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La Donna Ragno (parte 2)

Creato il 27 giugno 2016 da Davide

L’aspetto creatore della Donna Ragno è ripreso in una versione trasmessa da Mullett, in base ai racconti del dr. Fewkes, la massima autorità sugli Hopi:

“All’inizio erano soltanto in due: Tawa, il Dio Sole e la Donna Ragno, la Dea Terra. Tutti i misteri e il Potere del Mondo di Sopra appartenevano a Tawa, mentre la Donna Ragno controllava la Magia del Mondo di Sotto. Nel Mondo di Sotto, dimora degli dei, essi abitavano ed essi erano Tutto. Non c’era uomo né donna, né uccello né bestia, nessuna cosa vivente finché Questi Due non vollero che così fosse.… E poi avvenne che questi Due ebbero un Pensiero ed era un Pensiero potente – avrebbero portato ad esistere la Terra tra il Mondo di Sopra e il Mondo di Sotto, dove ora si stendevano luminose soltanto le Acque Senza Fine. Così si sedettero fianco a fianco, facendo ondeggiare i loro splendidi corpi bronzei alla musica pulsante delle loro voci potenti, creando la Prima Canzone Magica, una canzone fatta di venti veloci e acque che scorrono, un canto di luce, suono e vita. …”Molti strani pensieri si formano nella mia mente – belle forme di uccelli che volteggiano nel Cielo, di bestie che si muovono sulla Terra e di pesci che nuotano nelle Acque” intonò Tawa. “Che queste cose che si muovono nel Pensiero del mio Signore appaiano”, cantò la Donna Ragno, mentre con le sue agili dita prendeva della creta e faceva prender forma ai pensieri di Tawa (Mullett 1981:15).”

La Donna Ragno ha capacità creatrici anche per i Navajo, è il simbolo dell’arte tessile e richiede offerte di tessuti. Quando le acque del primo mondo si alzarono ella creò una tela che servì alle creature divine come zattera; nel secondo mondo rapì il figlio di Mostro d’Acqua catturandolo con una rete (una prodezza sconsiderata fatta in altre storie da Coyote). Quando Primo Uomo e Prima Donna esistettero nel primo dei tre mondi sotterranei esisteva anche Donna Ragno: la coppia umana creò vari esseri e potenze e Donna Ragno creò le formiche. Dopo la creazione delle formiche i quattro esseri Mostro d’Acqua, Rana, Donna Sale e Gru si spostarono ai quattro angoli del mondo per non essere seccati da loro. In questo modo Donna Ragno determinò le direzioni. I Gemelli della Guerra la incontrarono andando a cercare per la prima volta la casa del loro padre, il Sole: videro del fumo che saliva da una casa sotterranea, dove si entrava tramite una scala con quattro pioli e dove vi erano molti sedili. Il primo nato scelse quello di selce e il secondo nato quello di turchese. Nella stanza c’era una vecchia che si dimostrò molto pessimista sulla loro avventura, ma dopo essere stata sopraffatta dai Gemelli, diede loro la capacità magica del canto, le cosiddette Piume di Vita e una formula per acquietare i nemici, secondo il mito fondatore del canto di cura Shooting Chant (Newcomb e Reichard 1989), dove dominano i serpenti. Oltre a ciò ella fu indispensabile per fissare all’interno dei Gemelli gli “uomini” di selce e turchese che li resero invincibili. Le Piume di Vita donate ai Gemelli sono rappresentate da stringhe che si svolgono, cioè stringhe di cotone e di lana legate con una o più piume vive che vengono poste sui punti malati del paziente e srotolate per “sciogliere” il male. In un’altra versione del mito i Gemelli incontrano la Donna Ragno nella sua casa su un pinnacolo alto e inaccessibile che si trova a Canyon de Chelly e si chiama Spider Rock, la Roccia del Ragno, e dona loro una penna d’aquila viva, un regalo che lei aveva rubato al Sole e che li proteggerà. Secondo il canto di cura Bead Chant (Reichard 1939:26-36) il protagonista, Scavenger (Animale necrofago), incontra Donna Ragno, che ha una grande bocca con denti irregolari, protesi e ampiamente separati e artigli simili a quelli di un orso. Ella lo avvisa che i suoi “cerchi di vita” hanno bisogno di nuove piume ed egli se le procura presso le sue amiche aquile. In cambio ella gli dà una canna nera e una medicina con cui combattere le Api e i Cespugli Rotolanti (chaparral). In un’altra versione dello stesso canto Donna Ragno cattura Scavenger e il Dio Nero lo salva.

Si dice che il Popolo Ragno fosse il più ricco dei popoli Pueblo; essi erano identificati così dai Navajo a causa delle abitazioni di mattoni di paglia e fango (adobe) a due o tre piani, a cui si accede dal soffitto tramite scale a pioli, che possono far pensare alle tane dei ragni cacciatori come la tarantola.. I Ragni aiutano le Rondini a intrappolare Coyote dopo che ebbe disobbedito ai Dodici Fratelli nella caccia e per ricompensa ricevono dei pezzi della sua pelle, che si pongono sulla schiena, dove si possono vedere ancora adesso. In Flintway (Haile 1939) Donna Ragno aiuta l’eroe in una prova mortale stendendo un filo di tela di ragno da un coltello di selce all’altro. In una delle due versioni del mito fondatore Hopi della celeberrima Danza del Serpente, che attira ancora oggi tanti spettatori, l’eroe, Tiyo, è aiutato dalla Donna Ragno in tutte le sue avventure. Il primo incontro tra la dea e il ragazzo avviene quando egli sente uno strano sibilo provenire da un buco nel terreno; il buco si allarga in modo prodigioso e lo fa penetrare nel ventre della terra. Qui ella gli dona la medicina magica che pacifica il serpente e tutti gli animali che tendono alla collera, e poi, rendendosi piccola piccola, lo accompagna: “Io renderò piccola me stessa e siederò dietro il tuo orecchio sinistro per dirti cosa fare” gli dice (Mullett 1981:31).

