26

D i s c l a i m e r

Premetto che le considerazioni che faro’ riguardo le posizioni della chiesa cattolica sulle tematiche sociali riguardanti i matrimoni omosessuali, le adozioni, le fecondazioni in vitro e gli aborti, si basano su elaborazioni filosofiche che affondano le radici in fatti storici comprovati. Non entro quindi nel particolare e non giudico le scelte personali di nessuno; non e’ questo lo scopo del post. Sono consapevole della sofferenza di chi, dopo numerosi tentativi, non riesce comunque a concepire e tenta la via dell’inseminazione in vitro. La mia premura quindi, sia chiaro, e’ rivolta a chiarire meglio alcuni concetti espressi dalla dottrina della chiesa, attorno ai quali c’e’ confusione e pregiudizio: 1) le differenze fondamentali che  intercorrono fra matrimoni etero e omosessuali 2) perche’ la fecondazione in vitro non dovrebbe diventare una prassi sociale conclamata 3) perche’ modificare tale consuetudini naturali implica mettere in un certo senso a “rischio la pace sociale”.

I Rapporti fra stato e chiesa

Si dice che: la chiesa interferisca continuamente e pesantemente nella vita politica del paese, che predichi la povertà e la virtù e possieda proprietà immobiliari infinite senza pagare un centesimo di tasse, che si becca l’otto per mille, che definisce i gay come una minaccia alla pace, etc.

Scandali a parte, vagliamo meglio queste affermazioni basandoci sui fatti storici e dando uno sguardo preventivo alla legislazione che regola i rapporti fra la chiesa e lo stato italiano.

Parlare di ingerenza nella politica italiana e’ una forzatura se non si prendono in considerazione le motivazioni storiche che hanno spinto la chiesa a tentare di arginare la diffusione di alcuni movimenti sociali e di alcune ideologie ben precise. Ricordiamo che la chiesa nel periodo pre-unificazione italiana, legiferava “nei suoi stati” e che e’ stata defraudata dei suoi legittimi possedimenti.  Rileggendo la storia italiana vedrete che e’ vero piuttosto il contrario, che e’ stato il Regno, poi la dittatura e successivamente lo stato ad ingerire pesantemente dei suoi affari. Vediamo meglio.

  • Lo Statuto Albertino (1848)

  • La Costituzione della Repubblica Italiana (1948)

Notiamo innanzitutto che i rapporti fra stato e chiesa hanno subito diverse evoluzioni negli anni atte al progressivo contenimento della dottrina della chiesa e in particolarita’ alla sua difesa della sacralita’ e inviolabilita’ della vita e della dignita’ umana.  Fatto questo, inoppugnabile. Dal Risorgimento in poi, intellettuali di vario genere, ristretti in una piccola cerchia borghese, spesso legati alla libera massoneria, hanno attaccato costantemente la chiesa usando linguaggio e concetti oggi in uso comune, perche’ vedevano in essa un impedimento alla liberazione dei “sensi” dell’uomo e un ostacolo al progresso civile, sociale e tecnico. In parte e’ stato cosi’, ma questo impeto anticlericale ha portato conseguenze nefaste in Europa.

Leggiamo l’ “Inno a Satana” del poeta Giosue’ Carducci ad esempio che e’ un inno al “libero pensiero”. Come nel Paradiso Perduto di John Milton, viene espressa qui la voglia dell’intellettuale borghese di liberarsi dai “vincoli” dei dettami del cattolicesimo per gettarsi nei “baccanali” sensuali del libero pensiero, vedendo proprio in satana (non e’ una metafora, bensi proprio il satana biblico) il liberatore dell’uomo, il “prometeo”. Carducci giustamente cita il Protestantesimo (Wiclef ed Husse, Martin Lutero) come un altro elemento vittorioso dello scisma che indebolira’ la chiesa romana. Cosi’ e’ stato. Anche nella chiesa cattolica lentamente una certa mentalita’ protestante ha fatto breccia, “annacquando” principi essenziali come la divinita’ del Cristo, la centralita’ dell’azione divina per la salvezza e il magistero del papa.

Nell’ottocento e poi negli anni trenta e quaranta del novecento, dietro la spinta di drammatici sconvolgimenti storici, economici e filosofici apportati anche dall’avvento di filosofie positiviste, materialiste e deterministe che negavano l’inviolabilita’ della dimensione individuale e la presenza di una “coscienza libera e individuale”, imbevute inoltre da una visione spirituale  neopagana, influenzata anche da un certo gusto mistico orientale, si sono istaurate le dittature nazista, fascista e comunista.

