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La costruzione della nazionalità indiana: nazioni ed etnie (Parte 2)

Creato il 24 gennaio 2012 da Davide

La domanda che sorge ora è se esistevano le nazioni in America al tempo della scoperta oppure esse sono state “inventate” dagli europei e si sono poi venute formando a seguito dell’interazione con le potenze coloniali, in particolare l’Inghilterra, e soprattutto della sovrapposizione coercitiva di modelli euro-americani e sono quindi un fenomeno recente. Vediamo come era la situazione in quelle che Pierre Clastres (1977) chiama le “società contro lo Stato” , che, come ha ben dimostrato Donald Leland, non per questo erano necessariamente egualitarie (Leland 1996:145-168) Analizzando i cambiamenti culturali provocati dall’impatto europeo sulle istituzioni culturali native tra il 1000, quando il primo vichingo norvegese pose piede in America e il 1800, quando i neonati Stati Uniti hanno preso forma costituzionale e sono ormai terminate le convulsioni post-rivoluzionarie, Cultures in Contact ci presenta una serie di saggi che ci permette di capire la natura delle società indiane del lato orientale del Nordamerica,all’inizio del cosiddetto periodo storico e nella fattispecie nel XVI e inizio del XVII secolo.
Parlando dei cambiamenti culturali sulla frontiera del New England meridionale tra il 1630 e il 1665, P. A. Thomas afferma:

«Dal momento in cui gli inglesi giunsero in Nuova Inghilterra fino al XX secolo, sia gli amministratori coloniali che la maggioranza degli scrittori successivi hanno visto le “tribù” indiane nella Nuova Inghilterra meridionale come unità politiche ben definite con leader riconoscibili e confini territoriali identificabili (vedi, per esempio, Alden Vaughan 1965:53). Dopo aver passato in rassegna catene specifiche di eventi storici durante il XVII secolo, però, diventa evidente che la persistente unità tribale è puro frutto dell’immaginazione. Come entità sociali, politiche ed economiche, la maggior parte dei gruppi indiani nella Nuova Inghilterra meridionale rientrano in un tipo di società “egualitaria” (Service 1975:47-70) che Marshall Sahlins (1968) ha definito come “tribù segmentaria”. Come tale, l’unità politica, sociale ed economica primaria era il villaggio, che era spesso organizzato intorno a uno o più lignaggi, sostenuti da un contingente semi-mobile di amici e parenti. La “tribù” come tale era episodica. In generale, quello che definiva una tribù segmentaria era la cooperazione tra comunità in risposta a pressioni esterne. In retrospettiva, è quasi impossibile definire le affiliazioni “tribali” della maggior parte dei villaggi indiani della Nuova Inghilterra. … Come ho notato, nessuna unità politica più grande del villaggio agiva insieme in modo coerente nella valle del Connecticut. Le “tribù” squakheag, pocumtuck, norwottuck, woronoco e agawam erano semplicemente delle entità-villaggio. Oltre a ciò, il fazionalismo si sviluppava all’interno degli stessi villaggi. Le famiglie controllavano le risorse, fossero mais, pellicce o terra. A Norwottuck, Woronoco e Agawam alcune famiglie si avvantaggiarono commerciando con gli inglesi pellicce e poi la terra, perseguendo scopi che erano in contrasto con quelli di altri membri dei loro villaggi. Parlare di motivazioni pocumtuck o di strategie norwottuck, come se tutti i membri della comunità fossero d’accordo, significherebbe consapevolmente modificare la realtà. Parlare di politica indiana tribale senza riconoscere tale frammentazione, il fazionalismo e le alleanze mutevoli tra famiglie e villaggi, può portare a interpretare in modo sbagliato il periodo del Contatto nella Nuova Inghilterra meridionale. … Senza questo riconoscimento, molti scrittori hanno visto le tribù indiane che agivano e reagivano semplicemente al cambiamento della politica inglese senza altra motivazione oltre l’autoconservazione contro l’occupazione coloniale (Jennings 1975:145, 227, 255, 287, 315). Io suggerisco che alcuni leader indiani non furono meno colpevoli di qualche inglese nel perseguire l’ingrandimento del proprio potere a spese in ultima istanza di altri membri della loro società» (Thomas 1985:131-157).