Questa natura di piccole dimensioni e invisibilità si ritrova anche nell’aiuto che ella dà ai Gemelli e il suo consiglio è sempre profetico, mai ammonitorio. Ad Acoma veniamo a sapere che ella doveva essere molto piccola, perché sedeva sulla spalla destra di Iatiku durante la sua gara con la sorella e le diceva che cosa doveva fare. Altre due caratteristiche della Donna Ragno sono il suo potere paralizzante, tramite una formula o una “medicina” da sputare in faccia all’avversario, la sua dimora sotterranea e la vecchiaia. Anche se appare in ruoli creatori seri e talvolta comici, la Donna Ragno può essere estremamente pericolosa e gli Hopi la onorano sempre con bastoni di preghiera. A causa di una inosservanza religiosa per poco Capo Sole, Don Talayesva, non venne preso, come racconta nella sua autobiografia:

“Quando avevo quattro o cinque anni fui catturato dalla Donna Ragno e per poco non persi la vita. Una mattina di maggio mentre giocavo in piazza vestito con la camicia mio padre disse che andava nei campi. Io volevo andare con lui, ma mentre riempiva la giara dell’acqua egli disse: “Fai meglio a stare qui, la mia giara non è abbastanza capace per tutti e due”. Io cominciai a piangere e mentre lui prendeva a scendere lungo il lato sud della mesa (altipiano) io lo seguii lungo lo stretto sentiero tra due grandi pietre e giunsi al fondo dell’altura vicino al sacrario della Donna Ragno. Mio padre era scomparso tra le rocce. Mi capitò di guardare alla mia sinistra una roccia vicino al sacrario dove erano stati posti dei piatti di argilla come offerte alla Donna Ragno. Colà sedeva la vecchia stessa, chinata in avanti, con il mento appoggiato sulle mani. Vicino a lei c’era un buco quadrato nel terreno. “Sei qui al momento giusto,” disse,” ti stavo aspettando. Vieni con me nella mia casa”. Io avevo sentito abbastanza storie sulla Donna Ragno per sapere che nessuna persona normale sta seduta di fronte al suo santuario. Stavo lì ritto, senza neanche riuscire a muovermi, fissandola. “Vieni a casa mia,” ripeté lei,” tu hai percorso il mio sentiero e ora ho diritti su di te come mio nipote”. Mio padre mi aveva sentito gridare mentre lo seguivo, così chiese a un uomo che aveva incontrato di venire sulla mesa a riportarmi al villaggio. Appena l’uomo apparve, dietro l’angolo di una roccia, la vecchia sparì. Fino allora era stata seduta accanto a una pila di legno di pino che la gente aveva posto vicino al suo santuario mentre passava su e giù per la mesa. Io pensavo di non essermi affatto mosso ma quando l’uomo mi vide io stavo in piedi sotto una roccia e stavo per essere trascinato dentro il buco. La vecchia Donna Ragno aveva il potere di compiere strani prodigi. Io ero stato preso nella sua rete e non avevo potuto scappare. Quando l’uomo mi vide mi gridò: “Ragazzo, scappa dal tempio! La Donna Ragno può trascinarti nella sua casa!”. Io risi di un riso ebete, ma non riuscivo a muovermi. L’uomo si precipitò in fretta e mi trascinò via dal santuario” (Simmons 1969:49).

Dopo l’episodio Don Talayesva si sentì male e la Vecchia lo perseguitò sia in sogno sia quando chiudeva gli occhi durante la veglia; deperì e suo padre temette che la Vecchia ormai l’avesse preso e non gli restasse più molto da vivere. Lo portò da uno specialista e quello diagnosticò la causa del male: suo padre aveva dimenticato di fare un bastone di preghiera per Lei alla cerimonia del Soyal. Così il padre rimediò all’errore, preparò offerte votive e le portò al santuario della Donna Ragno, pregandola di liberare il figlio e promettendo di fare sempre offerte per Lei al Soyal e a quanto pare riuscì a farsi perdonare.(segue)

Riferimenti

Haile B. (Father). Origin Legend of the Navajo Flintway. Chicago 1939

Mullett, G. C. M. Le storie della Donna Ragno. Milano 1981.

Newcomb, F. J. e Reichard, G. A. Sandpaintings of the Navajo Shooting Chant. [Courier Corporation, 1937:32-41] New York 1989.

Reichard, G. Legend of the Bead Chant. In Navajo Medicine Man: Sandpaintings [1939:26-36] New York 1977.

Simmons, L. W. (a cura). Talayesva, D. C. Capo Sole. Autobiografia di un indiano Hopi. Milano 1969.


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