Lo stato e la fedelta’ alle sue leggi e alla sua nuova visione filosofica neopagana dovevano essere al centro della vita sociale, politica ed economica dei cittadini. Non esisteva piu’ l’uomo libero con i suoi diritti inalienabili, ma solo il cittadino con i suoi doveri verso la collettivita’. Premessa per gli efferati omicidi commessi dai tre regimi, l’appartenenza deresponsabilizzante a una collettivita’ asservita a uno stato criminale.

La chiesa ovviamente, era anche questa volta, il nemico principale da abbattere in quanto realta’ forte che reclama invece la centralita’ dell’uomo al posto di quella dello stato e della collettivita’ e l’inalienabilita’ dei suoi diritti naturali, alla sua liberta’ di pensiero, coscienza e azione. Centinaia di chiese furono distrutte o riconvertite per usi civili, migliaia di sacerdoti e religiose torturati e uccisi nell’Europa dell’Est e dell’Ovest.

Per capire le ragioni della chiesa e il perche’ tenga il punto sui valori non negoziabili bisogna conoscere quindi la storia; si vedrebbe piu’ chiaramente che quella strenua difesa viene fatta nell’interesse comune nel nome della “liberta’ e della dignita umana”.

Origine del trattamento economico di favore e ingerenze dello stato italiano negli affari della chiesa

patti lateranensi

I Patti Lateranensi stipulati nel 1929 fra chiesa, Regno d’Italia e il dittatore Mussolini, “constavano di due distinti documenti: il Trattato che riconosceva l’indipendenza e la sovranità della Santa Sede e fondava lo Stato della Città del Vaticano; con diversi allegati, fra cui, importante, la Convenzione Finanziaria; e il Concordato che definiva le relazioni civili e religiose in Italia tra la Chiesa ed il Governo (prima d’allora, cioè dalla nascita del Regno d’Italia, sintetizzate nel motto: «libera Chiesa in libero Stato»). La “Convenzione Finanziaria” regolava le questioni sorte dopo le spoliazioni degli enti ecclesiastici a causa delle leggi eversive; (Wikipedia)

che prevedeva l’esenzione, al nuovo Stato denominato «Città del Vaticano», dalle tasse e dai dazi sulle merci importate ed il risarcimento di ” 750 milioni di lire e di ulteriori titoli di Stato consolidati al 5 per cento al portatore, per un valore nominale di un miliardo di lire[1] per i danni finanziari subiti dallo Stato pontificio in seguito alla fine del potere temporale. (Wikipedia)

Oltre ai risarcimenti economici per le espropriazioni subite, il governo italiano acconsenti’ a:

- Abolire il giuramento di fedelta’ all’Italia del vicario dello stato Vaticano, perché rappresenta il vescovo effettivo della città di Roma, cioè il Papa, capo di uno stato indipendente, mentre “nel precedente Concordato ancora vigeva la norma del giuramento dei nuovi vescovi al Governo italiano” (Wikipedia)

Un’altra prova dell’ingerenza dello stato italiano nelle questioni della chiesa.

- Il governo italiano acconsentì di rendere le sue leggi sul matrimonio ed il divorzio conformi a quelle della Chiesa cattolica di Roma e di rendere il clero esente dal servizio militare. I Patti garantirono alla Chiesa il riconoscimento di religione di Stato in Italia, con importanti conseguenze sul sistema scolastico pubblico, come l’istituzione dell’insegnamento della religione cattolica, già presente dal 1923 e tuttora esistente seppure con modalità diverse. (Wikipedia)

Qui ci vogliono alcune precisazioni sulle critiche che circolano su Pio XI, che ha chiamato Mussolini “l’uomo che la Provvidenza Ci ha fatto incontrare“. Basta leggere le parole del papa per rendersi conto che l’occhio puntava lontano quando ha pronunciato il seguente discorso; puntava alla Russia, paese in cui la chiesa, e non solo questa, era stata letteralmete massacrata dalla Rivoluzione Bolscevica e che mirava a estendere il suo dominio sul mondo. In buona parte c’e’ riuscita, fin troppi stati ne stanno ancora pagando le conseguenze. Speriamo che il Venezuela adesso ne esca fuori. Mussolini in quel momento, per l’Italia rappresentava in un certo senso, che a noi oggi sfugge, l’uomo della provvidenza. Bisogna sempre contestualizzare le affermazioni per carpirne il senso;

Dobbiamo dire che siamo stati anche dall’altra parte nobilmente assecondati. E forse ci voleva anche un uomo come quello che la Provvidenza Ci ha fatto incontrare; un uomo che non avesse le preoccupazioni della scuola liberale, per gli uomini della quale tutte quelle leggi, tutti quegli ordinamenti, o piuttosto disordinamenti, tutte quelle leggi, diciamo, e tutti quei regolamenti erano altrettanti feticci e, proprio come i feticci, tanto più intangibili e venerandi quanto più brutti e deformi.

