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La crisi per i Testimoni di Giustizia – La Lente in pillole

Creato il 22 agosto 2019 da Annagiuffrida @lentecronista

Nelle ore successive alla crisi di Goveno aumentano le preoccupazioni, già lamentate negli anni precedenti, di una categoria di cittadini italiani spesso sfruttati dalla politica, resi invisibili da leggi rimaste inattuate e in alcuni casi costretti a vivere in località protetta, con la propria famiglia inclusi spesso anche i bambini. Torno a parlarvi dell’attuale condizione dei testimoni di giustizia attraverso le dichiarazioni contenute in una nota del Comitato Testimoni di Giustizia, che riapre anche la spinosa questione sui fondi del SCP Servizio Centrale di Protezione, tra cui gli “affitti pagati a prezzi fuori mercato nelle località protette” come si puntualizza nel comunicato.

Di seguito la nota del Comitato, inviata a La Lente di una Cronista che vi invito a leggere.

“Il prossimo sottosegretario e preside della commissione centrale deve iniziare da capo – affermano alcuni testimoni di giustizia del Comitato nella nota – Circa due anni, dove una legge senza decreti attuativi è stata applicata, come punizione per i testimoni di giustizia.
Molte le audizioni dei testimoni di giustizia in commissione centrale ex art 10, ma le risoluzioni restano poche, anche perché molti membri della commissione centrale ex art 10 restano gli stessi, un passato, presente che ritorna. Un presidente della Commissione centrale, non eletto, ma nominato che era partito bene ma poi nulla …una grande relazione di parte che non dice tutta la verità.”

“Un servizio centrale di protezione sempre più in affanno e con personale ormai che è su quelle sedie da decenni, molti e non tutti pensano che i testimoni di giustizia siano dei rompicoglioni, affermandolo in più occasioni, altri invece credono che la capitalizzazione sia un sei al Superenalotto e che il danno biologico un di più, coloro si sentono dei potenti degli intoccabili e anche chi tra loro ha rubato e arrestato ha avuto una pena lieve, faccenda che andava approfondita ma che ha visto tre infedeli puniti – prosegue il Comitato nella sua nota – Cento milioni di euro nelle casse del SCP per gestire il sistema protezione che troppo spesso è pieno di falle ma nessuno lo dice, perché in molti temono il SCP, vero noi testimoni di giustizia siamo incensurati ed oltre a distruggerci psicologicamente che non è poco o a cercare in passato di mandarci in galera  non posso fare, cosa diversa per i collaboratori di giustizia ex criminali con pene da espiare.
Un sistema che produce anche ricchezza basta ricordare gli affitti pagati a prezzi fuori mercato nelle località protette.”

La crisi per i Testimoni di Giustizia – La Lente in pillole

Fonte: web

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Fonte: web

“Ma a volte ci siamo chiesti perché non delocalizzare il denaro presso i nucleo operativi di protezione?  Magari con una spending review che darebbe anche un risultato vero e concreto. Ma da Roma non si molla l’osso.
Oggi il SCP ha un nuovo gestionale per amministrare il denaro ma gli errori restano e quando non c’è un “padrone” come in una azienda privata gli errori si possono trasformare in orrori – si legge nel comunicato – A breve il sottosegretario Dott Gaetti potrebbe lasciare la poltrona di Presidente di commissione e con lui anche lo staff,quello staff composto da una mente storica del SCP l’avvocato De Salvo Giuseppe già capo centro  dei servizi segreti civili di Messina e anche colui che ha gestito le assunzioni dei testimoni di giustizia, con quella lista o graduatoria segreta e poi svanita nel nulla con il suo passaggio al Viminale, ruolo voluto dal Dott. Gaetti.”

“Ora il futuro resta un incognita che dura da venti anni, di governi né abbiamo visti tanti e di sottosegretari o vice ministri pure, ma restano quelle poltrone della commissione centrale ex art 10 occupate da anni dalle stesse persone, a questo restiamo in attesa del prossimo presidente o di un colpo di scena del movimento 5 stelle”, conclude il Comitato tdg.


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