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La diplomazia occidentale tra Russia e Cina: le (possibili) alterazioni dell’equilibrio strategico globale

Creato il 06 maggio 2016 da Bloglobal @bloglobal_opi

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di Mireno Berrettini

La diplomazia occidentale tra Russia e Cina
Il linguaggio odierno dei commentatori politici è indubbiamente caratterizzato da un alto tasso di innovazione; sono infatti numerosi i vocaboli mutuati da altri settori o altre discipline, come molti sono i neologismi. Non tutti hanno avuto fortuna, ma certamente alcuni sono diventati chiavi interpretative o veri e propri strumenti analitici. Molti di questi nuovi lemmi implicitamente riguardano una trasformazione dei rapporti tra sovranità e spazio, così come tra dimensione politica e dimensione economica. Il linguaggio attuale in poche parole è il prodotto di trasformazioni che sfuggono alle tassonomie nominali del vocabolario tradizionale, almeno nella stessa misura in cui le produce: e allora abbiamo imparato a conoscere “Chindia”, per descrivere l’unione geo-economica tra Cina e India che sta ridefinendo i rapporti nel sistema della divisione internazionale del lavoro, “Chiwan” che invece ‘salda’ Cina e Taiwan tanto dal punto di vista economico-finanziario tanto da quello culturale; infine “Chimerica”, il rapporto ‘simbiotico’ che lega reciprocamente Cina e Stati Uniti. Il mio elenco potrebbe allungarsi, mi limito invece a menzionare “Chussia”, un costrutto analogo ai precedenti, che va a delineare il ‘vincolo’ creatosi tra Repubblica Popolare Cinese (RPC) e Federazione Russa; si tratta di un vocabolo sicuramente meno noto, ma probabilmente dalla portata più significativa, almeno dal punto di vista geo-strategico.

Il senso della portata della questione non è affatto presente nell’immaginario collettivo. Non lo è certamente dal punto di vista quantitativo. Una veloce indagine su Google ci rivela come “Chussia”, nella rete, non abbia lo stesso spazio di “Chindia”. Il motore di ricerca riporta (circa) 8.050 risultati per il primo lemma, a fronte di (circa) 527.000 risultati per il secondo, segno che la sfera pubblica tenda a concentrare l’attenzione sulla peculiare relazione che esiste tra Pechino e New Delhi. Stesso dicasi con un altro indicatore di trendsetting, gli #hashtag di Twitter. Dal 2013 al 2014 si contano solo 7 tweet relativi alla ‘relazione’ Mosca-Pechino, a fronte degli innumerevoli ‘cinguettii’ lanciati dal giugno 2009 relativi a quella tra Pechino e New Delhi. Un approccio reader response inoltre conferma che, anche dal punto di vista qualitativo, “Chussia” non venga affatto percepito come issue rilevante tra le varie dinamiche della politica internazionale. Nell’aprile 2015 su Quora, il portale web dove gli utenti si fanno vicendevolmente domande per avere risposte sfruttando il ‘sapere diffuso’, è stato pubblicato il seguente quesito: «What will happen if China and Russia merge together to form a single country?». Solo 5 utenti hanno dato una risposta, ma solo una sembra essere estremamente cosciente della portata della convergenza: a fronte dell’ironia di alcuni utenti («They will have 12 timeline hence within a country 12 different times so go in past (literally) of a country» di Ankur Jha e «Russia people can purchase whatever they want on Taobao, maybe free charge of postage» di Rainnie Tang e «there will again be a Soviet type dissolution in next 70-80 years from the date of formation» di Himanshu Agrawal), solo Sanjana Sitaraman scrive che sarebbe «a major threat to USA and the whole world. Certainly the global power will shift to Chussia and there is a possibility of a ‘unipolar world’. Countries could form alliances against Chussia and resist it, leading to ‘World War III’!»[1].

Possiamo avere dubbi sul concetto di “Chussia”, dobbiamo però averne meno sull’esistenza di un asse strategico tra Pechino e Mosca. Quest’ultimo rappresenta una sfida di una magnitudo tale da costituire un interrogativo circa la stessa possibilità di mantenere in stato dinamico la balance of power e quindi un ostacolo determinate al mantenimento dell’egemonia occidentale. Quello che è stato definito un «axis of convenience» [2], è in realtà qualcosa che trasforma molto più nel profondo la struttura delle relazioni internazionali, saldando in un ‘blocco’ una buona parte della massa dell’heartland con una parte del segmento asiatico del rimland e creando così un ‘ammasso’ politico-economico tale da alterare strutturalmente la distribuzione di potenza a livello globale.

Scarica gratuitamente il Research Paper N°42/maggio 2016: ”La diplomazia occidentale tra Russia e Cina_le (possibili) alterazioni dell’equilibrio strategico globale“

Photo credit: Associated Press

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