In Italia, negli anni precedenti la fine della Seconda Guerra Mondiale “nei contatti tra i partiti, fin dall’estate del 1943, erano riemersi i temi della pace religiosa e del destino dei Patti Lateranensi, il Concordato era ritenuto bisognoso di profonde revisioni. Le voci che ne avevano chiesto la soppressione si attenuarono e quasi non ci furono eccezioni nel decidere il mantenimento – almeno momentaneo – del documento, magari temperato in alcuni articoli. Alla Costituente fu inevitabile riaffrontare il campo minato del rapporto tra Stato e Chiesa e i nodi arrivarono al pettine in seno alla commissione dei 75, in particolare durante i lavori per la stesura dell’art. 5 (successivamente 7), nella quale riemersero i contrasti e le posizioni ideologiche che, assieme alle appartenenze culturali, vennero a galla in tutta la loro distanza. Le formazioni politiche contrarie ai contenuti dell’art. 7 furono notoriamente la socialista, la repubblicana, la demolaburista, l’azionista e quella di alcuni sparuti membri del partito liberale (tra i quali Benedetto Croce). A sostegno di una menzione costituzionale del Concordato si schierarono invece i democristiani.

Il Pci seguì invece una linea del tutto indipendente e sui generis che, pur con alcuni malumori interni, finì per sostenere la menzione dei Patti nel testo della Carta. Palmiro Togliatti era perfettamente cosciente del ruolo ricoperto dalla Chiesa durante il periodo bellico e di come si fosse rivelato fondamentale alla tenuta del sistema paese. Di conseguenza sapeva che i rapporti con il mondo cattolico, proprio in virtù del peso determinante conferito dalle circostanze, non potevano essere affrontati attraverso lo scontro ideologico, nocivo in questa fase di concertazione. Sul versante della Santa Sede, tuttavia, non venne mai meno la rigidità dottrinale in materia ecclesiastica che gli ammiccamenti di Togliatti non riuscirono minimamente a scalfire. La politica di conquista che Stalin promosse negli anni appena successivi la fine della Seconda guerra mondiale nell’Europa dell’Est e la conseguente limitazione o soppressione del diritto alla libertà religiosa apparvero infatti sempre più la prova inconfutabile che trattare col comunismo non era possibile, né consigliabile. Pio XII e tutto il clero in generale non risparmiarono nulla nella battaglia contro il comunismo, e tanta profusione di energie rischiò di rendere inutile la strategia di avvicinamento messa in opera dal Pci. Fu in questo contesto che Togliatti decise di ricorrere all’ultima arma di cui disponeva: il Concordato e la sua possibile denunzia.

Le acque sembrarono chetarsi con il V Congresso tenutosi a Roma tra gli ultimi giorni del 1945 e l’inizio del nuovo anno, quando Togliatti ritornò sull’argomento dei rapporti Stato e Chiesa sottolineando come, per il bene del paese, la Chiesa avrebbe continuato a godere di una propria centralità e indipendenza. A garanzia di ciò passava anche l’accettazione del Concordato, ulteriore tutela per l’affermazione della pace religiosa tra i cittadini. In questo senso Togliatti sottolineò che il Concordato «[…] è per noi uno strumento di carattere internazionale oltre che nazionale, e comprendiamo benissimo che non potrebbe essere riveduto se non per intesa bilaterale. (Treccani)

Nel 1948 i Patti furono riconosciuti costituzionalmente nell’articolo 7, con la conseguenza che lo Stato non può denunciarli unilateralmente come nel caso di qualsiasi altro trattato internazionale, senza aver prima modificato la Costituzione. Qualsiasi modifica dei Patti deve inoltre avvenire di mutuo accordo tra lo Stato e la Santa Sede.

La revisione del 1984: il nuovo concordato e l’otto per mille

Il Concordato (ma non il Trattato) fu rivisto, dopo lunghissime e difficili trattative, nel 1984, fondamentalmente per rimuovere la clausola riguardante la religione di Stato della Chiesa cattolica in Italia. La revisione che portò al nuovo Concordato venne firmata a Villa Madama, a Roma, il 18 febbraio dall’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi, per lo Stato italiano, e dal cardinale Agostino Casaroli, Segretario di Stato, in rappresentanza della Santa Sede. Gli Accordi di Villa Madama, entrarono in vigore con la legge 25 marzo 1985, n. 121 (G.U. 10 aprile 1985, n. 85, suppl.) L’articolo 7 non ha comunque inteso parificare il contenuto dei Patti alle norme costituzionali, ma soltanto costituzionalizzare il principio concordatario” (Wikipedia) proprio per tutelare nel migliore dei modi l‘inviolabilita’ della liberta’ della chiesa, che si continua a voler erodere, non con le armi, ma con le ideologie “progressite” e il nuovo neopaganesimo new age che avanza.

