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La Donna Ragno (parte 1)

Creato il 12 giugno 2016 da Davide

Una figura straordinariamente antica di divinità ctonia con caratteristiche complesse è la Donna Ragno, che troviamo presso popoli diversi sia in epoca storica che preistorica. Secondo una tradizione Hopi la superficie della terra è retta in condominio da Masau’u (Morte, il dio della morte e possessore del fuoco) e dalla Donna Ragno con i suoi nipoti, gli Dei Gemelli della Guerra:

“Secondo la mia conoscenza all’inizio della vita quegli esseri che possedevano la terra avevano nomi come noi. Maasaw era il capo e la custode della dimora era la Vecchia Donna Ragno. Inoltre c’erano i suoi nipoti Pöqangwhoya e Palöngawhoya. Questi erano i soli quattro proprietari di questo mondo al tempo in cui non esisteva nesun altro” (Malotki e Lomatuway’ma 1987:68).

Quando gli Hopi salirono dall’ultimo mondo sotterraneo a quello attuale fecero un patto con Masau’u e, come simbolo di questo patto speciale, il dio fece fabbricare alla Vecchia Donna Ragno due (oppure quattro) tavolette di pietra con impressi dei simboli, che definiscono i confini della terra degli Hopi. Dopo aver scritto dei segni sulle tavolette la Vecchia Donna Ragno le scosse di fronte ai nipoti, che insieme a Masau’u vi respirarono sopra e fecero incorporare alla pietra le sue iscrizioni. Secondo alcuni (Waters 1963) queste tavolette sono quattro di cui una in possesso al clan Kookop (Fuoco) e tre in mano al clan dell’Orso e ancora oggi sono oggetto di diatribe tra le varie fazioni politico religiose della Terza Mesa Hopi. Una tradizione raccontata dalla Mullett, che evidentemente riporta la voce di un clan differente e ostile al Masau’u, il Dio della morte non nacque dai primi creatori, Tawa il Sole e Donna Ragno, ma fu il prodotto di una cattiva magia che apparve solo dopo la creazione delle creature (Mullett 1981:15).

Una tradizione Hopi, invece, vede Donna Ragno come creatrice autonoma rispetto Donna Sostanze Dure. Questa dea dell’ovest, la sua sorella dell’est e il Sole notarono che sul mare si stava formando della terra secca e cercarono di sapere se vi era vita. Le due dee crearono dall’argilla un uccellino, lo scricciolo, e lo mandarono in esplorazione per cercare qualcosa di vivo. Quello viaggiò in lungo e in largo, ma dimenticò il sudovest e quindi riferì che non c’era vita. Invece aveva mancato di vedere Donna Ragno, Kohkang Wuhti, che viveva già per conto suo sulla terra, in una kiva (camera cerimoniale sotterranea pueblo) in riva all’acqua. La dea occidentale creò quindi uccelli e animali e quella orientale una donna di argilla e poi un uomo e diedero loro la vita. A sudovest la Donna Ragno raccolse della creta e creò anche lei delle persone, a due a due, donando loro una lingua, ma a un certo momento creò una donna, oppure un uomo, single e, accortasi dello sbaglio, fece in seguito il membro mancante della coppia, mandandolo a cercare il suo compagno. Questa è l’origine dei celibi e anche delle liti domestiche, perché quando i due si incontrarono e cominciarono a vivere insieme cominciarono a litigare tra loro e anche con i vicini.

Secondo un’altra versione le dee crearono gli indiani e Donna Ragno creò due persone che capitò fossero due spagnoli, ponendo così una ipoteca spinosa sul futuro degli indiani. Secondo un’altra versione ancora ella creò una parte dell’umanità con l’aiuto dell’Uccello Mimo e insegnò loro una lingua diversa prima di inviarli a vivere in tutto il Mondo di Sotto, ma con il passare del tempo essi cominciarono a litigare tra di loro e con la gente creata dalle due Donne delle Sostanze Dure, quella dell’Est e quella dell’Ovest e da questo fatto hanno avuto origine i dissensi e i conflitti che hanno sempre perseguitato l’umanità. Qui la Donna Ragno è anche connessa a cinque uccelli, l’aquila dorata, il falco passero, la rondine delle rocce, la colomba del mattino e l’averla (James 1974:2-3). La tradizione raccolta da Mullet afferma:

