Magazine Cultura

La colonna di fuoco

Creato il 23 giugno 2019 da Rox186
Ken Follet
LA COLONNA DI FUOCO, di Ken FolletMondadori, 1279 pagine, € 7,90Genere: romanzo storico
Voto: 3/5
Ho finito, dopo ben 2 mesi, l’ultimo romanzo di Ken Follet, quello che chiude la trilogia di Kinsbridge composta da “I pilastri della terra”, “Mondo senza fine” e, appunto, “La colonna di fuoco”.Me lo avevano detto, ma se non vedo non credo, quindi ho dovuto leggerlo per rendermi conto da sola che è il romanzo più brutto della trilogia. Non brutto in assoluto, perché brutto non è (Ken Follet non scrive mai nulla di brutto), ma comunque non all’altezza dei fratelloni maggiori.Dopo l’Alto Medioevo e il Basso Medioevo, qui siamo in pieno Rinascimento inglese, e precisamente all’epoca di Elisabetta I. Il romanzo si incentra completamente sulle persecuzioni religiose che sconvolsero Inghilterra e Francia nel XVI° secolo. Il protagonista è Ned Willard, un discendente dei protagonisti dei romanzi precedenti, che trascorre la sua intera vita come spia di Elisabetta con il compito di salvare Sua Maestà dai complotti, per primo quello che avrebbe voluto mettere sul trono al suo posto Maria Stuart.Cosa c’è di bello?Di sicuro, la capacità di Ken Follet di scrivere un romanzo storico come si deve, intrecciando con grandissima abilità realtà e finzione. L’autore riesce a infilare i suoi personaggi dietro a ogni evento rilevante dell’epoca, il che non è semplice: i cattivi hanno la responsabilità per la notte di San Bartolomeo, quando a Parigi vennero sterminati gli ugonotti; hanno la responsabilità dell’attacco dell’Invincibile Armada, la grande flotta con cui il re di Spagna sperava di sottomettere la Regina Vergine; hanno finanche la responsabilità per il piano di Guy Fawkes, che cercò di far saltare in aria il Parlamento con il re dentro.Di meno bello, c’è il fatto che il romanzo è troppo lungo e, sopratutto, ha troppi punti di vista irrilevanti che non concludono la loro linea narrativa, oppure la concludono troppo in fretta. Ci sono personaggi che a un certo punto semplicemente scompaiono, e ti domandi a che cosa siano serviti. Altri sembrano morire solo perché l’autore non sapeva più che farsene di loro. In generale, è tutto molto dispersivo; si ha davvero l’impressione che manchi la struttura e tutti quegli infiniti dettagli che alla fine si riuniscono tipici dei romanzi di Ken Follet.Che l’autore inglese stia perdendo la sua stoffa? O forse semplicemente l’idea era troppo grande e gli è sfuggita di mano?Resta il fatto che, comunque, “La colonna di Fuoco” analizza un periodo interessantissimo della storia inglese ed è un buon romanzo d’azione.

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Magazines