Una modifica fondamentale quella riguardante il carattere aconfessionale dello stato, quindi. Mentre nello Statuto Albertino e nei Patti Lateranensi del 1929 si ribadiva la confessionalita‘ dello stato:

Art. 1. Statuto Albertino

La Religione Cattolica, Apostolica e Romana è la sola Religione dello Stato. Gli altri culti ora esistenti sono tollerati conformemente alle leggi.

Art. 1 – Patti Lateranensi

L’Italia riconosce e riafferma il principio consacrato nell’articolo 1° dello Statuto del Regno 4 marzo 1848, pel quale la religione cattolica, apostolica e romana è la sola religione dello Stato.

La Costituzione della Repubblica (socialista) Italiana recita adesso che:

Art.7

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.[1]

Art. 8

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

Il nuovo Concordato stabilì fra le altre cose che il clero cattolico venisse finanziato da una frazione del gettito totale IRPEF, attraverso il meccanismo noto come otto per mille e che la nomina dei vescovi non richiedesse più l’approvazione del governo italiano. (Wikipedia)

Perche’ l’otto per mille? Si e’ trattato di un do ut des: lo Stato italiano, che gia’ aveva defraudato la chiesa di molti suoi beni, stabilì che il clero cattolico venisse finanziato cosi’ da una frazione del gettito totale IRPEF, di contro la chiesa cedette sul piano morale: la perdita di status di religione ufficiale; per quanto riguarda la celebrazione del matrimonio, si stabilirono le clausole da rispettare perché un matrimonio celebrato secondo il rito cattolico possa essere trascritto dall’ufficiale di stato civile e produrre gli effetti riconosciuti dall’ordinamento giuridico italiano oltre a porre delle limitazioni al riconoscimento in Italia delle sentenze di nullità matrimoniale pronunciate dai tribunali della Chiesa che prima avveniva in modo automatico; el’ora di religione cattolica nelle scuole, passata da obbligatoria a facoltativa; (Wikipedia)

Su quest’ultimo punto va sottolineato l’accanimento contro l’educazione religiosa nelle scuole laiche, che la repubblica italiana ha tenuto a regolare nei minimi dettagli come non avviene per nessun’altra materia, per assicurarsi che mai e poi mai il Vangelo possa essere spiegato nei licei per lasciare nella piu’ bieca  ignoranza della propria storia e tradizione, nonche’ del messaggio evangelico, i futuri italiani. La storia della chiesa cattolica deve rimanere assolutamente nascosta. Gramsci ci teneva moltissimo; e’ nelle scuole che si “forma la nuova coscienza di classe. Bingo. Oggi vediamo che tipo di “coscienza di classe” sta sfornando la scuola italiana. Di questo parkinson storico che affligge l’Europa scriveva bene lo storico francese Stéphane Courtois nel suo libro: “Du passé faisons table rase ! Histoire et mémoire du communisme en Europe“.

Ingerenza della chiesa negli affari dello stato?

Si accusa spesso la chiesa di ingerenza nei confronti delle leggi dello stato italiano, che e’ laico e aconfessionale. Si accusano i politici che ascoltano le raccomandazioni della chiesa di ipocrisia e atteggiamento servile. Sicuramente accade, sicuramente avvengono anche “scambi di favori” fra politici ed esponenti del Vaticano,  ma chiariamo prima un paio di aspetti crucialie in questo discorso. Ci si dimentica spesso che ogni uomo e’ dotato di una coscienza e di una mente razionale, entrambi libere, per prendere decisioni e operare scelte. Il  “politico” e’ innanzitutto un uomo, un uomo che ricopre una carica pubblica. I politici, come chiunque,  sono liberi di aderire o meno alle raccomandazioni della chiesa, che non sono legalmente vincolanti e promulgare leggi che rispecchino tali principi, se ritengono che questi vadano a vantaggio del bene della comunita’. Non mi sembra di ricordare politici scomunicati per non aver seguito le raccomandazioni della chiesa. Anche la scomunica del comunismo redatta nel 1949 si riferiva all’ideologia, non a persone, se ricordo bene.

