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La danza del Gorilla – Sandrone Dazieri

Da Gialloecucina

La danza del Gorilla – Sandrone Dazieri

Trama

Disturbo dissociativo dell’identità. Il Gorilla ne soffre sin da bambino e ha imparato a nascondersi e sopravvivere, almeno fino a quando qualcuno non gli ha sparato in testa, dieci anni fa. Adesso ha cambiato vita e se ne sta ad Amsterdam, dove – grazie alle proprietà terapeutiche della marijuana – ha stipulato una tregua con il suo alter ego: il Socio, il doppio in agguato, che gli ruggisce dentro e che è sempre pronto a prendere il sopravvento. I due sono diversi, e non hanno mai avuto un rapporto facile. Se il primo è istintivo, ironico, poco avvezzo alla violenza, il secondo è freddo, spietato, letale. Rientrato a Milano per la morte di un amico, il Gorilla finisce invischiato nel pasticcio di un incendio doloso. Tra le pieghe della città, dove si aggirano dropout e vecchi militanti dell’estrema sinistra, imprenditori alla canna del gas, forzuti vigilantes e pretoriani del decoro urbano, dovrà fare i conti col passato, misurare il peso delle sconfitte collettive, tenere a bada il Socio, vedersela con la metropoli di NoLo e piazza Gae Aulenti, del Bosco Verticale e del dopo Expo, la metropoli – smart e friendly – che cambia ogni giorno, vendendosi ogni volta un pezzo di anima. Personaggio leggendario del noir italiano, il Gorilla è tornato in pista, in un viaggio al termine della notte che svela la schizofrenia di questo tempo marcio, ammantato di promesse scintillanti come i nuovi grattacieli, inchiodato alle ingiustizie di sempre.

Recensione a cura di Giampaolo Pierno

Il gorilla è tornato con un nuovo capitolo che non deluderà le aspettative di coloro che hanno conosciuto le avvincenti storie di cui è  protagonista  questo eclettico e “particolare” personaggio nei precedenti romanzi di Sandro (Sandrone) Dazieri:   “La cura del Gorilla” , “Gorilla Blues”, “Il karma del Gorilla”. Sandro Dazieri non ha bisogno di presentazioni. La sua capacità narrativa e il realismo che permea i suoi romanzi, consentono al lettore di sentirsi parte di essi. I suoi racconti non si leggono, si vivono.

Dazieri spazia dal noir più coinvolgente, al fantasy, fantascienza, horror, fino al fumetto. Ha pubblicato la trilogia del padre, tradotta in più di 25 paesi. E’ capace di esprimersi mirabilmente e giostrare tra la passione per i libri per ragazzi che lo ha sempre accompagnato e il genere noir di cui è uno dei massimi rappresentanti nel panorama italiano. Il Gorilla è la sua creatura più appassionante e le storie che lo vedono protagonista trovano sempre il plauso di pubblico e critica. Coloro che non hanno avuto ancora il piacere di leggerlo si troveranno emotivamente coinvolti in questo noir che li appassionerà e li manterrà in tensione fino all’ultima pagina, divenendo stimolo a leggere le altre vicende che hanno per protagonista Il Gorilla.

La “Danza del Gorilla”, vede all’opera il nostro personaggio, in cui convivono, in schizofrenica osmosi, due anime come un novello dottor Jekill e Mister Hyde. Le due distinte personalità, una razionale, non violenta, riflessiva e l’altra istintiva, malvagia e violenta, per manifestarsi non hanno bisogno di pozioni, come nel famoso romanzo di Louis Stevenson, ma trovano la loro causa nel DDI, disturbo dissociativo dell’identità, di cui il Gorilla è affetto fin da piccolo e con cui è riuscito a convivere, fino a quando un colpo di pistola alla testa ha reso più difficile gestire e controllare il suo alter ego “Il Socio”.  In ognuno di noi, in maniera diversa, convivono spesso due distinte personalità, un’ambivalenza del comportamento, in cui coesistono un io razionale, controllato e riflessivo e un altro io, preda di pulsioni e reazioni incontrollate. Ma non è di un trattato psichico che vogliamo parlare, ma del nostro Gorilla che è costretto a vivere ad Amsterdam, in cui l’uso più facile e lecito della cannabis, gli consente di tenere sotto controllo, per quanto possibile, il Socio e le sue reazioni. La morte di un vecchio amico, con cui ha condiviso passioni e impegno politico lo porta a Milano e qui la personale esperienza e conoscenza dell’autore, ci fa da guida e rende ancora più realistica e lucida la trama del romanzo e gli avvenimenti che lo attraversano. E’ la Milano da bere, o come è stata definita, la Milano “da pere”, quella con cui il Gorilla viene a contatto e in cui si trova invischiato a causa del presunto suicidio dell’amico Albero. Un suicidio che non lo convince, ritenendo che Albero sia stato ucciso da qualcuno che gli voleva chiudere la bocca. Il caso di cui si deve occupare riguarda l’incendio di alcuni capannoni industriali di cui Albero era guardiano e di cui viene ritenuto responsabile. Accompagneremo il Gorilla nelle sue intricate indagini e conosceremo i vari e particolari personaggi coinvolti nella storia, in cui si troverà invischiato, come in una tela di ragno. Vicende e omicidi in cui rischierà la vita. Dazieri guida magistralmente il suo protagonista in quell’ambiente in cui, al rampantismo arrivista e cinico della Milano opulenta dei ceti sociali emergenti, si mescolano i loschi affari e l’ascesa criminale della ‘ndrangheta che, dalla Calabria, dirama i suoi tentacoli a pescare soldi in questo terreno ricco e inesauribile e che vede nell’eroina una delle fonti di arricchimento più producenti. La storia si intreccia con quella dei centri sociali e di membri appartenuti a gruppi extraparlamentari, provenienti da diverse esperienze dei movimenti rivoluzionari. Da Piazza Gae Aulenti, e le sue torri che svettano nell’Olimpo del potere finanziario, il simbolo della Milano ricca e potente, con gli esclusivi edifici del Bosco Verticale, fino allo squallore di aree abbandonate al degrado in cui i membri del “Circo” curano clandestinamente i derelitti. Ci troveremo a vivere questa storia che ci emozionerà e seguiremo i protagonisti, scavando con loro nelle sordide macerie dove si possono celare verità sconvolgenti. Il Gorilla e il suo Socio che appare sempre più difficile da controllare nei suoi moti violenti e reattivi, ci trascineranno e coinvolgeranno con una tensione che ci accompagnerà fino alla fine. Non voglio anticipare altro della trama e dei contenuti del romanzo e rivelare episodi che scoprirete, leggendolo, ma non posso esimermi dal citare un passaggio che mi ha particolarmente colpito. Il Gorilla è stato gravemente ferito e ha paura che non sopravviverà e il Socio, il suo alter ego, il suo subcosciente, malvagio e violento, esprime in una frase un senso di umanità che non ci aspetteremo: “E ti dispiace (di morire)? Saremo in pace, finalmente. Io e te una cosa sola, senza nessuno che venga a chiederci conto di quello che siamo. La pace, la tranquillità della morte che anche il Socio vede come una liberazione da quella assurda e malata bivalenza. Qui Dazieri aggiunge un istante che non è esagerato definire poetico alla sua eccelsa narrativa.

Dettagli

  • Copertina flessibile: 256 pagine
  • Editore: Rizzoli (29 ottobre 2019)
  • Collana: Nero Rizzoli
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8817139351
  • ISBN-13: 978-8817139359

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