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La Domenica Scrivo - Notizie (di esperimenti social, fake news e buone nuove)

Creato il 29 ottobre 2017 da In Central Perk @InCentralPerk
Questa rubrica, come detto più volte, parte da notizie, fatti, che accadono nella settimana e che mi colpiscono così tanto da spingermi a riflettere, e quindi a scrivere.
Si tratta di unire punti, il più delle volte, di ripescare altre notizie, altri fatti, che mi hanno colpito, e metterle insieme alle nuove.
Questa settimana, di notizie impressionanti -v. che impressionano quella parte di me che poi scrive- non ce ne sono state, ma mi sono ritrovata a riflettere sulle notizie di per sé.
Sulla loro importanza, sulla loro influenza.
Mai tanto importante, poi, in un mondo come quello di oggi dove le notizie corrono veloci, corrono a colpi di click sui social, e però -sempre mai come oggi- non sono verificate, sfuggono dai controlli e vengono vendute come vere. A volte, basta il titolo per fingere di aver letto un intero articolo, a volte basta leggere solo quello per sentirsi in dovere e trovare pure il tempo di commentarlo indignati, creando quella polemica fumosa e triste che a niente di diverso porta.
In tal senso, ripesco una notizia della notizia, di qualche mese o forse anno fa, in cui proprio per capire come funziona il gran popolo della rete, Science Post ha scritto un articolo dal titolo "Ricerca: il 70% degli utenti di Facebook legge solo il titolo di quello che condivide". In pochi giorni, tale articolo raggiungeva la ragguardevole somma di più di 50mila condivisioni. Peccato che tale articolo fosse vuoto, scritto in lorem ipsum, e fra buontemponi che magari si sono accorti del fatto, chissà quanti davano fede proprio alla ricerca stessa.
La Domenica Scrivo - Notizie (di esperimenti social, fake news e buone nuove)
Sono i tempi moderni, sono parte di una generazione che alla rete non è educata, né alle sue vere potenzialità né alle sue trappole.
Per questo le fake news si fanno notizie, per questo a colpi di AdSense, banner, e cookies, mentre un Presidente in America viene eletto grazie all'ondata di fango che la rete crea a suo favore, giovanissimi hacker si arricchiscono nell'Europa dell'est, in Macedonia per la precisione. Hanno trovato in Trump il loro agnello d'oro, guadagnando nel periodo delle elezioni più di una vita intera rispetto ai genitori, creando articoli e siti appositi, condivisi, ritwittati e diffusi senza filtro alcuno. A discapito del mondo intero, di creduloni che non sanno come e perchè verificare se quello che leggono va di pari passo al loro pensiero, alla loro personale battaglia.
[Leggere, ma per davvero,  QUI per saperne di più]
Il mondo sta andando a rotoli?
Il male imperversa?
Si può provare allora a chiudere gli occhi, si può provare a leggere solo buone notizie, e su quest'ondata è nato Buone Notizie, inserto gratuito del Corriere della Sera che raccoglie solo quanto di ottimista, buono e fiducioso avviene nel mondo. Con tutti i pericoli che ne consegue, per chi non sa rapportarsi all'altra fetta di notizie che continua ad esistere, all'altro lato -nero- della luna. Ma con un intento che mi trova d'accordo, sempre se non si scade nella facile retorica, e nel semplice promuovere ciò che ci può far lavare la coscienza.
Il buono deve avere il suo megafono. Ma il buono deve essere comunque una notizia.
Perché c'è chi -ad esempio- una cosa simile la fa da sempre, Newsletter che mandano ogni mattina una mail, in cui qualcosa di buono, di bello, che fa sorridere e fa iniziare la giornata con il piede e il pensiero giusto, è successo nel mondo. E ce lo racconta.
Una bolla, sì, in questo caso momentanea, ma a volte necessaria.
Una bolla come quella vissuta dal miliardario John D. Rockfeller nei suoi ultimi mesi di vita, in cui la redazione del New York Times consegnava espressamente e solo per lui, un quotidiano rimaneggiato e truccato, in cui l'avanzata del nazismo veniva taciuta, in cui il mondo -siamo nel 1937- sembrava il luogo perfetto.
Internet in questo caso non mi ha aiutato a capire se questa notizia fosse vera o meno, a verificarla com'è giusto fare, ma è talmente poetica che ho dato fiducia José Saramago che nel suo libro -sì, quello che è nel mio comodino da ormai due mesi- la racconta.
Così poetica da sembrare un film, da sembrare quel Good Bye, Lenin! tanto amato, in cui per evitare shock, evitare ricadute, erano proprio le notizie a essere tenute fuori dalla vita di una madre entrata in coma quando un muro a Berlino ancora c'era, e che si risveglia in un mondo totalmente diverso.
Strano. Assurdo.
Ma successo davvero, a un cittadino polacco, risvegliatosi dopo ben 19 anni in una Polonia in cui il comunismo non c'era più, schiacciato dal capitalismo.
Una vita da ricostruire, una nuova realtà da imparare a conoscere. Di nuovo.
E come tutte le cose nuove, servono attenzione e verifiche, servono filtri, e una mente aperta e allerta. Sempre.

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