Stesso dicasi dei medici: se il 70% e’ obbiettore di coscienza e si rifiuta ad esempio di somministrare un aborto, questi lo sono in virtu’ della propria “coscienza individuale” perche’ riconoscono che l’aborto e’ a tutti gli effetti un omicidio e lo fanno non necessariamente in quanto aderiscono a un credo religioso. Sono molti infatti, va sottolineato, i medici non credenti che sono antiabortisti.  Oggi contro di loro si scaglia una stampa piena di livore che li accusa di “ostruzionismo”; no, si tratta di “obiezione di coscienza”. Lo stato non puo’ obbligare nessuno a uccidere, questo e’ un punto cruciale da capire. Qui ne va della liberta’ e della dignita’ di tutti, della stessa democrazia.

Riguardo la fecondazione assistita, i matrimoni omosessuali e la minaccia alla pace

Riguardo la fecondazione assistita, c’e’ differenza fra una coppia eterosessuale che ricorre all’inseminazione in vitro in casi di “eccezionale necessita’ “, e una coppia omosessuale per cui invece la fecondazione in vitro sarebbe, per ovvii motivi che spero di non dover spiegare, la “consuetudine”.

Comprendo i risvolti psicologici e morali e la sofferenza che deriva dalla difficolta’ di avere figli. Ma non si dovrebbe strumentalizzare questa faccenda per scopi ideologici al fine di modificare la costituzione e il diritto di famiglia per sradicare le basi sociali su cui poggia la nostra democrazia. Rispetto gli omosessuali, conosco un po’ quel mondo, l’ho frequentato in Germania e in Spagna, anche a Roma, al seguito di un mio caro amico. Quello che ho visto e capito e le confidenze di questo mio amico, mi hanno confermato che si tratta spesso di un mondo di profonda solitudine, sofferenza e mancanza di senso esistenziale. Fattori che si cerca di mettere a tacere nel sesso, nel divertimento e negli acquisti compulsivi. Non e’ sempre cosi’, e’ vero, ma esiste anche questa realta’. Ci sono spesso sofferenze psicologiche, abusi, grandi mancanze di amore da parte dei genitori con relative confusioni di ruolo alla base della condotta omosessuale, non si tratta per default di corredo genetico. Per questo dico che non si deve modificare legalmente l’ordine sociale per accordarlo a ideologie culturali che mirano opportunisticamente a sfruttare la questione omosessuale.

Mi spiego meglio.

Fino a prova contraria, la biologia ci mostra che siamo dotati alla nascita di due sessi differenti, nasciamo uomo e donna, ognuno con caratteristiche naturali e psicofisiche distinte. Dalla unione fra uomo e donna nascono i figli. Ecco quindi la famiglia, il primo nucleo della societa’ da cui si sono sviluppati nei secoli clan e tribu’. E’ un pensiero retrogrado questo? Bonta’ vostra. Gia’ i popoli indo-europei basavano la propria struttura sociale su un sistema tripartito di caste ben definito. Tre caste, tre aspetti della stessa origine divina, la famiglia, che la chiesa ci insegna essere il “riflesso della Trinita’”. La Sacra Famiglia rispecchia proprio questo ordine spirituale e sociale atavico. Sembra che l’incarnazione di Cristo in fattezze mascoline e la Sua nascita da una donna, abbiano voluto rimarcare l’esistenza di un ordine cosmico spirituale e terreno posto a garante della pace. Poteva incarnarsi in un ermafrodito transgender e apparire dal nulla senza il ‘tramite’ di una donna: non lo ha fatto. Nel senso che ha voluto farsi bambino dipendente da una madre, e la madre a sua volta dipendeva dall’aiuto del marito. Tre caste regolavano anche la vita dell’uomo europeo medioevale (bellatores, oratores, laboratores). Classi sociali e ruoli distinti piuttosto rigidi regolavano la vita di tutti gli uomini dell’antichita’. In India il sistema “castale” non e’ ancora stato del tutto abolito. Anche le societa’ moderne si basano su una ben determinata struttura socio-antropologica che derviva dalla differenziazione dei ruoli sociali. Sono fatti storici e antropologici comprovati. Attenzione, a scanso di equivoci non sto dicendo che la donna deve essere l’angelo del focolare e che si devono lapidare gli omosessuali! Oggi e’ cosi facile essere fraintesi, meglio spiegarsi bene.