“Venne il tempo in cui ci dovevano essere altri dei per condividere le loro fatiche. Così Tawa divise se stesso e scaturì Muiyinwuh, Dio di Tutti i Germogli di Vita, e anche la Donna Ragno divise se stessa e così ci fu Huzruiwuhti, la Donna delle Sostanze Dure, la dea di tutti i duri ornamenti preziosi, il corallo, la turchese, l’argento e la conchiglia. Huzruiwuhti diventò l’eterna sposa di Tawa; essi furono i primi amanti e dalla loro unione vennero ad esistere quei due esseri meravigliosi, i Magici Gemelli – Puukonhoya, la Giovinezza e Palunhoya, l’Eco” (Mullett 1981:15).

Continuando con la versione raccolta da Simmons (1969) veniamo a sapere che quando l’umanità fuggì dal mondo sotterraneo per sfuggire ai Due Cuori, cioè le streghe e gli stregoni, anche Donna Ragno salì con loro. Il Mondo Superiore era al buio e Donna Ragno, assistita dal capo della società del Flauto, creò il sole e la luna di questo mondo più o meno allo stesso modo con cui Masau’u aveva creato i due astri in una versione differente. Quando l’umanità si separò nei vari popoli avvenne che il fratello maggiore del Grande Capo degli Hopi decise di andare con la sua gente verso oriente, promettendo di tornare un giorno in aiuto agli Hopi. Donna Ragno fece per loro cavalli e asini perché potessero andare a est; questo popolo ebbe molta più fortuna degli altri, diventò ricco e diede origine agli uomini bianchi. Una versione riferita da Alexander Eliot (1977:85-86) afferma che all’inizio del mondo Hopi c’era solo lo Spazio Senza Fine, Tokpela. Qui si accese la prima scintilla di consapevolezza, Tawa, lo Spirito del Sole, che creò il primo mondo: una specie di caverna abitata da insetti, ma questi lo delusero, allora inviò Nonna Ragno con un messaggio, che li obbligava a seguirla in un viaggio attraverso tre mondi fino a raggiungere la superficie della terra dopo varie peripezie. Nonna Ragno qui non è creatrice, ma demiurga e intermediaria; tramite la sua guida gli esseri-insetto cominciano ad evolversi, differenziandosi dagli animali, fino a diventare esseri umani e in particolare Hopi. Nel terzo mondo, poi, Nonna Ragno insegna all’umanità la tessitura e la ceramica e governa i poteri della crescita. Vediamo già in queste storie Hopi delinearsi alcune delle caratteristiche della Donna Ragno, una divinità contraddittoria e multiforme: ella è creatrice, demiurga, talvolta clownesca, collegata alla guerra e donatrice di ricchezza. Tra i vari anziani Hopi vi è un’implicita intesa che i vari clan hanno dei diritti su certi dei. Il clan del Sole, per esempio, reclama i Gemelli guerrieri Pokanghoya e Polonahoya. Reclama anche Gogyeng Sowuhti, Nonna Ragno (letteralmente Vecchia Ragno), anche se la gente del clan dell’Orso sostiene che essa appartiene a loro. Si dice che Masauwu appartenga al clan del Fuoco (Legna da Ardere) e Huruing Wuhti, Donna Sostanze Dure o Signora del Mare, al clan del Coyote d’Acqua (Courlander 1971: 204).

