La conchiglia di sa

Da Nina
Di lei vi avevo accennato in questo post, a proposito della sua stoffina. Vi avevo anticipato che presto avreste conosciuto anche voi la sua storia e, come promesso, eccoci, qui. La sua conchiglia mi è arrivata un giorno di settembre, all'alba della mia grande prova. L'ho letta, ho pianto forte, mi sono commossa pensando: 'Si, questo è un segno, anche io farò un' Icsi a novembre come lei e la sua storia potrebbe essere la mia. Lei viene a dirmi che i miracoli esistono, che anche per me sarà così. Viene a darmi coraggio'.
Ed è con lo stesso spirito, con lo stesso entusiasmo, con la stessa speranza che io oggi la raccolgo e la deposito qui, sulla Spiaggia. Per voi che ancora state cercando la vostra Perla. Con l'augurio che regali anche a voi quella carica che aspettavate, quelle parole che fanno la differenza, che infondono fiducia e rinnovano la promessa.  Parole che parlano al cuore, scaldandolo.

LA CONCHIGLIA DI SA&SA Il mio percorso per arrivare fino a te
Immagine di Francesca Ballarini
*
Io e Sandro, ci siamo conosciuti nel 94, avevo 16 anni, è stato un amore a prima vista. Siamo stati  fidanzati per 7 anni, prima di fare il grande passo, finalmente nel  maggio del 2003 ci sposiamo, io avevo appena compiuto 24 anni. Come tutte le coppie, dopo un anno sposati, volevamo allargare la famiglia, ma non è stato semplice come ci si aspettava. Mi sono resa conto che non sempre si ha la fortuna di rimanere incinta al primo colpo, almeno questo era quello che succedeva a noi. Passano i mesi, cerco informazioni sul web, parlo con il mio ginecologo e così iniziamo a fare i vari esami, i tentativi mirati, ma ancora il nulla, ogni mese era una delusione, ma non mi arrendevo. Nel frattempo mi sono dovuta operare per endometriosi e Sandro di varicocele e dal 2003 siamo già al 2006 facciamo passare un altro anno perché dopo gli interventi bisognava stare a riposo e così passa un altro anno. Capisco subito che il nostro percorso non sarà facile e che devo cercare un centro di PMA, l'endometriosi è una brutta malattia che puo' portare alla sterilità e quindi non posso perdere tempo.  Ci rivolgiamo presso un ospedale, ma i tempi di attesa sono così lunghi e ci chiamano solo a maggio 2008 e nel 2009 facciamo il nostro primo tentativo di inseminazione intrauterina (IUI), poi nel giugno 2009 un altro, tutti e due con esito Beta negativi. Io so bene che non è questa la strada per noi, ma prendo tutto con molta calma, non voglio avere fretta. Sul web, nel frattempo mi ero inscritta ad un forum, dove mi nutro di informazioni preziose, dove mi sento a casa, dove ci sono tante coppie nella nostra situazione e ci si sente meno sole. Sono alla ricerca del centro adatto a noi e dopo che l’ho trovato , parlo con mio marito e dico che voglio rivolgermi ad un centro privato, che ne ho sentito parlare molto bene e che vorrei provare a fare un colloquio lì e così io e mio marito ponderiamo bene questa scelta e a febbraio del 2010 prendiamo appuntamento e facciamo il nostro primo colloquio, l'equipe mi piace molto, il ginecologo che ci segue anche, mi sento fiduciosa,ma ho bisogno di tempo per pensare, le possibilità anche essendo giovane sono solo al di sotto del 30% ed i costi non sono da sottovalutare. Io e mio marito ci prepariamo mentalmente ed economicamente e solo a luglio decido di chiamare per confermare al ginecologo che avevamo pensato e che eravamo pronti ad affrontare questo percorso di fecondazione in vitro....c'è agosto di mezzo e così rimaniamo che ci sentiamo a settembre. Chiamo a settembre 2010, a inizio ciclo e iniziamo le punture, gli ormoni , i monitoraggi e le eco di controllo, il dottore non è molto convinto perché la mia risposta ovarica non è stata come aveva preventivato e quindi mi dice di sospendere per evitare un fallimento. Sono sollevata da un lato perché ho visto la loro professionalità, la loro umanità ed il fatto che ci ritengono persone e non delle cavie. Riprendiamo con un altro protocollo con il ciclo di ottobre... il 2 novembre ho fatto il pick up (ovvero il prelievo ovocitario ) su 5 ovociti , 4 sono buoni e vengono impiantati con gli spermini del mio Sa (questa pratica si chiama ICSI), si fecondano tutti e 4 e il  05 novembre ne impiantiamo 2 di 8 cellule. Mi danno una terapia e 14 giorni di riposo a casa, dopo di ciò posso fare un bell'esame del sangue per sapere se la gravidanza si è impiantata.  Passo questi giorni tranquilli con la consapevolezza che puo' andare male.  Il 16 mattina vado a fare il prelievo e mi dicono di chiamare il ginecologo alle 12.30. Quando lo chiamo sono sola a casa, ma sapendo che le percentuali sono basse, non mi illudo più di tanto... lui mi risponde e lo sento sorridente e mi dice: "Signora complimenti abbiamo un bel 400 e mi sa tanto che abbiamo una doppietta, continui la terapia e rifaccia il prelievo fra tre giorni". Chiudo il telefono e comincio a piangere a ridere e tremare, talmente tremavo forte che non riuscivo a fare il numero di mio marito. Nel frattempo mi squilla il cellulare ed era lui, io piangevo e non riuscivo a parlare, lui dall'altra parte pensava che fosse andata male e cercava di consolarmi... nonché ho preso un bel respiro e gli ho gridato: "SONO INCINTA E SONO DUE"... non vi dico i pianti di gioia di tutti quando lo hanno saputo... stentavo davvero a crederci... erano passati 7 anni e 5 mesi e non avrei mai e poi mai pensato che sarebbe stata buona la prima. A 7 settimane abbiamo anche sentito i battiti, la conferma che qualcosa era cambiata, che dopo 8 anni finalmente il nostro sogno stava per realizzarsi. Ho passato una gravidanza tranquilla e serena ed alla 36+1 del 1 luglio 2011, con cesareo d’urgenza, sono nati i miei scriccioli e da quel giorno mi sono resa conto che non era più un sogno, ma la realtà...
Oggi Renato e Matilda hanno 14 mesi

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