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La denuncia shock di un ex seminarista: “Vittimia di abusi quando avevo 16 anni”

Creato il 05 marzo 2018 da Vivicentro @vivicentro
La denuncia shock di un ex seminarista nei confronti di un porporato

Una denuncia shock quella fatta da Armando – nome di fantasia per nascondere l’identità della vittima – nei confronti del sacerdote che avrebbe abusato di lui quando era un seminarista nella diocesi di Aversa e aveva appena 16 anni. Maurizio Palmieri, allora ‘animatore’ 25enne, oggi ‘monsignor Palmieri’ canonico della Diocesi di Aversa, avrebbe abusato sessualmente di lui portandolo al desiderio di volersi allontanare da quello che era un suo sogno e una vocazione: ovvero diventare sacerdote.

Come raccontato dalla vittima nell’intervista rilasciata a Fanpage, nel 1994 all’età di 15 anni era nel seminario vescovile minore di Aversa mentre l’allora animatore pera un 25enne. Armando ricorda che il primo anno era felice ed amava la vita che faceva, poi tutto diventa un incubo: “Un giorno d’estate la Diocesi ha organizzato un capo estivo a Vibonati, una delle tante esperienze extradidattiche che mi piacevano” racconta, “Non so descrivere come sia accaduto, so solo che siamo rimasti soli e lui mi ha baciato sulla bocca”. Un episodio che lo ha sconvolto e da cui è scaturito l’inferno. Il monsignore ha iniziato a chiamarlo nella sua stanza di sera, sconvolto racconta: “Mi chiedeva di entrare nel suo letto, mi masturbava, mi chiedeva di masturbarlo

Armando afferma di non essere stato l’unica vittima e racconta di un episodio avvenuto a Parigi mentre era in viaggio con il sacerdote e un altro giovane seminarista: “Ricordo che a me fu assegnato il letto singolo mentre loro [il prete e lo studente] in quello matrimoniale. Ho visto coi miei occhi che abusava di lui mentre credeva che dormissi”.

La vittima poi racconta i dettagli degli abusi perpetrati dal sacerdote: “Sapeva farsi benvolere, chiacchierava con tutti, diceva che avrebbe pregato per noi e poi ci chiedeva delle cose strane. A qualcuno ha chiesto di leccargli o baciargli l’alluce, a me, invece, di prendere dalla sua bocca il chewing-gum e tenerlo nella mia. ‘Se mi vuoi bene lo devi fare’, diceva”

Inizialmente Armando eseguiva tutto ciò che gli veniva chiesto per paura di essere allontanato perché, nonostante le violenze, amava la vita da seminarista. Con il passare del tempo, la fede è iniziata a venire meno e il disagio e il dolore hanno preso il sopravvento, spingendolo ad abbandonare il suo progetto e il suo futuro. Il percorso successivo non è stato meno difficile: ha avuto bisogno del supporto di psicoterapeuti che lo aiutassero a superare quel trauma e tutta la sua esistenza ha risentito della terribile esperienza subita.

Armando ha trovato il coraggio di denunciare il suo aguzzino: prima alla Curia e poi alla Questura. Legalmente il reato era prescritto, e nemmeno la Curia si è occupata di monsignor Maurizio Palmieri. Tuttavia si dice convinto che prima o poi avrà giustizia e invita tutte le vittime del religioso a non aver paura e a denunciare.

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