In genere queste varie divinità sono state assimilate senza troppe difficoltà durante la storia che ha visto il popolo Hopi moderno formarsi dal mescolarsi di varie popolazioni di lingua Shoshone con l’apporto di popoli Pueblo di altra lingua. Donna Sostanze Dure fa eccezione dato che il suo ruolo è in contraddizione con quello di Nonna Ragno; essa è associata con la migrazione degli Hopi da oltre il mare e non da un punto di emergenza sotterraneo attraverso il sipapu (l’equivalente dell’omphalos greco, l’ombelico del mondo). I preti Hopi hanno cercato di razionalizzare le due divinità dichiarando che Donna Sostanze Dure rappresenta la Dea dell’Ovest, in direzione dell’Oceano Pacifico e Nonna Ragno la Dea dell’Est e che entrambe sono aspetti della Madre Terra, con Tawa, il Sole, rappresentante il Padre. Abbiamo visto che nella versione Mullett la Donna Ragno, che diventa un essere autonomo come Donna della Sostanze Dure, sposa Tawa e diventa madre dei Gemelli. In questo modo sarebbe spiegata anche la misteriosa parentela che lega di fatto Donna Ragno agli Dei della Guerra. Il mito dell’arrivo dall’oceano persiste in varie tradizioni di clan, come il Clan dell’Acqua; in genere la tradizione dell’emersione dal sipapu (ombelico della terra) è forte nella Prima Mesa, nel villaggio di Walpi, mentre quella dell’attraversamento dell’oceano è forte nella Terza Mesa, nel villaggio di Oraibi, anche se persistono partigiani dell’altra tradizione in entrambi i villaggi e il punto di vista scientifico dell’origine degli indiani da una migrazione attraverso lo Stretto di Bering ha cominciato a infiltrarsi nel pensiero Hopi. Tuttavia alcuni clan della Terza Mesa pongono il luogo di emersione, il sipapu, nel Gran Canyon presso la confluenza dei fiumi Colorado e Little Colorado e si fermano a compiere riti in questo sito durante le spedizioni per la raccolta del sale. In effetti, Donna Sale (personificazione di Donna Sostanze Dure e Signora del Mare) è in realtà Nonna Ragno. Alla lunga Nonna Ragno ha vinto e mentre Donna Sostanze Dure resta una astrazione, Nonna Ragno appare continuamente nelle storie e nel culto.

Secondo la tradizione del villaggio del Pueblo di lingua Keres di Cochiti, riferita da Padre Dumarest nel 19° secolo (che non fa menzione di Donna Pensiero, ma solo del Ragno) i Gemelli vissero con Donna Ragno, la loro madre, al sipapu, sotto le acque del lago, nel secondo mondo (Sebag 1976). Nei villaggi di lingua Keres la situazione dei personaggi creatori si complica per il fatto che talvolta uno della triade è maschile, a volte il Ragno oppure una delle sorelle. In ogni caso Sebag, nella sua analisi strutturale dei miti della creazione dei Keres ci fornisce delle utili informazioni: nella versione Stirling del mito di Acoma la potenza creatrice si chiama Tsichtinako ed è maschile, a Sia si chiama Sussistinnako, Tsitchinako a Laguna e Tsityotsinako a Santa Ana. Sempre lei crea due sorelle o una sorella e un fratello per poter mettere in atto la sua creazione. Boas ci ha dato il significato del nome, cioè Donna Pensiero e quindi veniamo a scoprire che, coerentemente con il pensiero indiano già visto esiste un personaggio che pensa e altri due che attuano, una divisione del lavoro che avevamo già osservato tra i Pawnee e i Caddo, dove la potenza dell’oriente pensa e quella dell’occidente attua. Per il Pueblo di Santa Ana, White scrive che essa è chiamata Signora Pensiero perché i suoi pensieri sono sempre messi in opera. Nonostante il nome il sesso non è mai determinato chiaramente: a Laguna è femminile, ma ha l’aria maschile; a Sia la desinenza “nako” indica il sesso femminile, ma la divinità è descritta come maschile e anche ad Acoma c’è la stessa apparente contraddizione. Inoltre in molti Pueblo Keres Tsichtinako è identificata/o con un ragno e il ragno ha come principale caratteristica di poter passare da un mondo all’altro, esplicando una funzione mediatrice. Dato che l’aspetto potenziale della creazione è colorato al “maschile” e la funzione mediatrice è colorata al “femminile” non stupisce l’ambiguità sessuale di Donna Pensiero o del Ragno. (segue)

Riferimenti

Courlander, H. The Fourth World of the Hopis, Albuquerque, 1971.

Eliot A., (a cura), L’universo fantastico dei Miti, MI 1977.

James, H. C. Pages from Hopi History, Tucson 1974.

Malotki E. and Lomatuway’ma, M. Maasaw: Profile of a Hopi God. Lincoln 1987.

Mullett, G. C. M. Le storie della Donna Ragno, MI 1981.

Sebag, L. L’invenzione del mondo fra gli indiani Pueblo,  Bari, 1976.

Simmons, L. W. (a cura). Talayesva, D. C. Capo Sole. Autobiografia di un indiano Hopi. MI 1969.

Waters, F. Book of the Hopi,  New York, 1963.


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