C’e’ una scuola di pensiero molto aggressiva che prende sempre piu’ piede, chiamiamola pure “progressista”, tendenzialmente di sinistra perche’ oggi e’ spinta dai partiti di ideologia di sinistra (laburista, socialista, democratico etc. tutti nomi dietro ai quali si nasconde lo stesso vecchio camaleontico ideale: “del passato facciamo tabula rasa“) intrisa pure di esoterismo e new age, che vedrebbe nella “fusione armoniosa dei contrari, maschile e femminile” e nell’abolimento della famiglia, delle classi e dei ruoli sociali, dello stato nonche’ delle religioni organizzate, in quanto “promotori di moralita’ e quindi di ordine e pace”, la via perfetta per raggiungere l’UNITA’ e la pace fra gli uomini. E’ la solita ricetta di sempre. Sembra assurdo, eppure dietro tanta propaganda contro la vita (l’aborto, l’eutanasia che ora inizia ad affacciarsi), a favore di una nuova concezione dei “diritti umani” estesa fino a comprendere fra i “diritti naturali inalienabili” quello di contrarre matrimonio fra persone dello stesso sesso, e dietro la propaganda politica che vede nell’abolimento dei partiti la via per la stabilita’ politica, c’e’ quella stessa insidiosa ideologia che nega alla base il diritto alla vita, alla liberta’ e alla pace.

Art. 29: della Costituzione Italiana

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio

Art. 30:della Costituzione Italiana

La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità

Quando la Costituzione si riferisce al matrimonio intende proprio quello fra un uomo e una donna, la cosa non si metteva in discussione. Negli ultimi anni dall’America ci e’ arrivata l’ideologia di “genere” – un’ ideologia culturale, non scientifica – che afferma che “il sesso e’ una questione culturale, non biologica” e quindi ognuno lo puo’ scegliere e cambiare a piacimento. Premesso cio’, le societa’ sarebbero quindi obbligate a conformarsi con questa visione “progressista”. Seguitemi un attimo: se iniziamo a mescolare l’equazione uomo-donna, iniziamo a procreare esclusivamente bambini in vitro per soddisfare i desideri delle coppie omosessuali, facendola diventare una prassi anche per le coppie etero in difficolta’, magari legalizziamo anche lo “smaltimento degli embrioni difettosi”, modifichiamo le leggi sul diritto di famiglia e la concezione filosofico-antropologica dei diritti naturali abolendo il concetto di inviolabilita’ della vita umana e cosi’ facendo,  di conseguenza, modificando la struttura stessa della societa’ dando ancora piu’ poteri allo stato, uno stato che adotta questa visione “progressista totalitaria”, si puo’ arrivare ai livelli di democrazia della Cina. 

In una societa’ in cui si considera anche il valore piu’ sacro, quello alla vita, come “relativo”, lo stato puo’ condannare a morte chiunque con un pretesto previa appropriazione coatta dei suoi organi interni: in Cina questa e’ una prassi consolidata dal 1984. Solo nel 2004 ci sono stati ben 13,000 trapianti di organi, comprese le “ossa”. Non si butta via niente, anche il corpo del cittadino appartiene allo stato.

Se la vita non e’ piu’ considerata, non dico sacra, ma anche solo un diritto naturale riconosciuto, garantito e tutelato dallo stato, siamo perduti.

Abolito questo fattore essenziale, si puo’ giungere a disporre della vita altrui a piacimento, ci si puo’ sbarazzare degli embrioni difettosi senza battere ciglio, e magari in futuro, grazie all’eutanasia,  sbarazzarsi anche degli anziani che sono un peso per le finanze sociali. Per come concepisco la vita, sarebbe una lesione grave della dignita’ umana. Parole grosse si, e’ vero, ma visto che gli embrioni sono esseri umani ‘in divenire’, l’idea che persone estranee, senza parentela con quella vita e quindi senza ‘scrupoli affettivi’, col beneplacido dei genitori, vi possano disporre a piacere ‘per legge’, mettere in frigorifero e magari pure ‘scartare’ esseri umani difettosi, mi va di traverso. Questo e’ il punto.

Guardando al passato, ricordiamo a cosa ci ha condotto questa idea della ‘non sacralita’ e inviolabilita’ della vita umana’: alla tratta degli schiavi africani e cinesi nelle Americhe, ai campi di sterminio nazisti,  alla sperimentazione su cavie umane, alle sterilizazioni forzate, ai gulag russi e alle terribili prigioni romene e nord coreane. Come e’ stato possibile? La dimensione individuale viene sacrificata a causa di qualche emergenza per lasciare spazio a una una nuova ”coscienza collettiva” impregnata da idee neopagane “moderne”. Lo stato in quei frangenti e’ riuscito a disporre di diritto dei suoi cittadini come meglio preferiva. A loro volta, la cieca obbedienza allo stato, giustificava alle proprie coscienze anche i gesti criminali piu’ efferati. Come in ogni moderna corporation che si rispetti, la responsabilita’ e’ collettiva ed e’ difficile risalire a chi ha fatto il danno. Per questo si cercano poi i “capri espiatori”. Oggi non credo sarebbe possibile l’avvento di una simile dittatura, nell’Europa orientale, ma si fa largo la “dittatura del relativismo” che sta gia’ facendo danni enormi alle societa’. Questa sul lungo periodo potrebbe sebbene per altre vie, portare a scenari loschi. In passato oltre agli ebrei, gli zingari, gli handicappati, i disabili, anche gli intellettuali contro venivano considerati “dissidenti politici” come i sacerdoti e le suore, antitesi culturale da rimuovere per fare spazio al “nuovo” e gli stessi omosessuali, che erano coniderati “figli di un dio minore”. Gli omosessuali erano considerati allo stesso modo anche da Che Guevara; molti finirono nelle carceri cubane.

