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La difficile scelta elettorale di Joe Biden

Creato il 30 maggio 2020 da Rosebudgiornalismo @RosebudGiornali
La difficile scelta elettorale di Joe Biden di Michele Marsonet.

Il discorso sulle ormai imminenti (3 novembre 2020) elezioni presidenziali Usa risulta frenato, da un lato, dalla pandemia che sta mettendo in ginocchio l'economia con milioni di disoccupati e, dall'altro, dall'episodio di Minneapolis con gli scontri razziali che coinvolgono molte delle principali città americane.
Senza scordare il conflitto sempre più aspro con la Repubblica Popolare Cinese. Qui Donald Trump ha assunto una posizione molto decisa sposando senza tentennamenti la causa di Hong Kong e mette conto notare che, almeno in questo caso, la politica Usa è compatta poiché i democratici hanno assicurato al presidente un appoggio "bipartisan".
Di elezioni, comunque, si parla meno del dovuto proprio a causa degli avvenimenti appena citati. I repubblicani non hanno problemi di nomine giacché da tempo hanno deciso di confermare il ticket uscente Donald Trump-Mike Pence. Permane ovviamente la preoccupazione che le conseguenze della pandemia possano causare la sconfitta del presidente, che non l'ha gestita in modo ottimale, ma questo non inficia la nomina.
Molto più confusa, invece, è la situazione in campo democratico. Uscito vincitore dalle primarie, l'ex vice di Obama, Joe Biden, sta ancora valutando i possibili candidati alla vice-presidenza. Si rammenterà, a questo proposito, che lo stesso Biden aveva volutamente ristretto la scelta dicendo con chiarezza che avrebbe scelto una donna come vice per correre con lui alle presidenziali di novembre.
Tale scelta era stata accolta con molto favore dall'elettorato democratico, pur memore della sconfitta subita da Hillary Clinton nella tornata elettorale del 2016. Ora, però, la mossa sta causando parecchi problemi al candidato democratico. Molte sono infatti le potenziali aspiranti e, per vari motivi, nessuna convince sino in fondo.
La persona più gradita a Biden è la senatrice (ed ex procuratrice) del Minnesota Amy Klobuchar, 60 anni, come lui appartenente all'ala moderata del Partito democratico. La Klobuchar aveva corso alle primarie ma si era ben presto ritirata proprio per favorire il successo di Biden. Si è tuttavia scoperto che in passato la senatrice non aveva perseguito Derek Chauvin, il poliziotto di Minneapolis responsabile della morte del dimostrante nero George Floyd.
Tra l'altro Chauvin era già stato coinvolto in precedenza in episodi di violenza razziale, e l'episodio fa suonare campane a morto per la candidatura Klobuchar. E' noto, infatti, che la comunità afroamericana sostiene Biden in modo compatto e non accetterebbe una vice-presidente accusata di eccessiva tolleranza nei confronti della polizia.
A questo punto la scelta di Biden si complica parecchio. La senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren, 70 anni, appare troppo sbilanciata a sinistra. Ecco allora entrare in campo due esponenti della comunità afroamericana. Vel Demings, 63 anni, parlamentare della Florida e con esperienze nella polizia di Orlando, e Stacey Abrams, 43 anni, parlamentare della Georgia. Biden, tuttavia, non sembra pienamente convinto della validità di queste candidature.
Potrebbe allora ricorrere a Kamala Harris, 55 anni, di origini indo-giamaicane e senatrice della California. Appartenente all'ala sinistra del partito, si è molto avvicinata a Biden durante lo svolgimento delle primarie. Altro nome in lizza è quello di Gretchen Whitmer, 28 anni, governatrice del Michigan ma estranea alla comunità afroamericana.
Per finire spunta anche la candidatura di Susan Rice, 55 anni, un'afroamericana di prestigio e di vasta esperienza internazionale. E' stata infatti rappresentante permanente Usa alle Nazioni Unite e in seguito nominata Consigliere per la sicurezza nazionale da Barack Obama nel 2013. Dunque persona molto vicina all'ex presidente. Tutti sanno che Obama ha molto appoggiato Biden, e questo fatto potrebbe avere un peso decisivo nell'eventuale nomina della Rice.
E' chiaro che il candidato democratico deve procedere in fretta per poter opporre in modo efficace il suo ticket a quello, già sicuro, confermato dai repubblicani. Solo in questo modo potrà finalmente elaborare un programma che, attualmente, è piuttosto nebuloso poiché si limita a sottolineare le debolezze di Donald Trump.


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