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La cricca. E a proposito dell’ultimo scoop de “La verità”

Creato il 24 maggio 2020 da Rosebudgiornalismo @RosebudGiornali
La cricca. E a proposito dell’ultimo scoop de “La verità”

Su questo sito negli ultimi tempi l'abbiamo azzeccata almeno due volte: la prima quando, sei mesi fa, abbiamo eletto "La Verità" di Belpietro miglior giornale italiano dell'anno e la seconda volta quando abbiamo stigmatizzato il danno che ne sarebbe venuto all'Italia dalla creazione del Conte-bis, conseguenza drammatica del tradimento politico del guru digitale Giuseppe Grillo da Genova.

La cricca. E a proposito dell’ultimo scoop de “La verità”
Per la verità c'è stato anche un tempo in cui abbiamo eletto "Il Fatto Quotidiano" quale peggior giornale italiano del 2019 e Marco Travaglio il peggior giornalista... ma a che pro ricordare codesti dettagli? La verità recita che si tratta di semantica.

L'altra "verità", quella più difficile da digerire, continua ad essere, invece, la "verità" che è sempre stata da almeno sei anni (ma forse da 50), cioè il fatto che il nostro paese sta vivendo una crisi democratica e mediatica così spaventosa che al confronto l'enorme debito pubblico che grava sulle nostre spalle come infida spada di Damocle comincia a sembrare una faccenduola tutto sommato gestibile.

Una terza verità dice, inoltre, che tale è il potere di alcuni feudatari editoriali nel nostro paese, tale è la partigianeria di date "firme", tale è la sete di visibilità di data magistratura politicizzata e di date frange politiche determinate a tutto pur di non abbandonare la poltrona, che non è da escludersi che il nostro Stato sia vicino all'implosione, in tutti i sensi. A questo di fatto ci ha portato la "cricca" formata da tutte queste folli pedine nelle cui mani abbiamo imprudentemente consegnato la nazione.

In un paese normale, infine, davanti a uno stato comatoso così profondo si indirebbero subito nuove elezioni, si darebbe voce al popolo, si restituirebbe un senso al termine democrazia. Già!, in un paese normale, ma noi non siamo quella comunità. Noi siamo progressivamente diventati una repubblichetta in balia delle onde e della "cricca", appunto, la quale repubblichetta, merce l'endemica crisi economica, ma anche socioculturale, non ha né la forza intellettuale, men che meno la forza morale per ribellarsi, per mandarli tutti a casa.

Ciò per dire che è finito anche il tempo dello scherzo. Dell'ironia facile e forse non ci resta che piangere. Detto questo, è pur vero che il nostro glorioso stivale le ha viste tutte in quasi tremila anni di storia. Sulle strade dove è passato Cesare vincitore, dove sono passati infiniti generali romani di ritorno da epocali battaglie, dove hanno camminato le migliori menti e i migliori artisti che abbiano abitato il pianeta, cosa vuoi che importi se oggidì ci camminino i grillorenzisti? Gli adepti della setta il cui atavico motto è "O poltrona o morte"? Cosa vuoi che importi?

Tentiamo insomma di conservar speranza. Lo dobbiamo a chi è stato prima di noi e a chi verrà. Perché un giorno riusciremo a mandarli via, a sradicarli dalla cadegra pubblica, a staccarli a calci in culo, tutti quanti, nessun dubbio su questo! E lo faremo usando l'unico metodo che incute loro terrore allo stato puro: il metodo democratico!

Rina Brundu

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