Nonostante un gran numero di società indiane si trovasse allo stadio sociale ed economico degli algonchini della Nuova Inghilterra, molte altre si erano organizzate in entità più complesse, socialmente stratificate, che vengono chiamate dagli antropologi “chiefdoms” o “capitaniati”; tra questi, oltre i piccoli “principati” della Costa Nordovest del Pacifico, vi sono i “regni” del Sudest, di cui i più famosi sono quelli dei Natchez della Louisiana e dei Powhatan della Virginia, molto più complessi ed estesi territorialmente. Come esempio parleremo dei Powhatan, la tribù di Pocahontas, che cessò di esistere come entità politica entro il 1646, sconfitta dalla superiore capacità economica e militare inglese, seguendo le conclusioni di E. R. Turner:

«Riassumendo l’organizzazione socio-politica powhatan agli inizi del XVII secolo esistevano tre maggiori livelli di status – capo supremo, capo distrettuale e non capo. Il livello del non capo era ulteriormente diviso in preti e sciamani, consiglieri e guerrieri importanti e, infine, gente comune. La posizione di capo e, probabilmente, di prete era ereditaria. Il capo supremo e i preti principali, almeno, non partecipavano alla produzione della sussistenza. Era attiva una complessa gerarchia redistributiva e i capi erano in grado di confiscare merci specifiche. Le insegne di rango erano osservate attraverso una significativa gamma di abiti e ornamenti e i capi avevano i loro attendenti, guardie del corpo e oratori. La pratica della poligamia era largamente ristretta ai capi. E’ stato notato anche il controllo dei processi socio-regolatori da parte dei capi con chiara capacità di infliggere punizioni secolari. Ulteriore prova di un complesso sistema di rango era l’accesso ristretto ai templi e ai magazzini sotto il controllo di un capo, dato che normalmente solo i capi e i preti potevano visitare queste strutture. Esistevano marcate variazioni di pratiche funerarie, con il collocamento nei templi limitato ai capi, i cui corpi erano associati a numerosi articoli di distribuzione limitata. Infine sia gli schemi di insediamento che di organizzazione comunitaria dei Powhatan sono coerenti con quello che ci si aspetta da un chiefdom (cioè centri cerimoniali e politici attorno a cui ruotano centri minori e villaggi tributari, N. d. T.). Si può concludere che il capitaniato powhatan era una società orientata sulla parentela in cui le prerogative del capo erano primariamente protette e sanzionate attraverso lo status soprannaturale dei suoi antenati. La presenza di status ascritti e gerarchie organizzative è chiaramente documentata. Tuttavia, il grado di complessità socio-culturale non aveva raggiunto quello di una società statale stratificata, dato che erano assenti effettive differenziazioni di classe politiche ed economiche » (Turner 1985:207-208)

Clastres, Pierre, La società contro lo Stato. Ricerche di antropologia politica, Feltrinelli, Milano 1977.

Leland, Donald, Liberty, Equality, Fraternity: Was the Indian Really Egalitarian?, in Clifton, op. cit., pp. 145-168.

Fitzhugh, William W. (a cura), Cultures in Contact. The European Impact on Native Cultural Institutions in Eastern North America, A. D. 1000-1800. Smithsonian Institution Press, Washington D. C. 1985.

Thomas, Peter A., Cultural Change on the Southern New England Frontier, 1630-1665, Fitzhugh, W. W.,in op. cit. 1985, pp.131-157.

Turner, E. Randolph, The Powhatan Chiefdom and the Effects of European Contact, A. D. 1607-1664, in Fitzhugh, W. W., op. cit. 1985, pp.207-208.


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