Magazine Diario personale

La differenza tra una Panda e un piatto di spaghetti.

Creato il 28 settembre 2019 da Cristiana

Passare dal mondo delle auto a quello del "food" come lo si chiama tra esperti (chissà perché non si dice "CIBO" in tutto il mondo, ma va bene) è stata una scelta dettata dalla passione (per il suddetto food) ma anche una deliberata scelta manageriale.

L'industria automotive è un settore considerato "antico", fatto di processi produttivi che si sono evoluti in modo straordinario e profondo. Si è passati dal fordismo al toyotismo (da una fabbrica alienante e faticosa ad una fabbrica costruita intorno all'uomo) perché per fortuna le dimensioni della produzione automobilistica hanno consentito anche una fortissima organizzazione sindacale che ha saputo negli anni e in tutti i Paesi generare evoluzione dei diritti dei lavoratori.
Il mondo dell'auto ha vissuto una fase di vendita automatica (quando le macchine si vendevano dalla bisarca, come mi raccontava un vecchio concessionario) ad una fase di vendita complessa (oggi siamo in un mercato di saturazione nei paesi occidentali, la macchina - anzi la sostituzione della macchina - è spesso un bisogno indotto dal marketing) che ha evoluto le tecniche di vendita e di misurazione della soddisfazione dei clienti. Voi non lo vedete, ma quando andate ad acquistare la macchina la quantità di processi che ci sono dietro la vostra chiacchierata con il venditore, nel modo di fare il test drive, di proporvi il miglior modo di acquisto e fino alla consegna ha un immenso lavoro dietro: di formazione, di monitoraggio, di motivazione.

Oggi le aziende automobilistiche vivono una fase di cambiamento epocale: cambiamento tecnologico, pensate alle macchine elettriche e cambiamento nel modello di vendita, pensate al fatto che in molti luoghi del mondo vi potete già acquistare la macchina dal divano e aspettarla nel giardino.

Veniamo al food.
Mentre il modello di business sul cliente è assolutamente simile a quello automotive con le dovute eccezioni (entrate in un posto per mangiare, leggete recensioni per farlo o ve lo consiglia un amico, sapete cosa volete, vi sedete e parlate con un cameriere, alla fine ve ne andate e pagate il conto che è esattamente quello che fate in una concessionaria) la parte produttiva è certamente quella diversa.
La produzione di quello che vedete a tavola, il piatto che vi viene portato, richiede processi molto complessi (dalla scelta della materia prima, l'acquisto, il trasporto, la trasformazione, la conservazione, fino ad arrivare al servizio) che richiedono tantissima professionalità e cura.

La differenza tra un piatto di spaghetti ed una Panda è che tutte le Panda vengono prodotte allo stesso modo e che la quantità di "sconto" che un concessionario può farvi è sempre la stessa. Poi uno può fare più o meno margine a seconda delle esigenze del momento, ma l'ha acquistata da chi la produce sempre allo stesso prezzo. Il piatto di spaghetti non è sempre uguale, non è sempre stato cucinato con il pomodoro di qualità, può essere fresco o in conserva, può essere fatto con pasta artigianale o pasta tarocca con grani coltivati e trattati chissà dove, con olio buono o olio di merda e infine può essere cucinato da un cuoco pagato in nero (cosa impossibile nel mondo dell'auto) oppure da un cuoco ben pagato. Ecco se comprate una Panda a Palermo o a Milano, in centro o in periferia sarà sempre la stessa. Può cambiare lo sconto, la professionalità del venditore, ma non può essere diversa.
Quando mangiate un piatto di spaghetti chiedetevi cosa state mangiando e chi lo ha preparato, chi ha prodotto quello che state mangiando ed è stato trasformato e sappiate che anche dal prezzo potete capire molte cose.

Oggi la sfida manageriale (e che dovrebbe essere anche una sfida politica) è portare quel business ad essere un business evoluto in ogni punto della catena da chi produce a chi mangia, costruendo processi efficienti che consentano qualità di vita e qualità del cibo.

p.s. Ci sarebbero milioni di cose da dire sul costo del lavoro nel food ma non è argomento di questo post anche se un Paese che vuole conservare le sue tradizioni e ne vuole fare ricchezza e sistema dovrebbe mettere mano a questo tema. Il cibo in Italia dovrebbe essere trattato come un Bene Culturale.

Alessandro Bocchetti Jovica Todorovic Teo ecco cosa vi avrei detto se ci fossimo visti per un bicchiere di vino dopo questi 5 mesi.

La differenza tra una Panda e un piatto di spaghetti.

Classe 1976, ingegnere meccanico, da settembre 2017 sono tornata a vivere a Roma dopo un'esperienza in FCA Netherlands (e una ventina di traslochi in giro per l'Italia) come Managing Director, per assumere la carica di Sales Director per Mazda Motor Italia, un marchio automobilistico fuori dagli schemi che crede in cose in cui nessuno crede dal motore rotativo ai motori benzina che funzionano come i diesel e inquineranno meno dei motori elettrici. Da maggio 2015 siedo nel Consiglio di Amministrazione (CDA) di ANAS, cercando di servire il Paese e di dare un piccolo contributo per colmare il gap infrastrutturale italiano. Di notte scrivo libri: Quattro ed.Il Dito e La Luna 2006, Verrai a Trovarmi d'inverno ed. Hacca, 2011, "Ho dormito con te tutta la notte", ed. Hacca 2014. Vedi tutti gli articoli di calicata

Pubblicato


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog