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La compagnia teatrale “MILLEPIEDI” vince una battaglia contro il male oscuro

Creato il 10 luglio 2013 da Ettoreschmitz74 @ettoreschmitz74

9 Luglio 2013. Al teatro San Paolo sito in Via Berton 1, Cascine Vica di Rivoli, la compagnia teatrale “MILLEPIEDI” organizzata dal servizio “terapie espressive” dell’ASL TO03 del San Luigi Gonzaga, diretto dalla dottoressa Carola Zampaglioni e dal dottor Luciano Caratto, tramite la regia di Loris Mosca e la collaborazione di Alessia Baldon, Piera Coda, Emilio Santilli e Doriana Siccardi ha vinto una battaglia contro il male oscuro.

“PROBABILMENTE SPOSI” è una rivisitazione allegra del romanzo manzoniano “I PROMESSI SPOSI”. I fatti raccontati si svolgono a Lecco, nei pressi del lago di Como. Un’introduzione fantasiosa tra semplici coreografie e poi l’ingresso di due poco probabili “bravi” che ricordano Stanlio e Ollio e minacciano un don Abbondio che si atteggia come un cagnolino da compagnia. Poi in un flash back Renzo Tramaglino si esibisce in una canzone di Morandi, “Fatti mandare dalla mamma” rivisitata e corretta in “Fatti mandare dalla Agnese” che rievoca il giorno in cui chiese in sposa Lucia Mondella. Il griso e don Rodrigo, in mezzo a gozzoviglie e bagordi vengono sorpresi dalla fidanzata di quest’ultimo, Bella Figheria che dopo un balletto con un occasionale spasimante di passaggio dichiara di volersi suicidare per via del fatto che il popolo la ritiene cornuta. Un colpo a bruciapelo esploso dalla rivoltella della Bella Figheira colpisce a morte la povera Agnese madre di Lucia, che viene portata via da un becchino. Siccome Lecco non è più un posto sicuro, Lucia e Renzo vengono mandati “a quel paese” da Fra Cristoforo, uomo di chiesa ed ex cantante rock, paese che poi altro non è che il convento della monaca di Monza suggeritogli dalla compagnia di Viaggi Alpitour. Al convento di Monza, donna Prassede, ex compagna di servizio di Leva dell’Innominato offre la sua amorevole e militaresca accoglienza ad una spauracchiata Lucia, che implorerà San Siro di intercedere tramite la Divina Provvidenza per annullare gli effetti della sua congenita sfiga. L’innominato, potente malavitoso temuto addirittura da don Rodrigo, tramite la sua agenzia di commercio di servizi mafiosi ed affini, con l’offerta tre crimini al prezzo di uno regala a don Rodrigo la possibilità di impedire le nozze di Lucia e Renzo con la complicità di Egidio e la monaca di Monza. Lucia viene rapita. Allora il convento si tingerà di giallo e donna Prassede introdurrà l’ingresso dell’Ispettor Clouseau, geniale incaricato della Secrét che dopo accurate indagini e tramite un infallibile esame del caso dichiarerà se stesso il colpevole, firmando la sua stessa condanna. La peste, dopo un breve soggiorno all’Hotel Bristol e la colazione decide di fermarsi a Milano. Renzo, che era stato malato dopo la guarigione si reca al lazzeretto e trova fra Cristoforo prima e poi la sua amata Lucia che è ancora malata. Lucia aveva fatto voto di castità alla Madonna in cambio della salvezza, voto che fra Cristoforo dichiara di poter annullare in cambio del perdono di Don Rodrigo da parte di Renzo. Don Rodrigo è li di fronte a loro, appestato e morente e implora il perdono di Renzo. Renzo fa finta di perdonarlo tenendo le dita incrociate, Lucia si accorge della menzogna e lo minaccia di trasformarlo in un burattino di legno, sicchè Renzo si arrende e perdona il cattivo della storia, il quale dopo una pomposa coreografia stramazza a terra, morto. Il voto è annulato da Fra Cristoforo e Lucia e Renzo si possono unire in matrimonio, finalmente!

Alcuni ragazzi che usufruiscono di questo servizio, fra cui Flavia Allorio, Luigi Bilardo, Anna Crescenzo, Ilenia Davi, Angela di Muro, Carla Esma, Mariarosa Ferraguto, Cinzia Fusaro, Pietro Giardini e Massimiliano Zeoli hanno sperimentato come il teatro possa aiutare a superare insicurezze e timori e insegnare ad esprimersi meglio in mezzo alla gente.
E poi c’è stato tanto tanto divertimento.

E’ piacevole che in mezzo a tante difficoltà della vita quotidiana, molti professionisti della salute mentale appassionati al loro lavoro prendano delle iniziative che non vanno solo a tamponare le situazioni di emergenza e grave scompenso ma anche a valorizzare i punti di forza e le parti sane di chi è sulla via del recupero.

Ed è anche piacevole constatare la forza miracolosa del gruppo, dello stare “in cerchio”: tutti alla pari, tutti allo stesso piano in un’atmosfera collaborativa che spinge all’empatia collettiva e alla ricerca delle soluzioni ai problemi psico-sociali, dove ogni singolo sperimenta la forza delle proprie motivazioni, raggiungendo una migliore qualità di vita.

Un sentito grazie a chi lavora in questo contesto e un incoraggiamento a chi si è impegnato in questa attività, dobbiamo continuare così!

Oggi abbiamo visto con i nostri occhi che anche se il teatro è finzione regala emozioni vere!

La compagnia teatrale “MILLEPIEDI” vince una battaglia contro il male oscuro

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FRA CRISTOFORO CON UN FLASH BACK RACCONTA IL SUO PASSATO DI CANTANTE ROCK

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SALUTI A FINE SPETTACOLO

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