Una curiosita’. Una ricerca condotta dalla Camera dei Deputati nell’arco degli ultimi due anni (Dibattito in occasione della pubblicazione degli atti dell’Indagine Conoscitiva sull’Antisemitismo) dimostrerebbe che l’Italia e’ antisemita al 40%.

Ecco perche’ oggi si parla di “deriva totalitaria in Italia”. Il famoso “bene comune” e un concetto travisato di “diritti umani” vengono eretti a pretesti da alcuni per imporre le proprie nuove norme morali all’intera societa’. In Italia in particolare, vedo che c’e’ una grande intolleranza per chi mantiene una visione “fuori dal sentire comune”. C’e’ una via di scampo all’imperante Manicheismo, indice certo di rozzezza analitica?

L’importante e’ aprire bocca e dare fiato ai pregiudizi e alle proprie frustrazioni. Oggi si ha paura a dire apertamente cio’ che si pensa, siamo (siete voi in Italia) assorbiti in un clima da caccia alle streghe spaventoso. Non so se ve ne accorgete

Lo vedo continuamente su Facebook, dove si preferisce scrivere frasette da “bacio perugina” banali e sdolcinate o limitarsi a commentare il tempo, anziche’ usare il mezzo sociale come luogo di confronto. Se cio’ accade la conversazione sfocia inevitabilmente in una rissa virtuale piena di amarezza. La stampa da una grande mano a mantenere alta la tensione sul tema, colpevolizzando chi “non si allinea”.

Santoro e compagnia, da anni si ingeriscono pesantemente nella vita politica italiana dicendo proprio per chi votare e suggerendo di attaccare e di isolare chiunque non si allinea con loro. Non e’ cosi forse? Quella e’ una ingerenza assai pericolosa, come dice bene Paolo Barnard. Questa intolleranza per il dibattito democratico, questo urlare, attaccare, giudicare e ridicolizzare chi non la pensa come loro, chi viene considerato “out” perche’ non e’ vegetariano e non conosce il “tea tree oil“,  ha “lobotomizzato” la coscienza collettiva italiana. Oggi si ragiona nuovamente come collettivita’: abbasso l’individualita’ e la liberta’ di coscienza seppur tanto declamata.

Il ruolo morale del papa

Infatti, contro il dire di tanti, non ho ancora mai sentito la chiesa attaccare con violenza chi non condivide il suo punto di vista o incitare i cristiani a prendere i forconi per aggredire i “non allineati” o gli omosessuali. Al contrario, sento solo parole di pace e di comprensione, inviti al dialogo. Devo ancora vederlo un papa che urla “morte agli omosessuali!”… Il papa e’ una guida morale per chi vuole ascoltare, i cui suggerimenti oguno, individulamente, in libera coscienza, sceglie di seguire oppure no. Nessuno e’ una “capra ignorante e cieca” che segue un “pastore” senza riflettere; oguno sceglie liberamente per chi votare secondo raziocinio. Esempio. Qui in America la chiesa cattolica ha fatto causa al governo Obama su alcuni punti introdotti nella riforma sanitaria che obbliga ad esempio gli istituti religiosi a fornire copertura sanitaria ai dipendenti che vogliono abortire. Un mio conoscente, cattolico, ha ritenuto opportuno votare comunque per Obama perche’ appoggia altri suoi programmi. Ognuno e’ libero di votare per chi crede, senza costrizioni, senza scomuniche o anatemi.

A margine: il contributo del cristianesimo all’avanzamento sociale e tecnologico

La stessa elezione del papa avviene in maniera conviviale, collegiale: non c’e’ spazio per le pecore nel cristianesimo, non quel tipo di pecore di cui parlavano Marx o Nietzsche. Infatti storicamente, un sano individualismo e la scoperta della coscienza unito alla  “carita’ cristiana” hanno originato la societa’ moderna democratica composta da uomini liberi, o parzialmente tali, e il progresso tecnologico e scientifico. Sfatiamo un attimo anche il mito che vuole la chiesa oscurantista in merito al progresso scientifico: ci sono stati gravi errori di valutazione (Galileo) in momenti storici poco ispirati dallo Spirito, diciamo. Ma preti, monaci e monache hanno dato un contributo grande alla scienza: pensiamo solo a Mendel, Priestley. Leggete dal blog del prof Giorgio Nadali il contributo della chiesa al progresso e alla scienza. Tutta la verita’ contro le menzogne illuministe e razionaliste.

A riprova di cio’ e senza alcuna malizia, guardiamo fuori casa. Il progresso scientifico e la democrazia piena o parziale erano due fattori determinanti che mancavano ad esempio nell’Islam o nell’induismo, senza nulla togliere a queste tradizioni e al loro contributo. Nella maggioranza degli stati musulmani odierni e’ ancora obbligatorio conformarsi ai dettami morali, sociali e civili dell’imam perche’ il Corano e’ la fonte della legge e dell’ordinamneto sociale, quindi dello stato. Non c’e’ separazione fra stato e moschea. Pena per chi non si adegua ai dettami morali, oltre che religiosi e civici, in alcuni casi; lapidazioni, amputazioni, sfregio del volto con acido, impiccagione etc. Le pecore cristiane che “seguono la voce del pastore” sanno, perche’ ne hanno fatto esperienza, che lui conosce quale e’ la strada giusta da seguire affinche’ non si sfracellino in qualche fosso. Pecore in tal caso si, sceme comunque no e sempre libere anche di sfracellarsi. 

Oggi c’e’ un nuovo totalitarismo, meno eclatante, piu’ nascosto, che mina la stabilita’ della societa’, aiutato dal prolungarsi della crisi economica, morale e di”ruolo” dello stato italiano. La corruzione dei politici e di troppi managers e funzionai pubblici ha raggiunto vette insperate. Ma non solo. Vogliamo menzionare anche la corruzione e l’immoralita’ dilaganti in tutti gli strati della societa’? L’evasione fiscale? Le solite mafie e mafiette? I soliti clientelismi? Il fenomeno del femminicidio? La diffusione della droga e dell’alcohol? Il bullsimo e la violenza giovanile? Il tasso di suicidi e omicidi in aumento fra i giovani? Ma anche l’ignoranza, l’arroganza e la maleducazione, la strafottenza, la superbia, l’orgoglio e il cinismo. Qui non si tratta solo di crisi economica: no. C’e’ una crisi morale profonda che investe alla base la societa’. E non saranno certo la svendita dei beni della chiesa, l’ordinazione di sacerdotesse cattoliche o l’approvazione dell’aborto, dell’eutanasia e dei matrimoni omosessuali a migliorarne l’andazzo. 

Un tempo si diceva: “Piove governo ladro“.  Oggi no. Il governo aumenta le tasse,  ma la stampa dice che adesso va di moda un’altro detto: “Piove, Vaticano ladro”.

Il sacerdozio femminile?

C’e’ chi sostiene che l’introduzione del sacerdozio femminile anche nella chiesa cattolica, migliorerebbe la societa’. Che la chiesa discrimina le donne (e gli omosessuali)… La societa’ non migliorera’ magicamente se la chiesa introdurra’ il sacerdozio femminile. La chiesa inoltre non discrimina nessuno e i motivi per cui la chiesa cattolica si mantiene contraria su questo punto li ho spiegati in principio. Molti italiani continuerebbero ad essere quelli di sempre: quelli che ti fanno le battutine o le battutacce perche’ sei carina e non te li fili, che ti sminuiscono perche’ sei intelligente, i fidanzati e i mariti che ti corcano di botte se non sei ‘consenziente’, che ti cornificano per default (eee la latinita’…), quelli che ti insultano se li sorpassi in macchina, quelli che non cedono il posto alle donne incinta e alle anziane sugli autobus, quelli che ti gonfiano la fattura (idraulici, meccanici) perche’ sei ‘femmina’ e non sei capace di fare certi lavori quindi ti minacciano subdolamente che magari se li richiami non vengono piu’, il conducente dell’autobus scortese, e via cosi’.

Chiudendo il discorso dopo questo calderone di idee, che spero qualcuno leggera’ per intero e ne comprenda il senso, magari che voglia anche postare un commento senza timore, spingetevi anche voi “apocalitticamente” nel futuro e valutate a mente fredda le possibili implicazioni sociali che comporterebbe lo stravolgimento del concetto di famiglia, di societa’ e di ruoli istituzionali compresi quelli religiosi, per l’Italia.


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